{"id":1552,"date":"2024-06-09T10:37:34","date_gmt":"2024-06-09T08:37:34","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1552"},"modified":"2024-06-09T20:22:40","modified_gmt":"2024-06-09T18:22:40","slug":"bouvard-e-pecuchet-efficienti-bodyguard","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2024\/06\/09\/bouvard-e-pecuchet-efficienti-bodyguard\/","title":{"rendered":"Bouvard e Pecuchet? Efficienti bodyguard"},"content":{"rendered":"<p>Su una cosa possiamo star certi: prendete uno scrittore, non uno qualsiasi ma uno di vaglia, uno capace non soltanto di usare al meglio le parole ma anche di scendere in profondit\u00e0 per scandagliare il \u201cnascosto\u201d che c\u2019\u00e8 dentro di noi e per tirarne fuori i caratteri universali che tutti ci comprendono, prendete questo scrittore &#8211; dicevo &#8211; e spingetelo dentro un\u2019avventura, una situazione anomala, una condizione fuori dal comune. Questo scrittore sar\u00e0 sicuramente in grado di scriverne. Non, per\u00f2, per trarne un vantaggioso instant-book di autofiction. Bens\u00ec per capire cosa c\u2019\u00e8 dietro quel fatto e quanto quel fatto sia in grado di modificarlo, o almeno di modificare le sue aspettative future. Ne uscir\u00e0 fuori un testo letterario che di certo val la pena leggere.<\/p>\n<p>E\u2019 il caso, a esempio, di <em>Knife<\/em> (Mondadori, traduzione di Gianni Pannofino) di <strong>Salman Rushdie<\/strong>. Il libro racconta l\u2019ultimo anno di vita dello scrittore di origine indiana da quando \u00e8 stato vittima di un attentato. Era il 12 agosto del 2022. Rushdie era sul palco dell\u2019auditorium di Chautauqua nello stato di New York. L\u2019aggressore, un ragazzo ventiquattrenne di origine libanese, ha colpito pi\u00f9 volte lo scrittore inglese con un coltello da cucina.<\/p>\n<p>Rushdie ha perso un occhio e l\u2019uso della mano sinistra. E il libro racconta, tra l\u2019altro, anche il suo lento e doloroso recupero. In mano a uno scrittore, tuttavia, questo materiale esce dai confini strettamente biografici e ci consegna domande (e risposte) che riguardano tutti noi.<\/p>\n<p>A esempio il rapporto tra dogma e letteratura. Rushdie si aggrappa alla saggezza di Flaubert e al suo capolavoro <em>Bouvard et Pecuchet<\/em>. \u201cL\u2019arte sfida l\u2019ortodossia \u2013 scrive -. Ripudiare o svilire l\u2019arte per tale ragione significa non aver capito la sua natura. L\u2019arte pone in conflitto l\u2019appassionata visione personale dell\u2019artista con le <em>idee ricevute<\/em> della sua epoca. L\u2019arte sa che le idee ricevute sono sue nemiche, come ci dice Flaubert. Gli stereotipi sono idee ricevute, cos\u00ec come le ideologie, sia quelle che dipendono dall\u2019approvazione di invisibili divinit\u00e0 celesti sia quelle che ne fanno a meno. Se non ci fosse l\u2019arte, la nostra capacit\u00e0 di pensare, di vedere con occhi diversi e di rinnovare il nostro mondo appassirebbe e morirebbe\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019attacco violento contro una voce libera e contro l\u2019espressione di libert\u00e0 di pensiero, tra l\u2019altro, non sopravvive al pensiero che si vuole eliminare. E la storia della letteratura, ci ricorda lo stesso autore dei <em>Versetti satanici<\/em>, \u00e8 piena di esempi. \u201cL\u2019arte sopravvive a chi la uccide\u201d. La poesia di Ovidio \u00e8 sopravvissuta all\u2019Impero romano, quella di Osip Mandel\u2019stam a Stalin, cos\u00ec come quella di Federio Garc\u00eca Lorca al potere franchista.