{"id":1591,"date":"2025-01-13T17:12:25","date_gmt":"2025-01-13T16:12:25","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1591"},"modified":"2025-01-13T17:12:25","modified_gmt":"2025-01-13T16:12:25","slug":"stavrogin-gioca-a-nascondino-tra-le-torri-di-kiefer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2025\/01\/13\/stavrogin-gioca-a-nascondino-tra-le-torri-di-kiefer\/","title":{"rendered":"Stavrogin gioca a nascondino tra le torri di Kiefer"},"content":{"rendered":"<p>Testo e contesto. Di solito, quando si fa l\u2019analisi di un\u2019opera letteraria non si esce mai dal campo magnetico creato da queste due forze. Senza il testo il contesto non si comprende, ma \u00e8 vero anche il contrario. E molti teorici della letteratura sono inclini a pensare che senza <em>quel <\/em>contesto difficilmente si potrebbe realizzare <em>quel<\/em> testo.<\/p>\n<p>Questa piccola premessa mi serve per raccontare di un insolito incontro. Avvenuto nel bookshop dell\u2019Hangar Pirelli alla Bicocca (Milano). Come si sa, \u00e8 un luogo straordinario, non fosse altro per quel <em>site-specific<\/em> rappresentato dalle torri di Anselm Kiefer. Al termine della visita, come da tradizione, si fa un salto nel <em>bookshop<\/em>. Non per comprare necessariamente qualcosa, bens\u00ec per dare un\u2019occhiata, per prolungare in qualche modo la visita e la raccolta di \u201cstimoli\u201d. Ed \u00e8 cos\u00ec che tra libri d\u2019arte, cataloghi, manuali di disegni e monografie di fotografie e architettura faceva bella mostra di s\u00e9 un solo libro di narrativa. Poggiato \u2013 piatto \u2013 su uno scaffale basso vicino alla cassa. Uno scaffale bianco dove il libro (<em>I demoni<\/em> di Dostoevskij nell\u2019edizione dell\u2019Universale economica Feltrinelli) esibiva s\u00e9 stesso in un regale isolamento.<\/p>\n<p>Testo e contesto, dicevamo. E qui, parlando di editoria, di libri e di librerie verrebbe da chiedersi e chiedere: \u201cPerch\u00e9 proprio Dostoevskij in mezzo ai vari Picasso, Alvar Aalto, Kiefer, Jean Tinguely, Tina Modotti, etc? E perch\u00e9 proprio<em> I demoni<\/em>? E non un pi\u00f9 conosciuto <em>Delitto e castigo<\/em> o un pi\u00f9 prestigioso <em>I fratelli Karamazov<\/em>? Il testo cozza col contesto, non tanto per il volume in s\u00e9, quanto per il fatto di essere l\u2019unico. Certo, fosse stato <em>L\u2019opera <\/em>di Emile Zola oppure <em>Il ritratto di Dorian Gray <\/em>di Wilde si avrebbe pure potuto trovare un vago collegamento tra la trama e il mondo dell\u2019arte. Le gesta del celeberrimo Stavrogin, protagonista del romanzo, che appartiene insieme con i vari Scrooge, Oblomov e Humbert Humbert, alla categoria dei caratteri-paradigma della letteratura di ogni tempo, non ha per\u00f2 nulla a che fare con il mondo dell\u2019arte. Eppure, quel titolo (<em>I demoni<\/em>) \u00e8 l\u00ec sullo scaffale della libreria e qualcosa dovr\u00e0 pur voler significare. Se il contesto in questo caso destabilizza, chiss\u00e0 cosa prover\u00e0 il futuro acquirente quando si trover\u00e0 a leggerlo?<\/p>\n<p>In questi giorni mi ha poi colpito anche una notizia legata sempre a Dostoevskij. Il suo <em>Le notti bianche<\/em> \u00e8 stato tra i libri pi\u00f9 venduti in Gran Bretagna nel 2024, grazie anche al successo ottenuto sopra social media come\u00a0 <em>Tik Tok<\/em> (frequentata quasi esclusivamente dai giovani). Il libro si \u00e8 piazzato al quarto posto nella classifica dei libri di traduzione pi\u00f9 acquistati sul suolo inglese nel 2024. Il passaparola tra i ragazzi ha permesso questo grande successo. Complici anche la brevit\u00e0 del romanzo e il suo plot (l\u2019incanto di un incontro notturno tra due giovani in una delle magiche <em>notti bianche<\/em> di San Pietroburgo).<\/p>\n<p>Notizia confortante. C\u2019\u00e8 ancora bisogno dei classici. A dirlo non sono solo i professori o i \u201cnostalgici\u201d della grande letteratura ma \u2013 a quanto pare \u2013 anche i giovani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Testo e contesto. Di solito, quando si fa l\u2019analisi di un\u2019opera letteraria non si esce mai dal campo magnetico creato da queste due forze. Senza il testo il contesto non si comprende, ma \u00e8 vero anche il contrario. E molti teorici della letteratura sono inclini a pensare che senza quel contesto difficilmente si potrebbe realizzare quel testo. Questa piccola premessa mi serve per raccontare di un insolito incontro. Avvenuto nel bookshop dell\u2019Hangar Pirelli alla Bicocca (Milano). Come si sa, \u00e8 un luogo straordinario, non fosse altro per quel site-specific rappresentato dalle torri di Anselm Kiefer. 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