{"id":1524,"date":"2023-12-07T06:32:23","date_gmt":"2023-12-07T05:32:23","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1524"},"modified":"2023-12-08T16:52:38","modified_gmt":"2023-12-08T15:52:38","slug":"ritorno-al-futuro-tra-terrapiattisti-e-chatgpt","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2023\/12\/07\/ritorno-al-futuro-tra-terrapiattisti-e-chatgpt\/","title":{"rendered":"&#8220;Ritorno al futuro&#8221; tra terrapiattisti e Chatgpt"},"content":{"rendered":"<p>Un classico \u00e8 un libro che ha sempre qualcosa da dire. Lo abbiamo ripetuto pi\u00f9 e pi\u00f9 volte. La grande sfida \u00e8 immaginare un futuro di classicit\u00e0 ai testi di oggi. Ovvero immaginare quanto sia universale il loro messaggio e quanto profondo il sottotesto, tanto da poter essere \u201cpescato\u201d e \u201csfruttato\u201d dalle prossime generazioni di lettori. Queste perle rare spiccano in un mondo popolato da tanti testi che sono gi\u00e0 invecchiati da un po\u2019. E che a rileggerli al presente fanno vedere chiaramente tutte le proprie rughe e la propria inattualit\u00e0. Poi ci sono quei testi che invece di invecchiare ringiovaniscono col tempo, come secondo me accade ne <em>Il pendolo di Foucault, <\/em>dove troviamo addirittura qualcosa di profetico.<\/p>\n<p>A distanza di 35 anni, infatti, una seconda lettura del secondo romanzo di Umberto Eco (dopo il successo planetario de <em>Il nome della rosa<\/em>) mi porta a dire che questo romanzo dedicato alle follie ermetiche di complottisti e di cabalisti ha un messaggio che resiste nel tempo. Anzi profetico in pi\u00f9 punti. Ma andiamo con ordine.<\/p>\n<p>Il romanzo \u00e8 ambientato ai tempi in cui i computer non erano una novit\u00e0 ma ancora un \u201cesperimento\u201d. Siamo a Milano, terra di industria culturale ma anche di editoria a pagamento. Con imprenditori che fanno soldi sulla vanit\u00e0 di saggisti della domenica e di poeti da strapazzo. Se inserite nella storia un personaggio\/narratore che sia giovane, molto portato per gli studi bibliografici (come Eco), preso dal sacro furore della ricerca libraria (sempre come Eco) e dalla vastissima cultura (che, come spiega Eco, \u00e8 quella capacit\u00e0 di saper collegare due temi\/soggetti apparentemente molto lontani) avete ottenuto la creta dalla quale verr\u00e0 stilizzata la storia. Ora vi serve un ritmo, un\u2019andatura. Scegliete il generoso divagare dell\u2019erudito, unito al contrappunto della cadenza del thriller. Ed ecco gli ingredienti di questo sapido, sapidissimo piatto di portata.<\/p>\n<p>Rileggerlo \u00e8 stato un piacere, che mi consente di dire che si pu\u00f2 consigliarne la lettura. Per\u00f2 questo non basta per farne un testo profetico. Per arrivare a questa sentenza serve spiegare perch\u00e9. Ed \u00e8 presto detto. Il gioco narrativo ha bisogno di puntare l\u2019indice contro una categoria ben precisa: i complottisti ignoranti, vale a dire coloro che sono sempre convinti che dietro buona parte dei fatti storici si nasconda una trama tessuta da forze oscure (o poteri forti) difficilmente smascherabili.\u00a0 Un grande scrittore inglese, Gilbert K. Chesterton, aveva riassunto con una battuta quello che Eco ci dice in 500 pagine: \u201cDa quando gli uomini non credono pi\u00f9 in Dio non \u00e8 che non credono a nulla, credono a tutto\u201d. \u00a0Eco approfitta del mondo dei creduloni, di tutti quelli che continuano a crogiolarsi nella convinzione dell\u2019esistenza di ordini cavallereschi segreti in grado \u2013 nel corso dei secoli \u2013 di dirigere e condizionare le sorti dell\u2019umanit\u00e0. Poi ci sono anche i vangeli apocrifi, la Kabala, i testi esoterici, e tutte le speculazioni ermetiche possibili e immaginabili. La profetica capacit\u00e0 del semiologo prestato alla narrativa per\u00f2 d\u00e0 il suo meglio immaginando un mondo fin troppo simile a quello in cui ci siamo trovati noi nell\u2019ultimo lustro, tra terrapiattisti, complottisti e no-vax. La scienza e la cultura scientifica hanno perso ogni appeal. Le teorie, le pi\u00f9 strambe, vanno bene purch\u00e9 diano un corpo e un profilo ben preciso alle nostre paure. Soprattutto \u00e8 importante trovare colpevoli e \u201cburattinai\u201d che tirano le file da dietro le quinte. \u201cCome i crolli in borsa \u2013 scrive a un certo punto il giovane Casaubon\/Eco -. Avvengono perch\u00e9 ciascuno fa un movimento sbagliato, e tutti i movimenti sbagliati insieme creano il panico. Poi chi non ha i nervi saldi si chiede: ma chi ha ordito questo complotto, a chi giova? E guai a non trovare un nemico che abbia complottato, ti sentiresti colpevole\u201d. La crisi del Covid ci ha mostrato meglio di altri eventi straordinari che siamo sempre alla ricerca di colpevoli. Una ricerca, questa, che obnubila il nostro buonsenso fino al punto di credere alle teorie pi\u00f9 bislacche pur di dare corpo alla consolante teoria di essere \u2013 noi \u2013 vittime di una segreta strategia.<\/p>\n<p>Rileggere questo romanzo aiuta a vedere con occhio pi\u00f9 critico e attento la nostra storia recente. E diverte, poi, constatare come Eco affidi al potentissimo (ma ancora rivoluzionario per quei tempi) computer (chiamato <em>Abulafia<\/em>) la possibilit\u00e0 di scrivere testi e di sciorinare senza sosta combinazioni di eventi, connessioni e relazioni. Insomma una sorta di ChatGpt capace non soltanto di redigere \u201ccapolavori\u201d della letteratura ma anche di fare spiegare complotti e guerre sotterranee.<\/p>\n<p>Insomma, le avventure del giovane Casaubon sembrano corrispondere specularmente a quelle del giovane Marty McFly interpretato nel 1985 (quindi gli stessi anni del <em>Pendolo<\/em>) da Michael J. Fox. S\u00ec, stiamo parlando del celebre <em>Ritorno al futuro<\/em>.<em> Il pendolo <\/em>\u00e8 un <em>Ritorno al futuro<\/em> al contrario. Dove il protagonista riesce a preconizzare dal suo lontano passato il nostro presente pieno di incongruenze e stramberie, non solo ai suoi occhi di ragazzo degli anni Ottanta ma anche ai nostri occhi di persone di buon senso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un classico \u00e8 un libro che ha sempre qualcosa da dire. Lo abbiamo ripetuto pi\u00f9 e pi\u00f9 volte. La grande sfida \u00e8 immaginare un futuro di classicit\u00e0 ai testi di oggi. 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