{"id":1518,"date":"2023-11-10T18:26:40","date_gmt":"2023-11-10T17:26:40","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1518"},"modified":"2023-11-10T18:26:40","modified_gmt":"2023-11-10T17:26:40","slug":"a-scuola-di-scrittura-da-john-fante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2023\/11\/10\/a-scuola-di-scrittura-da-john-fante\/","title":{"rendered":"A scuola di scrittura da John Fante"},"content":{"rendered":"<p>Uno dei pi\u00f9 efficaci motti della letteratura di tutti i tempi \u00e8 il celeberrimo <em>Carpe diem<\/em>\u00a0tratto da un\u2019ode di <strong>Orazio<\/strong>. Che i pi\u00f9, peraltro, non ricordano dal tempo dei banchi di scuola ma dalla visione di un altrettanto celebre film di <strong>Peter Weir<\/strong> (<em>L\u2019attimo fuggente<\/em>). Senza scomodare la settima arte, e tantomeno la poesia latina, c\u2019\u00e8 un romanzo dedicato proprio alla filosofia sottesa al motto oraziano. Si tratta di <em>Chiedi alla polvere<\/em> di\u00a0 <strong>John Fante<\/strong> (letto nella traduzione di Maria Giulia Castagnone per le edizioni Marcos y Marcos). La sua lettura \u00e8 raccomandata proprio a quanti faticano a rendersi conto che il presente va vissuto senza risparmio. Quindi anche a quei giovani che corrono il rischio di non dare il giusto peso alle loro emozioni.<\/p>\n<p>Arturo Bandini, questo il nome del protagonista del romanzo, lascia la provincia per tentare la fortuna a Los Angeles. La sua ambizione \u00e8 quella di sfondare come scrittore. E porta in dote alla grande metropoli californiana un magro curriculum dove campeggia soltanto il titolo di un racconto. Non si tratta per\u00f2 del solito romanzo sullo scrittore in crisi (o peggio sulla genesi della sua fortuna). Fante, usa tutti i clich\u00e9 a disposizione sulla ricerca di fortuna, sul provinciale nella metropoli, sul riscatto sociale e sul successo. Ovviamente lo fa con intelligenza e sapienza. E il lettore non si deve scoraggiare. Basta superare le prime pagine per rendersi conto che le peripezie di Bandini (che sopravvive mangiando soltanto arance in un alberghetto di infima categoria) nell\u2019attesa della giusta ispirazione sono gi\u00e0 vita. Vita vissuta alla grande: con furore, con passione, con disperazione. E le sue lettere di scuse all\u2019editore finiscono per essere autentica letteratura. Perch\u00e9 in quei bassifondi che \u00e8 costretto a frequentare Bandini conosce l\u2019amore, conosce la disperazione e l\u2019arte di arrangiarsi. E le racconta (apparentemente) senza mediazioni.<\/p>\n<p>Eppure, riesce a regalarci letteratura. Proprio perch\u00e9 quei racconti non sono soltanto cronaca, o ritratti di personaggi indimenticabili. Sono vita vissuta. Vita che restituisce un senso non soltanto al suo protagonista ma anche al lettore che la osserva dalle pagine del libro.<\/p>\n<p>E il successo arride Bandini perch\u00e9 non si accorge che la vera arte dello scrivere risiede nel farsi conquistare dalla vita, fino a suggerne gli umori pi\u00f9 nascosti. E poi ci penser\u00e0 la penna a fare il resto. Ovvero il talento nel saper trovare le giuste analogie e metafore, nel mettere nel posto pi\u00f9 indicato paragoni e aggettivi. Basta un piccolo esempio. Quasi a fine racconto Bandini ritrova la giovane messicana per la quale ha perso la testa. Lei \u00e8 disorientata e sicuramente non sa quello che vuole. Lo scrittore, ovvero il personaggio di Fante, sa cosa vuole ma non si rende conto di maneggiare un preziosissimo strumento: ovvero la sua capacit\u00e0 di osservazione. E segna quasi distrattamente un\u2019annotazione che gi\u00e0 da sola vale la lettura del romanzo, anche se si inserisce in una delle tante lettere al suo editore. \u201cEra nervosa. Aveva bevuto troppo. E i suoi occhi avevano la fissit\u00e0 un po\u2019 irosa di quelli di un pollo\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Uno dei pi\u00f9 efficaci motti della letteratura di tutti i tempi \u00e8 il celeberrimo Carpe diem\u00a0tratto da un\u2019ode di Orazio. Che i pi\u00f9, peraltro, non ricordano dal tempo dei banchi di scuola ma dalla visione di un altrettanto celebre film di Peter Weir (L\u2019attimo fuggente). Senza scomodare la settima arte, e tantomeno la poesia latina, c\u2019\u00e8 un romanzo dedicato proprio alla filosofia sottesa al motto oraziano. Si tratta di Chiedi alla polvere di\u00a0 John Fante (letto nella traduzione di Maria Giulia Castagnone per le edizioni Marcos y Marcos). 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