{"id":1409,"date":"2022-01-16T20:58:37","date_gmt":"2022-01-16T19:58:37","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1409"},"modified":"2022-01-16T20:58:37","modified_gmt":"2022-01-16T19:58:37","slug":"joseph-roth-e-la-pazienza-miracolosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2022\/01\/16\/joseph-roth-e-la-pazienza-miracolosa\/","title":{"rendered":"Joseph Roth e la pazienza &#8220;miracolosa&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Nell\u2019attesa che la pandemia si trasformi in una pi\u00f9 innocua influenza endemica bisogna maturare dentro di noi una forte dose di pazienza. La \u201cpazienza di Giobbe\u201c con cui sopportare ristrettezze, regole ferree, distanziamento sociale e mascherine. In un simile \u201cclima\u201d pu\u00f2 essere utile, infatti, rifarsi alla celebre figura biblica. Magari attualizzata come quella proposta da Joseph Roth nel romanzo che prende il nome proprio dal celebre patriarca le cui virt\u00f9 ed esempio sono esaltati dalla Bibbia.<\/p>\n<p>Mi \u00e8 capitato in mano in questi giorni l\u2019ultima edizione di <em>Giobbe, <\/em>la diciannovesima che Adelphi ha mandato in stampa da quando, nel 1977 con la traduzione di Laura Terreni, ha rispolverato questo classico della letteratura tedesca, uscito per la prima volta nel 1930 e la cui prima edizione italiana si deve a Treves nel 1932.<\/p>\n<p>Il moderno Giobbe risponde al nome di Mendel Singer. Un \u201cuomo semplice\u201d, come riporta il sottotitolo, devoto alla sua religione. Come suo padre e suo nonno, si guadagna un misero sostentamento insegnando la Torah ai bambini del villaggio (in un\u2019indefinita area al confine tra Polonia e Ucraina ma, al tempo dei fatti raccontati, sotto il dominio dello zar). Ha una moglie, Deborah, e tre figli. E la sua vita procede nel grigiore di una devozione quasi meccanica fino al giorno in cui nasce Menuchim. Il quartogenito, per\u00f2, \u00e8 debole e fortemente menomato. Richiede una continua assistenza e una dedizione assoluta.<\/p>\n<p>La povert\u00e0, per\u00f2, incalza Mendel. Lo zar\u00a0 vuole i suoi due figli maschi. La prima guerra mondiale \u00e8 alle porte. E poi c\u2019\u00e8 Miriam, la bella e svagata figlia. I genitori non riescono a star dietro a tutti. E Menuchin assorbe ogni energia della madre. Quando Mendel si accorge che la figlia \u00e8 ormai ampiamente sbocciata, divenendo il desiderio proibito di tutta la guarnigione di stanza nella provincia, decide di partire. Il richiamo di un\u2019America libera e ricca \u00e8 forte. Il figlio piccolo \u00e8 l\u00ec che \u00e8 riparato per sfuggire alla leva obbligatoria e chiama a s\u00e9 tutto il resto della famiglia. Mendel e Deborah attraversano l\u2019oceano col peso di aver abbandonato Menuchin, Miriam invece col sogno di una compiuta libert\u00e0.<\/p>\n<p>Nel nuovo mondo il maestro non si ritrova. Rester\u00e0 per sempre uno straniero che vede, per altro, il suo mondo familiare franargli intorno. E finisce, come nella parabola di Giobbe, col perdere la fede quando rimane solo.<\/p>\n<p>Ma il miracolo \u00e8 dietro l\u2019angolo (non svelo ovviamente il finale). Il Signore, insomma, mette a dura prova la vita di Mendel e lo circonda di persone che riescono a vedere soltanto la miseria irrecuperabile della sua condizione, perch\u00e9 si tratta di persone che non hanno avuto in sorte un figlio minorato. D\u2019altronde, come commenta il narratore di questa moderna e perfetta parabola chassidica, \u201csolo chi non ha avuto disgrazie non crede nei miracoli\u201d.<\/p>\n<p>Il mondo con i suoi quotidiani e tragici bollettini della pandemia sembra sfibrare la nostra fiducia nella scienza. Ma il \u201cmiracolo\u201d \u00e8 dietro l\u2019angolo. E bisogna osservare il mondo con rinnovata fiducia. Joseph Roth lo insegna meravigliosamente con questo piccolo capolavoro che non ha smesso mai (nel suo quasi secolo di vita) di commuovere generazioni di lettori. Ora potrebbe anche fornire nuova linfa alla nostra speranza. E, in un simile frangente, francamente non \u00e8 poco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nell\u2019attesa che la pandemia si trasformi in una pi\u00f9 innocua influenza endemica bisogna maturare dentro di noi una forte dose di pazienza. La \u201cpazienza di Giobbe\u201c con cui sopportare ristrettezze, regole ferree, distanziamento sociale e mascherine. In un simile \u201cclima\u201d pu\u00f2 essere utile, infatti, rifarsi alla celebre figura biblica. Magari attualizzata come quella proposta da Joseph Roth nel romanzo che prende il nome proprio dal celebre patriarca le cui virt\u00f9 ed esempio sono esaltati dalla Bibbia. 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