{"id":1534,"date":"2024-03-17T08:31:16","date_gmt":"2024-03-17T07:31:16","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1534"},"modified":"2024-03-17T08:34:46","modified_gmt":"2024-03-17T07:34:46","slug":"unimpetata-di-cozze-sullhimalaya","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2024\/03\/17\/unimpetata-di-cozze-sullhimalaya\/","title":{"rendered":"Un&#8217;impepata di cozze sull&#8217;Himalaya"},"content":{"rendered":"<p>Anche con i libri si possono fare affari. Io, per esempio, ho comprato un libro per soli 40 centesimi. Un libro usato, ovviamente. In una bancarella. Appena 116 pagine. Eppure densissime. Un libro che vale mille volte il prezzo pagato. Perch\u00e9? Una domanda apparentemente semplice. Che, tuttavia, richiede una risposta articolata. Perch\u00e9 rispondendo a questa semplice domanda offro, indirettamente, una risposta anche alla domanda \u201ccos\u2019\u00e8 la letteratura?\u201d. E cio\u00e8 quel complesso di parole che usato in economia offre il massimo di senso possibile. Un senso praticamente inesauribile, fatto di rimandi e allegorie.<\/p>\n<p><em>Sulle tracce di Nives <\/em>(Mondadori, 2005) \u00e8 stato scritto da Erri De\u00a0 Luca e dedicato a Nives Meroi. Una delle poche donne ad aver scalato tutti gli ottomila nella sua carriera di alpinista.<\/p>\n<p>De Luca dialoga con Nives nel corso di un loro lento avvicinamento al Dhaulagiri (8.167 metri) nel nord del Nepal. Si parla di montagna, ovviamente, ma non solo. Perch\u00e9 le condizioni proibitive, la necessit\u00e0 di viaggiare con il minimo indispensabile, il bisogno di sopravvivere quando non ti spinge la necessit\u00e0 ma solo un atto di volont\u00e0, sono fattori che avvicinano la vita e la poesia, facendo di questi due rami intrecciati un\u2019unica vite.<\/p>\n<p>Lo stile scabro ed evocativo di De Luca esalta le passioni, i sogni e le paure di Nives. Sa renderli memorabili. Tanto che sembrano ormai scolpiti nella parete della nostra ascensione. Ed \u00e8 cos\u00ec che impariamo a memoria le parole dedicate agli umili portatori (i cosiddetti <em>sherpa<\/em>) che, a dispetto delle apparenze, sotto quel sovrumano carico che li schiaccia e ne nasconde la forma, sono i veri maestri di stile. \u201cLa bellezza dei portatori sta nei loro piedi che sorreggono il corpo sotto sforzo, posandolo con forza delicata sugli appoggi inventando l\u2019equilibrio a ogni sollevamento di tallone. Riuscire a portare bene il carico assegnato, reggere il peso risparmiando energia: ecco lo stile\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019energia dei portatori \u00e8 sinonimo di vocabolario. Per reggere il peso della vita bisogna dosare bene le parole. Non abusare del loro suono. Sceglierle, bens\u00ec, con cura. D\u2019altronde, ricorda lo stesso De Luca in un altro passo del libro, \u201cla poesia non \u00e8 l\u2019arte di arrangiare fiori, ma l\u2019urgenza di afferrarsi a un bordo nella tempesta\u201d. In alta quota, senza ossigeno, a temperature glaciali, col vento che ti annebbia la mente, ti aggrappi alla vita anche grazie al soccorso della parola. L\u2019ascensione diventa una parabola. Si veste da allegoria della vita e da monito evangelico. \u201cGli ultimi saranno i primi\u201d \u00e8 pi\u00f9 facile capirlo quando si ritorna a valle. Dove ci attendono coloro che non si sono mossi e che immaginavamo di staccare con il nostro inutile gesto eroico. In montagna \u2013 come in letteratura \u2013 bisogna seguire le tracce. Ripetere gesti e mettersi sulla scia se si vuole ascendere. Se si vuole godere di un panorama mozzafiato e abbracciare con un solo sguardo uno spazio pressoch\u00e9 infinito. In montagna l\u2019abisso non \u00e8 sotto o dentro di noi. Ma \u00e8 una spada di Damocle che pende sopra la nostra testa e che siamo costretti a osservare piegando il collo.<\/p>\n<p>La parola autentica, quella che porta alla scrittura poetica, \u00e8 frutto di un esercizio di umilt\u00e0. Come il gesto dell\u2019alpinista che rinuncia a pochi metri dal traguardo perch\u00e9 il tempo \u00e8 cambiato e si deve tornare.<\/p>\n<p>Erri e Nives si parlano e si raccontano. Si scambiano dolori, ricordi e passioni.\u00a0 E la parola, se autentica \u2013 quindi scabra ed essenziale \u2013, ha un potere evocativo eccezionale. Come quando sull\u2019Himalaya Nives spiega: \u201cSono un po\u2019 mediterranea e qualche volta ho nostalgia di metri zero sul livello del mare, infilare il naso in una cozza, condirla con prezzemolo e limone\u201d. Il freddo scompare, la fatica apparentemente si dissolve e per un attimo l\u2019autore ritorna alla sua terra e alla sua giovinezza: \u201cAccidenti, Nives, mi hai resuscitata un\u2019impepata di cozze in Himalaia. Mi hai fatto apparire una spiaggia dell\u2019isola d\u2019Ischia, una baracca che cuoceva a mezzogiorno la pesca dell\u2019alba\u201d.<\/p>\n<p>Quaranta centesimi che valgono una fortuna perch\u00e9 tra le pagine del libro di De Luca si registrano innumeri cortocircuiti dove le parole innescano un significato che d\u00e0 peso al ricordo dell\u2019esperienza. Non accade spesso. Accade sempre, per\u00f2, in letteratura. De Luca, d\u2019altronde, fa parte di una generazione di scrittori emersi nell\u2019ultimo decennio del secolo scorso, che ha cercato di dare un peso nuovo alle parole e un compito pi\u00f9 onesto alla letteratura. Penso ai nomi di Celati, Lodoli, Busi (solo per citarne alcuni).<\/p>\n<p>Ps<\/p>\n<p>La storia di Nives Meroi meritava un cronista d\u2019eccezione. D\u2019altronde ha scalato tutti i 14 ottomila senza l\u2019ausilio dell\u2019ossigeno e lo ha fatto in compagnia del marito Romano Benet. Stabilendo cos\u00ec un primato davvero unico: la prima coppia a scalare tutti gli ottomila.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Anche con i libri si possono fare affari. Io, per esempio, ho comprato un libro per soli 40 centesimi. Un libro usato, ovviamente. In una bancarella. Appena 116 pagine. Eppure densissime. Un libro che vale mille volte il prezzo pagato. Perch\u00e9? Una domanda apparentemente semplice. Che, tuttavia, richiede una risposta articolata. Perch\u00e9 rispondendo a questa semplice domanda offro, indirettamente, una risposta anche alla domanda \u201ccos\u2019\u00e8 la letteratura?\u201d. E cio\u00e8 quel complesso di parole che usato in economia offre il massimo di senso possibile. Un senso praticamente inesauribile, fatto di rimandi e allegorie. 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