{"id":1478,"date":"2023-02-25T20:22:19","date_gmt":"2023-02-25T19:22:19","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1478"},"modified":"2023-02-25T20:22:19","modified_gmt":"2023-02-25T19:22:19","slug":"la-storia-una-sequenza-di-momenti-fatali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2023\/02\/25\/la-storia-una-sequenza-di-momenti-fatali\/","title":{"rendered":"La Storia? Una sequenza di momenti &#8220;fatali&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Su un recente volume della Treccani dedicato ai neologismi ho trovato questa definizione di <em>storytelling<\/em>: &#8220;Affabulazione, arte di scrivere o raccontare storie catturando l&#8217;attenzione e l&#8217;interesse del pubblico&#8221;. Sono andato a vedere questa voce\u00a0 spinto dalla lettura di un piccolo capolavoro che mi \u00e8 capitato, casualmente, tra le mani. Si tratta di Momenti fatali di Stefen Zweig (nella meravigliosa traduzione di Donata Berra per Adelphi). Il libro infatti racconta tredici episodi o personaggi &#8220;storici&#8221; e lo fa partendo esclusivamente dai fatti. Per\u00f2 ne fa dei suggestivi racconti che tengono il lettore incollato alla pagina. Zweig \u00e8 celebre per la sua passione per la Storia e le biografie. Ma oggi lo definiremmo un abilissimo divulgatore. Ebbene questi piccoli &#8220;medaglioni narrativi&#8221; possono considerarsi racconti davvero accattivanti e seducenti. Complice anche il lavoro della traduttrice che ha saputo dare al tono epico, e a volte enfatico, di Zweig un&#8217;eleganza davvero rara.<\/p>\n<p>Leggendolo mi sono reso conto che oggi pi\u00f9 che mai c&#8217;\u00e8 bisogno di tornare a letture che raccontino gesti eroici, decisioni fatali e momenti irripetibili della storia dell&#8217;umanit\u00e0. Forse proprio perch\u00e9 il nostro presente appare &#8211; almeno ai miei occhi &#8211; sempre pi\u00f9 prosaico e privo di forza spirituale.\u00a0\u00a0Mentre leggevo del capitano britannico Robert Falcon Scott, che perse con onore la gara della conquista del Polo sud, o degli eroici difensori di Bisanzio, capitolata soltanto per un banale scherzo del destino anche se le forze in campo la davano comunque per spacciata nella resistenza ai turchi, ho pensato che oggi non sarebbe male sottoporre ai nostri ragazzi questi racconti. Sono avvincenti come\u00a0 quelli usciti dalle penne di Alexandre Dumas ma senza perdere il filo della Storia. Narrazioni, tra l&#8217;altro, edificanti nel senso pi\u00f9 nobile. E cio\u00e8 che ci aiutano a capire come la sorte si faccia beffe di noi e che quindi dobbiamo anche saper accettare il destino con animo stoico. A questo proposito la storia\u00a0 &#8211; o meglio la parabola esistenziale &#8211; dell&#8217;avventuriero svizzero Johann August Suter, che \u00e8 arrivato a un passo dal divenire l&#8217;uomo pi\u00f9 ricco del mondo ma, grazie alla cieca avidit\u00e0 dei cercatori d&#8217;oro della California del diciannovesimo secolo, \u00e8 finito in tutt&#8217;altro &#8220;girone infernale&#8221;.<\/p>\n<p>Dosteovskij, Handel, Tolstoj e Napoleone sono altri protagonisti di queste storie. Il libro, pubblicato la prima volta nel 1928, ebbe per\u00f2 una seconda edizione nel 1940 (due anni prima della morte dell&#8217;autore per suicidio) dove vennero aggiunti altri due medaglioni. Uno dedicato al presidente americano Woodrow Wilson e al suo sogno di una societ\u00e0 delle Nazioni che portasse finalmente l&#8217;Umanit\u00e0 a una stagione di concreta e definitiva concordia. Racconto che letto alla luce dei terribili giorni della guerra in Ucraina risulta profetico in maniera inquietante. L&#8217;altro dedicato a Cicerone. Il grande scrittore latino sarebbe fiero di questo racconto che ne esalta non solo il genio letterario e politico, ma anche il suo coraggio e senso morale. E il racconto della sua morte &#8211; per mano dei sicari di Antonio &#8211; \u00e8 davvero commovente. Anzi fa quasi venire i brividi pensando che Zweig si \u00e8 tolto la vita pensando alla mancanza di un futuro per s\u00e9 e la sua giovane moglie, pur essendo ben lontano dal tragico teatro europeo dove si stavano consumando gli anni peggiori della Seconda guerra mondiale. Nel Brasile nel quale aveva trovato rifugio non riusciva a vedere pi\u00f9 una speranza per l&#8217;umanit\u00e0. Che pure in Momenti fatali \u00e8 esaltata con tanta valore. A volte, come recitava Virgilio, la fortuna aiuta i coraggiosi. E Zweig ne offre esempi meravigliosi in questo piccolo capolavoro. Altre il destino nega all&#8217;eroe la vittoria finale, come per il capitano Scott sepolto sotto il ghiaccio del Polo Sud o per Napoleone, tradito dall&#8217;ottusa fedelt\u00e0 agli ordini di un suo ufficiale nell&#8217;ultima battaglia di Waterloo. Nella nostra biblioteca un libro del genere svetter\u00e0 sempre come una gemma preziosissima.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Su un recente volume della Treccani dedicato ai neologismi ho trovato questa definizione di storytelling: &#8220;Affabulazione, arte di scrivere o raccontare storie catturando l&#8217;attenzione e l&#8217;interesse del pubblico&#8221;. Sono andato a vedere questa voce\u00a0 spinto dalla lettura di un piccolo capolavoro che mi \u00e8 capitato, casualmente, tra le mani. Si tratta di Momenti fatali di Stefen Zweig (nella meravigliosa traduzione di Donata Berra per Adelphi). Il libro infatti racconta tredici episodi o personaggi &#8220;storici&#8221; e lo fa partendo esclusivamente dai fatti. 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