{"id":1446,"date":"2022-08-09T17:01:57","date_gmt":"2022-08-09T15:01:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1446"},"modified":"2022-08-09T17:01:57","modified_gmt":"2022-08-09T15:01:57","slug":"senza-compromessi-con-la-vita-lartista-muore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2022\/08\/09\/senza-compromessi-con-la-vita-lartista-muore\/","title":{"rendered":"Senza compromessi con la vita l&#8217;artista muore"},"content":{"rendered":"<p>Anche in letteratura \u00e8 tutta una questione di date. Emile Zola pubblica <em>L\u2019opera<\/em> nel 1886 mentre Oscar Wilde d\u00e0 alle stampe <em>Il ritratto di Dorian Gray<\/em> nel 1890. I due romanzi non hanno niente a che fare l\u2019uno con l\u2019altro. Temi e stile sono molto differenti quindi non ci sarebbe quasi da parlarne se non fosse per un dettaglio. Il ritratto, appunto. Tutto il romanzo di Zola ruota intorno a un quadro dove campeggia una figura femminile. E il plot stesso del romanzo dello scrittore irlandese \u00e8 incentrato sul potere diabolico di un ritratto che assume su di s\u00e9 il fardello del tempo per lasciare al suo soggetto l\u2019ebrezza dell\u2019eterna giovinezza.<\/p>\n<p>Il romanzo di Zola non lo conoscevo. Ho faticato a trovarlo (nelle librerie non si trova, per fortuna <em>on line<\/em> \u00e8 stato facile acquistarlo). Fa parte delle letture estive di mio figlio. E mi ha incuriosito. \u00c8 uno dei testi del ciclo dei Rougon-Macquart ed \u00e8 ambientato nel <em>milieu<\/em> artistico parigino tra gli anni Sessanta e Settanta del XIX secolo, quando la pittura francese stava attraversando il faticoso passaggio dalla pittura romantica a quella realista.<\/p>\n<p>Claude Lantier \u00e8 il classico provinciale inurbato che nella Ville Lumi\u00e8re vede il luogo ideale per sfondare come pittore. \u00c8 ossessionato dalla \u201cverit\u00e0\u201d della pittura e con il tempo assume un rapporto malato con il suo lavoro. Prima di divenire ossessione, per\u00f2, la pittura gli permette di conoscere Christine. La modella che diventer\u00e0 la sua compagna di vita. Vivono in mansarde fredde, in uno stile molto bohemien. Con gli amici di sempre (giornalisti ambiziosi, scrittori falliti, giovani architetti e scultori squattrinati) Claude costruisce un mondo chiuso in s\u00e9 che si alimenta soltanto della propria ambizione e dei propri ideali.<\/p>\n<p>Il successo, per\u00f2, non arriva. I vari Salons rifiutano i quadri di Claude che ossessionato dalla sua ricerca del vero si perde nella sua ossessione: un grande quadro paesaggistico della <em>Cit\u00e8 <\/em>con al centro la sua \u201cmusa\u201d. Ossessionato dalla perfezione del suo corpo perde interesse per Christine che vede nella immutabile bellezza del soggetto dipinto la sua vera nemica.<\/p>\n<p>Da qui la caduta \u00e8 un progressivo perdere terreno nei confronti della realt\u00e0. Proprio nel tentativo disperato di trovare nella pittura il <em>quid<\/em> di una verit\u00e0 assoluta, Claude perder\u00e0 contatto con il mondo e con gli amici.<\/p>\n<p>E il ritrovarsi a distanza di anni a cena con loro, dove ognuno ha perso la spinta ideale dei primi temi adattandosi a compromessi pi\u00f9 o meno mortificanti, rende la scena assai simile al <em>C\u2019eravamo tanto amati <\/em>di Scola, dove il tempo rende sempre pi\u00f9 complicato aderire agli ideali della giovinezza.<\/p>\n<p>Avevo iniziato a leggerlo con estrema diffidenza. Chiedendomi, tra l\u2019altro, se fosse la lettura ideale per gli adolescenti di oggi. E invece devo riconoscere che i temi trattati lo rendono fruttifero per i giovani di oggi. Inoltre, l\u2019ambiente radicale e libertario in cui vivevano questi<em> bohemiens<\/em> parigini di fine Ottocento sdogana alcuni temi per quei tempi impensabili. L\u2019erotismo, la contestazione antiborghese e l\u2019anticonformismo come regola, sono il rumore di fondo di questa storia di passione e di illusione. E Zola offre inoltre un chiaro spaccato di com\u2019era la vita nella capitale francese del tempo. Per non dire del difficile destino di chi vuole immolare la propria esistenza all\u2019ideale dell\u2019arte.<\/p>\n<p>Se ci aggiungiamo che la traduzione di cui ho goduto io (edizione Garzanti nella versione di Franco Cordelli) \u00e8 d\u2019autore, si pu\u00f2 concludere che mi sono trovato tra le mani un capolavoro. Un classico poco conosciuto, ma da conoscere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Anche in letteratura \u00e8 tutta una questione di date. Emile Zola pubblica L\u2019opera nel 1886 mentre Oscar Wilde d\u00e0 alle stampe Il ritratto di Dorian Gray nel 1890. I due romanzi non hanno niente a che fare l\u2019uno con l\u2019altro. 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