<\/p>\n<p>Questa verit\u00e0 universale poi si correda dello specifico esempio dell\u2019attacco subito da Rushdie stesso che con un pizzico di sarcasmo beffardo sottolinea, in un immaginario dialogo con il suo assalitore. \u201cLe nostre vite sono entrate in contatto per un istante, poi hanno subito cominciato a divergere. La mia \u00e8 migliorata, da quel giorno mentre la tua \u00e8 peggiorata. Hai fatto una pessima scommessa e l\u2019hai persa. La fortuna \u00e8 toccata a me\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019assalitore, infatti, sta scontando una lunga detenzione in un carcere mentre lo scrittore inglese non solo ha potuto tornare alla vita e a godersi l\u2019affetto di familiari e amici, ma \u00e8 anche tornato a scrivere.<\/p>\n<p>La grande conquista, per\u00f2, arriva a fine libro. Quando l\u2019autore \u2013 in piena autoanalisi \u2013 ci svela che la sua vita \u00e8 ovviamente cambiata da quel giorno (d\u2019altronde capita a tutti la stessa cosa quando un incidente o una parentesi di dolore ci fanno apprezzare di pi\u00f9 ci\u00f2 che abbiamo rischiato di perdere) ma non altrettanto pu\u00f2 dirsi per la sua arte. Come non \u00e8 schiava delle <em>id\u00e9e re\u00e7ues <\/em>cos\u00ec non \u00e8 condizionata dalla violenza. \u201cLo stile, la forma, il linguaggio di qualsiasi progetto letterario \u2013 spiega \u2013 sono determinati dalle specifiche esigenze di quel progetto e possono variare da libro a libro, passando dal barocco al minimalismo\u2026 Non vedo come un atto di violenza come quello da me subito possa dare un contributo alla creazione artistica\u201d. \u00a0A questo punto l\u2019autore tira in ballo proprio i tanto discussi <em>Versetti satanici<\/em> (pubblicati 1989) e prova a immaginare un lettore (magari giovane) che nulla sa della fatwa subita dall\u2019autore e del suo lungo esilio dalla vita sociale proprio a causa delle minacce subite. Se questo lettore \u2013 suggerisce Rushdie \u2013 leggesse in ordine cronologico i romanzi scritti dopo il 1989 non gli verrebbe mai da pensare che in quell\u2019anno, nella vita dello scrittore, sia successo qualcosa di catastrofico.<\/p>\n<p>E\u2019 la vittoria dell\u2019arte sulla violenza ma anche della vita sull\u2019ideologia. <em>Knife <\/em>non \u00e8 un romanzo, ma ha tutta la forza e la suggestione di un grande racconto. In questa cronaca di un anno vissuto a recuperare forze e volont\u00e0 Rushdie ci offre potenti osservazioni sul mondo, sulla vita di uno scrittore e sull\u2019amicizia. Toccanti, a questo proposito, i ritratti di Martin Amis e di Paul Auster, amici e colleghi scomparsi proprio l\u2019anno scorso.<\/p>\n<p>Tra una citazione di Shakespeare e un ricordo di Samuel Becket questo racconto accompagna il lettore in un breve ma intenso viaggio alla scoperta delle reali funzioni della letteratura, unico antidoto al pensiero unico e alla violenta sopraffazione delle idee.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Su una cosa possiamo star certi: prendete uno scrittore, non uno qualsiasi ma uno di vaglia, uno capace non soltanto di usare al meglio le parole ma anche di scendere in profondit\u00e0 per scandagliare il \u201cnascosto\u201d che c\u2019\u00e8 dentro di noi e per tirarne fuori i caratteri universali che tutti ci comprendono, prendete questo scrittore &#8211; dicevo &#8211; e spingetelo dentro un\u2019avventura, una situazione anomala, una condizione fuori dal comune. Questo scrittore sar\u00e0 sicuramente in grado di scriverne. 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