{"id":1507,"date":"2023-07-31T09:06:00","date_gmt":"2023-07-31T07:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1507"},"modified":"2023-07-31T09:06:00","modified_gmt":"2023-07-31T07:06:00","slug":"la-vita-adolescente-dello-scrittore-secondo-amis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2023\/07\/31\/la-vita-adolescente-dello-scrittore-secondo-amis\/","title":{"rendered":"La vita &#8220;adolescente&#8221; dello scrittore secondo Amis"},"content":{"rendered":"<p>James Boswell \u00e8 stato un importante giurista e aforista scozzese del XVIII. La sua fama, per\u00f2, \u00e8 una fama di riflesso perch\u00e9 \u00e8 conosciuto soprattutto per essere stato il biografo di uno dei pi\u00f9 importanti scrittori inglesi: Samuel Johnson (che in fatto di aforismi resta un maestro insuperato).\u00a0 La celebre <em>Vita di Samuel Johnson <\/em>(da noi pubblicata da Garzanti) non solo restituisce la personalit\u00e0 e l\u2019esperienza letteraria di Johnson (critico, poeta e autore di un celebre dizionario) ma aiuta anche a capire come evolve la figura dell\u2019intellettuale tra esperienza diretta e mediata (la formazione culturale). Quando la lessi mi colp\u00ec soprattutto la grande messe di virgolettati. Magari su questioni minori o di vita quotidiana. E mi immaginavo il povero Boswell\u00a0 sempre col taccuino in mano quando era in compagnia di quel monumento vivente (era un\u2019epoca nella quale poeti e intellettuali erano pi\u00f9 influenti degli <em>influencer <\/em>di oggi). Questa buffa immagine mi \u00e8 tornata in mente leggendo <em>La storia da dentro <\/em>\u00a0di Martin Amis (Einuadi).<\/p>\n<p>Amis si cimenta in un canone che egli stesso chiama <em>life-writing<\/em>. Molto diffuso nel mondo anglosassone. Qui da noi si conosce soprattutto una sua derivazione: l\u2019<em>autofiction<\/em>. Amis racconta di s\u00e9, ovviamente. Della sua vita, della sua famiglia e dei suoi amici. E ovviamente del suo lavoro. Ma il suo lavoro e il suo privato viaggiano su un unico binario. I suoi amici sono prevalentemente scrittori, e anche in famiglia Amis \u00e8 pieno di colleghi (il padre Kinsgley e la sua matrigna Elisabeth Jane Howard, quella della fortunata saga dei <em>Cazalet Chronice<\/em>).<\/p>\n<p>Quindi il libro ripercorre s\u00ec la sua vita (che \u00e8 terminata, tra l\u2019altro, pochi mesi dopo la pubblicazione di questo volume: il 19 maggio di quest\u2019anno) ma si dilunga anche nel racconto dei suoi amici. A partire dal \u201cpadre putativo\u201d Saul Bellow, da Amis ritenuto il miglior scrittore americano della sua generazione. C\u2019\u00e8 spazio anche per il poeta inglese Philip Larkin, per Iris Murdoch, e soprattutto dell\u2019amico fraterno Christopher Hitchens. Ed \u00e8 nei passaggi in cui Amis racconta di Saul e \u201cHitch\u201d che mi \u00e8 tornato in mente il povero Boswell. Amis riporta dialoghi e commenti degli amici con una pervicacia davvero insolita. Anzi c\u2019\u00e8 proprio un passaggio in cui si descrive mentre al telefono con Hitch prende appunti su un bloc-notes, fermando per sempre le parole dell\u2019amico. Ed \u00e8 un ricchissimo florilegio di citazioni e argomentazioni dedicati ai temi pi\u00f9 urgenti (l\u2019imperialismo americano, la pace, l\u2019antisemitismo, le purghe staliniane, l\u2019ambiente ma soprattutto la lotta al conformismo letterario e alla dittatura del <em>politically correct<\/em>).<\/p>\n<p>Amis semplicemente ricorda che uno scrittore passa gran parte della sua vita seduto a una scrivania quindi un resoconto delle sua esistenza non pu\u00f2 prescindere dalla cronaca di come si formano idee, gusti e di come nascono i progetti letterari. Ma uno scrittore \u00e8 senza dubbio anche un raffinato e appassionato lettore (indimenticabili le pagine dedicate a Nabokov e a Conrad).<\/p>\n<p>Se questo testo non \u00e8 classificabile (<em>memoir<\/em>? Autobiografia? Saggio?) \u00e8 anche colpa della sincerit\u00e0 dello scrittore nel mettersi a nudo e nell\u2019alternare dialoghi (in prima o in terza persona), ricordi, citazioni e riflessioni. D\u2019altronde lo dice egli stesso: \u201cPer un romanziere il guaio del <em>life-writing<\/em> \u00e8 che la vita ha una certa qualit\u00e0 o propriet\u00e0 che \u00e8 nemica della finzione. La vita \u00e8 prima di forma, non va da nessuna parte non si incentra intorno a nulla, non \u00e8 coerente. Artisticamente \u00e8 morta\u201d.<\/p>\n<p>Amis vince la sfida: rende appassionante per il lettore un testo che apparentemente non ha che un labile filo conduttore (la sua vita), perch\u00e9 si mette a nudo e nel registrare il suo lavoro offre anche utili lezioni di scrittura creativa. Soprattutto innalza due suggestivi e commoventi monumenti al padre putativo (Saul) e all\u2019amico fraterno (Hitch). Come fece Boswell di Johnson. Nel mercato editoriale di oggi \u2013 mi viene per\u00f2 da pensare \u2013 James Boswell sarebbe una vera star. Basterebbe un minimo di \u201cprotagonismo\u201d e maggiore impudenza per divenire pi\u00f9 famoso del celebre dottor Johnson.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>James Boswell \u00e8 stato un importante giurista e aforista scozzese del XVIII. La sua fama, per\u00f2, \u00e8 una fama di riflesso perch\u00e9 \u00e8 conosciuto soprattutto per essere stato il biografo di uno dei pi\u00f9 importanti scrittori inglesi: Samuel Johnson (che in fatto di aforismi resta un maestro insuperato).\u00a0 La celebre Vita di Samuel Johnson (da noi pubblicata da Garzanti) non solo restituisce la personalit\u00e0 e l\u2019esperienza letteraria di Johnson (critico, poeta e autore di un celebre dizionario) ma aiuta anche a capire come evolve la figura dell\u2019intellettuale tra esperienza diretta e mediata (la formazione culturale). Quando la lessi mi colp\u00ec [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2023\/07\/31\/la-vita-adolescente-dello-scrittore-secondo-amis\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1023,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[35863,35979],"tags":[453096,453099,453094,453100,449840,453102,228814,453098,453095,453097,453093,453101,453079,35973],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1507"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1023"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1507"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1507\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1508,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1507\/revisions\/1508"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1507"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1507"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1507"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}