{"id":1470,"date":"2023-01-14T10:29:07","date_gmt":"2023-01-14T09:29:07","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1470"},"modified":"2023-01-14T10:29:07","modified_gmt":"2023-01-14T09:29:07","slug":"la-corsa-alloro-dellintellettuale-americano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2023\/01\/14\/la-corsa-alloro-dellintellettuale-americano\/","title":{"rendered":"La corsa all&#8217;oro dell&#8217;intellettuale americano"},"content":{"rendered":"<p>Una visione d&#8217;insieme. E&#8217; quello che ci vuole il pi\u00f9 delle volte per tirare le somme di una lettura. Che si tratti di un racconto, di un&#8217;opera poetica o di un romanzo, l&#8217;essenziale \u00e8 capire lo spirito che ha animato l&#8217;autore e l&#8217;idea che sta alla base del suo lavoro. L&#8217;idea d&#8217;insieme di <em>Una nuova vita<\/em> di Bernard Malamud (1961) la ricavo da una preziosa introduzione che arricchisce l&#8217;edizione che ho sottomano (Minimum fax, con la traduzione di Vincenzo Mantovani). A firmarla \u00e8 un altro celebre scrittore americano: Jonathan Lethem. Per arrivare alla sua &#8220;visione d&#8217;insieme&#8221; \u00e8 bene prima che introduca io stesso il romanzo. Coevo di altri due capolavori (<em>Lasciarsi andare<\/em> di Philip Roth e <em>Revolutionary road<\/em> di Richard Yates), Una nuova vita racconta la storia di Seymour Levin, un trentenne che ha gi\u00e0 un passato di alcolismo. Levin lascia New York e la precariet\u00e0 del suo ruolo di assistente universitario per trasferirsi in un college di una sperduta cittadina dell&#8217;Ovest (la contea di Cascadia, con le sue meraviglie naturalistiche). Siamo negli anni Cinquanta. E il sogno, manco a dirlo, di Seymour \u00e8 di rifarsi una vita. Accetta il ruolo di assistente in un piccolo college agrario. Deve insegnare grammatica e composizione a ragazzi che come unica ambizione hanno quella di lavorare al fianco dei genitori nelle aziende agricole della zona. Deve ricostruirsi, Seymour, deve tenere lontano l&#8217;alcol, e sogna un futuro molto borghese: una casa, una famiglia un lavoro dignitoso a vocazione sociale. Ovviamente la provincia non ha nulla a che fare con la metropoli che ha abbandonato. Si tratta di luoghi dove il provincialismo e l&#8217;ipocrisia bigotta sono i punti cardinali dell&#8217;orientamento collettivo. Inutile andare avanti: anche il lettore meno avvezzo (il topos dell&#8217;insegnante di college che si trasferisce in una lontana provincia \u00e8 molto sfruttato dalla letteratura e dal cinema americano) pu\u00f2 intuire come andr\u00e0 a finire. Qui, per\u00f2, abbiamo uno scrittore di vaglia. Malamud sa costruire con intelligenza e spietatezza tutte le tappe del viaggio purgatoriale di Seymour. E i personaggi che incontra sul suo cammino rappresentano delle maschere perfettamente aderenti ai modelli reali. A questo punto posso tornare sulla visione d&#8217;insieme regalatami da Lethem. Il genere in cui si inscrive questo romanzo, secondo Lethem, \u00e8 il western. E in effetti ci sono grandi analogie. Nei classici western lo straniero arriva in un citt\u00e0 che ha regole e comportamenti che gli stanno stretti. E&#8217; sicuramente animato dalla sete di giustizia e di riscatto ma si scontra con una societ\u00e0 chiusa. Chiusa e retriva, probabilmente\u00a0 e il pi\u00f9 delle volte. E che nella maggior parte dei casi soccombe di fronte alla bont\u00e0 delle intenzioni del nuovo venuto. E&#8217; un&#8217;epica, questa del western, che \u00e8 servita per dare lustro alla corsa all&#8217;Ovest. Affinch\u00e9 questa banalissima corsa all&#8217;arricchimento fosse mascherata con i pi\u00f9 positivi principi della nuova frontiera, del nuovo mondo, dell&#8217;uomo nuovo. Insomma di un rinascimento in salsa barbeque. Malamud, per\u00f2, rovescia il genere. Ed \u00e8 ovvio che qui siamo alla grande letteratura. Lui, Seymour, soccombe agli occhi del lettore. E i modelli negativi dei provincialotti ipocriti nascondono verit\u00e0 e rivalse sociali altrettanto valide delle sue. Insomma, non basta essere un ex alcolizzato, amante della letteratura e cresciuto a New York per essere depositario della verit\u00e0. La vita vissuta, fuori da ogni astrattismo intellettuale, regala verit\u00e0 sempre sorprendenti. E non sempre politicamente corrette.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Una visione d&#8217;insieme. E&#8217; quello che ci vuole il pi\u00f9 delle volte per tirare le somme di una lettura. Che si tratti di un racconto, di un&#8217;opera poetica o di un romanzo, l&#8217;essenziale \u00e8 capire lo spirito che ha animato l&#8217;autore e l&#8217;idea che sta alla base del suo lavoro. 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