{"id":1380,"date":"2021-10-09T16:21:03","date_gmt":"2021-10-09T14:21:03","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1380"},"modified":"2021-10-09T21:50:47","modified_gmt":"2021-10-09T19:50:47","slug":"il-cane-di-bulgakov-e-le-ipocrisie-sovietiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2021\/10\/09\/il-cane-di-bulgakov-e-le-ipocrisie-sovietiche\/","title":{"rendered":"Il cane di Bulgakov e le ipocrisie sovietiche"},"content":{"rendered":"<p>Quando hai un libro del cuore vuoi sapere tutto del suo autore. O quanto meno cerchi avidamente negli altri suoi titoli suggestioni altrettanto forti di quelle che ti hanno fatto innamorare del primo. Non \u00e8 ovviamente interessante che il mio libro del cuore sia <em>Il maestro e Margherita<\/em> di <strong>Michail Bulgakov<\/strong><em>. <\/em>Spero lo sia, invece, questo post nel quale racconto di un nuovo innamoramento e di una nuova folgorazione. Mi sono recentemente imbattuto nei suoi racconti. I primi che questo scrittore a tempo pieno (con una laurea in medicina nel cassetto) ha scritto a met\u00e0 degli anni Venti.<\/p>\n<p>L\u2019edizione che ho in mano io \u00e8 quella della Bur (<em>Racconti fantastici<\/em>, con un\u2019ottima introduzione di\u00a0 <strong>Vladimir Laksin<\/strong>). Contiene quattro piccoli capolavori. A iniziare da <em>Diavoleide<\/em>. Per proseguire con <em>Uova fatali<\/em>, <em>Cuore di cane<\/em> e <em>Le avventure di Cicikov<\/em>. Tutta produzione narrativa che precede il suo capolavoro. Testi nei quali, comunque, \u00e8 gi\u00e0 ben evidente dove andr\u00e0 a parare il talento narrativo di Bulgakov. Come spiega Laksin nella sua introduzione questi testi sono fondamentali perch\u00e9 \u201ccostituiscono la prima vera presa di contatto dell\u2019autore con il proprio stile e con i propri materiali\u201d. Vale a dire quella scrittura satirica e quelle visioni fantastiche che costituiranno i pilastri dei suoi lavori pi\u00f9 maturi.<\/p>\n<p><em>Diavoleide<\/em>, per esempio, mette al centro della scena una sorta di rozzo archetipo del Voland del <em>Maestro e Margherita<\/em>. E in pi\u00f9 offre in una sapiente miscela in cui confluiscono personaggi grotteschi e gogoliani, e il sapore acre di una beffa infinita perpetrata ai danni di un povero impiegato. Sembra quasi di vedere anche qui un altro archetipo: quello del povero ragionier <strong>Fantozzi<\/strong>. Nella sua infinita <em>via crucis<\/em> il compagno Korotkov sembra il personaggio di <strong>Paolo Villaggio<\/strong>. Costretto a subire angherie senza senso da una burocrazia cinica e surreale. Viene licenziato senza un motivo e prova in tutti i modi a perorare la sua causa con il capoufficio. Ma il luogo di lavoro si trasforma in un assurdo labirinto dove si aprono scale e porte ma dove \u00e8 impossibile riuscire a bloccare il capo, sempre di corsa per raggiungere qualche luogo di riunione. Un incubo kafkiano alleggerito dalla vena satirica di Bulgakov. Una dimensione onirica che torna anche nell\u2019ultimo racconto. Parodia, quasi un esercizio di stile gogoliano (<em>Le avventure di Cicikov<\/em>).<\/p>\n<p>La modernit\u00e0 di Bulgakov per\u00f2 \u00e8 tutta nei due racconti centrali (i pi\u00f9 lunghi e i pi\u00f9 densi e innovativi). <em>Uova fatali<\/em> e <em>Cuore di cane<\/em>.<\/p>\n<p>Dove la <em>ubris<\/em> scientifica, la miopia ideologica e l\u2019imprevedibilit\u00e0 del cuore umano si mescolano in un paio di affreschi davvero profetici. La satira mette a fuoco la realt\u00e0, mentre il fantastico ammonisce sulle possibili conseguenze. In <em>Uova fatali<\/em> Bulgakov ride del presente mentre prefigura un futuro allarmante.