{"id":1501,"date":"2023-06-08T13:29:07","date_gmt":"2023-06-08T11:29:07","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1501"},"modified":"2023-06-08T13:29:07","modified_gmt":"2023-06-08T11:29:07","slug":"cosi-le-confessioni-di-un-grafomane-diventano-un-romanzo-imperdibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2023\/06\/08\/cosi-le-confessioni-di-un-grafomane-diventano-un-romanzo-imperdibile\/","title":{"rendered":"Cos\u00ec le confessioni di un grafomane diventano un romanzo imperdibile"},"content":{"rendered":"<p>Avete presente quella sensazione di frustrazione che ci assale ogni qual volta ci mettiamo a ripensare a un torto subito e a come l\u00ec, sul momento, abbiamo reagito?\u00a0 Pi\u00f9 passa il tempo e pi\u00f9 sviluppiamo dentro di noi risposte e reazioni sempre pi\u00f9 efficaci. Di certo migliori di quella che l\u00ec, sul momento, siamo stati in grado \u2013 \u201ca caldo\u201d \u2013 di esprimere. Perch\u00e9 quello che ci frega \u00e8 l\u2019impulsivit\u00e0, l\u2019idea di risolvere tutto con la passione del sangue e la forza dell\u2019indignazione. E questa cosa mi fa pensare che l\u2019umanit\u00e0 si divida in due \u201csottospecie\u201d: la prima \u00e8 quella delle persone <em>sempre<\/em> razionali, <em>sempre<\/em> misurate, <em>sempre <\/em>composte, di poche parole. Quelle che aprono una leggera fessura tra le palpebre per fare del loro sguardo un enigma insolubile. Magari accompagnato da un vago sorriso di compiaciuta superiorit\u00e0 e di vaga compassione. E che ti lasciano l\u00ec a vomitargli davanti il tuo mondo interiore senza filtri, senza raziocinio, senza misura. E alla fine che cosa rimarr\u00e0 di questa penosa scenetta che puntualmente si ripete nella nostra vita? Alla fine, si conteranno un vincitore e un vinto: dove chi vince \u00e8 colui che parla di meno e sorride di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Ho sempre fatto parte della seconda categoria. S\u00ec, insomma, sono un perdente, una vittima dell\u2019impulsivit\u00e0 e del cordoglio (cuore in mano). Ed ho appena scoperto di avere un compagno di disavventure in Moses E. Herzog. \u00a0Suo padre \u00e8 un grande scrittore. Si chiama Saul Bellow ed \u00e8 riconosciuto come uno dei principali protagonisti della letteratura americana del Novecento. Ho appena finito di leggere questo romanzo (Mondadori, traduzione di Letizia Ciotti Miller) pubblicato nel 1964. Un vero capolavoro che prende il largo nell\u2019oceano della letteratura sfruttando la scia di capolavori come <em>L\u2019uomo senza qualit\u00e0<\/em> e <em>Ulisse<\/em>.<\/p>\n<p>Herzog \u00e8 deluso dalla vita. Al punto da mettersi in discussione su tutto. Anche sulle piccole cose. E si affanna a mettere, altres\u00ec, in discussione chiunque sia comparso come temporaneo comprimario sul suo palcoscenico. E cos\u00ec si mette a scrivere lettere. Lettere di protesta, lettere di risposta, lettere di commento. Indirizzate alle mogli (la prima e la seconda), alle amanti, ai colleghi di universit\u00e0, ai grandi pensatori, ai sindaci e ai politici, fino a scendere, gi\u00f9 gi\u00f9, nella scala sociale, fino ai responsabili della metropolitana o del servizio postale. \u00a0Lo seguiamo in un brevissimo tratto di strada. Sufficiente, per\u00f2, per apprezzarne la sua crescente consapevolezza sul suo ruolo nel mondo e sul modo per evitare di cadere nella follia.<\/p>\n<p>L\u2019espediente grafico \u00e8 l\u2019uso del corsivo. La sua \u201cscrittura\u201d si realizza in quelle lunghe digressioni in quel carattere tipografico. Missive moraleggianti e impietose. Alternate al tondo del suo mondo interiore e del presente narrativo. E seguendo, pagina dopo pagina, questo lungo romanzo, il corsivo lascia spazio alla crescente consapevolezza del tondo. \u00a0\u00c8 anche il diario di una resa. Una resa alla propria personalit\u00e0, al proprio mondo interiore. E, dopo 400 pagine di duelli all\u2019ultima iperbole con pensatori del calibro di Freud, Schopenhauer e Nietszche, Herzog spiega: \u201cLa coscienza, se non comprende chiaramente perch\u00e9 si vive e perch\u00e9 si muore, non pu\u00f2 fare altro che sfottere e ridicolizzare s\u00e9 stessa\u2026. Come faccio io scrivendo lettere impertinenti\u201d. E a mano a mano che questa \u201cmaturazione\u201d si compie, Herzog prende consapevolezza del suo ruolo. Le confessioni dell\u2019accademico ebreo di origine russa, cresciuto in Canada e figlio di un trafficante di alcolici nell\u2019epoca del proibizionismo (in questi semplici dati, tra l\u2019altro, la biografia dell\u2019autore e del personaggio coincidono), si esauriscono lentamente. E le paranoie sulla moglie fedifraga, sui colleghi invidiosi, sui fratelli e sugli amici\u2026. lasciano il posto a un\u2019arrendevole comunione con la realt\u00e0. E le confessioni di Herzog divengono <em>Les confessions<\/em> di Rousseau: \u201cJe sens mon coeur et je connais les homme\u201d, ricorda Herzog. Ma avrebbe potuto aggiungere anche il resto della citazione: \u201c<em>Je ne sui fait comme aucun de ceux que j\u2019ai vus; j\u2019ose croire n\u2019<\/em><em>\u00eatre fait comme aucun de ceux qui existent. Si je ne vaux pas mieux, au moin je suis autre<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Herzog ha smesso di ripensare alle battute impulsive e agli sfoghi di cuore. Continuer\u00e0 a guardare i suoi interlocutori con occhi sgranati e mano sul petto, ma senza la frustrazione di sentirsi appartenere alla categoria delle persone istintive (e ciarliere).<\/p>\n<p>Almeno per me, un grande maestro di vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Avete presente quella sensazione di frustrazione che ci assale ogni qual volta ci mettiamo a ripensare a un torto subito e a come l\u00ec, sul momento, abbiamo reagito?\u00a0 Pi\u00f9 passa il tempo e pi\u00f9 sviluppiamo dentro di noi risposte e reazioni sempre pi\u00f9 efficaci. Di certo migliori di quella che l\u00ec, sul momento, siamo stati in grado \u2013 \u201ca caldo\u201d \u2013 di esprimere. Perch\u00e9 quello che ci frega \u00e8 l\u2019impulsivit\u00e0, l\u2019idea di risolvere tutto con la passione del sangue e la forza dell\u2019indignazione. 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