{"id":158,"date":"2013-10-08T08:31:00","date_gmt":"2013-10-08T06:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=158"},"modified":"2013-10-07T17:57:11","modified_gmt":"2013-10-07T15:57:11","slug":"ce-truffaut-nella-valigia-di-duchamp","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2013\/10\/08\/ce-truffaut-nella-valigia-di-duchamp\/","title":{"rendered":"C&#8217;\u00e8 Truffaut nella valigia di Duchamp"},"content":{"rendered":"<p>Si \u00e8 aperta oggi a Roma una mostra dedicata a <strong>Marcel Duchamp<\/strong>. Tra le tante opere esposte alla Galleria nazionale d\u2019arte moderna (da oggi e fino al prossimo 9 febbraio) ne citiamo una che, in verit\u00e0, potevamo gi\u00e0 ammirare negli spazi di Valle Giulia, visto che fa parte dal 1970 della collezione permanente della Galleria. Si tratta della <em>Boite en valise <\/em>(1936-1941)<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/files\/2013\/10\/duchamp.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-thumbnail wp-image-162\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/files\/2013\/10\/duchamp-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>. E\u2019 una delle venti \u201cscatole in valigia\u201d che Duchamp numer\u00f2, firm\u00f2 e dedic\u00f2 ad altrettanti destinatari. Quella della Galleria nazionale d\u2019arte moderna \u00e8 la numero 3 ed era dedicata a <strong>Henri-Pierre Roch\u00e9<\/strong>, suo amico e sodale. Quest\u2019ultimo \u00e8 divenuto famoso anche da noi soltanto pochi anni dopo la sua morte. E per la precisione quando usc\u00ec nelle sale il film <em>Jules et Jim<\/em> che <strong>Francois Truffaut<\/strong> trasse dall\u2019omonimo romanzo, pubblicato a Parigi nel 1953. All\u2019epoca la principale attivit\u00e0 di Roch\u00e9 era quella di collezionista d\u2019arte. E quello di <em>Jules et Jim<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/files\/2013\/10\/Jules-Jim1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-thumbnail wp-image-163\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/files\/2013\/10\/Jules-Jim1-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/em> pu\u00f2 considerarsi come un \u201ccaso\u201d letterario sui generis visto che non solo porta l\u2019autore alla fama all\u2019et\u00e0 di 74 anni, ma la storia che vi si racconta ricalca quanto vissuto dallo stesso Roch\u00e9 \u00a0nella sua giovinezza scapestrata e bohemienne a Montparnasse all\u2019inizio del Novecento. E soprattutto della sua amicizia con <strong>Franz Hessel<\/strong>, scrittore tedesco noto anche come traduttore della <em>Ricerca del tempo perduto<\/em> di Proust. Un\u2019amicizia che a Roch\u00e9 cost\u00f2 cara, visto che fu accusato di \u201cintelligenza col nemico\u201d ai tempi della Prima guerra mondiale, e quindi internato. Nel catalogo Adelphi si trovano entrambi i protagonisti di quella storia d\u2019amore e di amicizia resa popolare sul grande schermo da Truffaut. Da un lato il celeberrimo romanzo di Roch\u00e9, dall\u2019altro <em>Romanza parigina<\/em>, controcanto di quella stessa storia dove ritroviamo due dei tre protagonisti. Accanto a questi due libri segnaliamo anche l\u2019ultimo romanzo di Roch\u00e9 (altro triangolo amoroso): <em>Le due inglesi e il continente<\/em> (sempre pubblicato da Adelphi) e <em>L\u2019arte di andare a passeggio<\/em> di Hessel, pubblicato due anni fa da Elliot. In quest\u2019ultimo libro, che raccoglie brevi saggi, e note autobiografiche dello scrittore tedesco, si fa una delle pi\u00f9 intense apologie della <em>flanerie<\/em>. Un\u2019apologia che diventa necessariamente un tributo alla citt\u00e0 dei <em>flaneur<\/em> per eccellenza: Parigi. Esaltata, la ville lumi\u00e8re, da un altro scrittore tedesco, <strong>Walter Benjamin<\/strong>, che vedeva anch\u2019egli in questa \u201carte\u201d tipicamente novecentesca (e ovviamente metropolitana) uno dei modi pi\u00f9 efficaci per riconquistare un rapporto immediato con gli oggetti della vita comune. E soprattutto per consentire all\u2019uomo contemporaneo di riappropriarsi di uno sguardo\u00a0 \u201cassoluto\u201d sulle cose e sulla vita. Un po\u2019 quello che, guarda caso, lo stesso Duchamp consigliava di fare attraverso i suoi <em>ready made<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Si \u00e8 aperta oggi a Roma una mostra dedicata a Marcel Duchamp. Tra le tante opere esposte alla Galleria nazionale d\u2019arte moderna (da oggi e fino al prossimo 9 febbraio) ne citiamo una che, in verit\u00e0, potevamo gi\u00e0 ammirare negli spazi di Valle Giulia, visto che fa parte dal 1970 della collezione permanente della Galleria. Si tratta della Boite en valise (1936-1941). E\u2019 una delle venti \u201cscatole in valigia\u201d che Duchamp numer\u00f2, firm\u00f2 e dedic\u00f2 ad altrettanti destinatari. Quella della Galleria nazionale d\u2019arte moderna \u00e8 la numero 3 ed era dedicata a Henri-Pierre Roch\u00e9, suo amico e sodale. Quest\u2019ultimo \u00e8 [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2013\/10\/08\/ce-truffaut-nella-valigia-di-duchamp\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1023,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9894,35992],"tags":[16584,404153,36008,36012,36013,36010,36011,23023],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/158"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1023"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=158"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/158\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":164,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/158\/revisions\/164"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=158"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=158"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=158"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}