\u00a0 D\u2019altronde l\u2019artista vede pi\u00f9 lontano del politico. E gi\u00e0 negli anni Venti Bulgakov vestiva i panni di una moderna Cassandra. \u201cNella cupa allegria della sua arte \u2013 sottolinea Laksin \u2013 si perpetuava la tradizione di amore per la verit\u00e0 e per l\u2019umanit\u00e0, della letteratura russa\u201d.<\/p>\n<p>Il fallimentare esperimento del professor Persikov (biologo innamorato di rettili e anfibi) porta a una catastrofe apocalittica: vaste regioni della Russia invase da rettili e alligatori davvero pericolosi e spietati. Dove la scienza fallisce, dove l\u2019avidit\u00e0 umana impazza, il rischio di una catastrofe \u00e8 dietro l\u2019angolo (come sospettano i complottisti che vedono nel Covid un esperimento di laboratorio sfuggito di mano). Per nostra fortuna (e soprattutto per la buona sorte degli abitanti di Mosca della fine degli anni Venti) Bulgakov ha un cuore generoso e lo scrittore si inventa un improbabile <em>deux ex machina<\/em>. Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 improbabile che una mini glaciazione (appena due giorni) a fine agosto. Utile per\u00f2 per uccidere i milioni di rettili che stavano minacciando la sopravvivenza stessa dalla Russia sovietica.<\/p>\n<p>Se \u00e8 gi\u00e0 sublime questa trovata, il tocco del capolavoro arriva a pagina 279. Nel pieno del racconto <em>Cuore di cane<\/em> quando Pallino, divenuto ormai Pallinov, grazie a un\u2019azzardata operazione chirurgica che nemmeno Mary Shelley avrebbe osato proporre al lettore, offre agli scienziati che condividono con lui un grande appartamento moscovita una lettura semplice e ardimentosa del comunismo. \u201cSiete un essere ancora debole sul piano mentale \u2013 lo redarguisce il professor Preobrazenskij \u2013 tutte le vostre azioni sono ancora quelle di un cane, ed ecco che in presenza di due persone che hanno finito l\u2019universit\u00e0 vi permettete, con una disinvoltura assolutamente intollerabile, di dare consigli su scala cosmica e di dire una sciocchezza cosmica su come dividere tutto\u2026 e questo quando solo l\u2019altro ieri vi siete ingozzato di dentifricio\u201d. \u00a0\u00c8 il mostruoso Pallinov col cuore di cane a dare una semplice (quasi evangelica) visione del comunismo. Ma i due luminari non accettano. E tuttavia dietro la loro insopportabile sicumera si nasconde per paradosso la libert\u00e0 di Bulgakov di criticare il regime sovietico. Un capolavoro da vero giocoliere dell\u2019arte del racconto.<\/p>\n<p>E la sua stessa denuncia della deriva della scienza non \u00e8 soltanto una difesa dell\u2019umanesimo ma ancor pi\u00f9 compiutamente una difesa della libert\u00e0. Preobrazenskij fa autocritica: inutile impiantare l\u2019ipofisi di un uomo su un cane. L\u2019eugenetica potr\u00e0 pure fare passi da gigante nel futuro ma i geni nascono ancora secondo natura. Dal ventre di una donna, in maniera piuttosto casuale. \u201cSpiegatemi che bisogno c\u2019\u00e8 di fabbricare artificialmente degli Spinoza quando una donna qualsiasi primo a o poi pu\u00f2 metterne al mondo uno?\u201d Gi\u00e0 perch\u00e9 tanta inutile fatica quando basta una bellissima notte d\u2019amore?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Quando hai un libro del cuore vuoi sapere tutto del suo autore. O quanto meno cerchi avidamente negli altri suoi titoli suggestioni altrettanto forti di quelle che ti hanno fatto innamorare del primo. Non \u00e8 ovviamente interessante che il mio libro del cuore sia Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov. Spero lo sia, invece, questo post nel quale racconto di un nuovo innamoramento e di una nuova folgorazione. Mi sono recentemente imbattuto nei suoi racconti. I primi che questo scrittore a tempo pieno (con una laurea in medicina nel cassetto) ha scritto a met\u00e0 degli anni Venti. 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