{"id":1597,"date":"2025-02-20T19:00:24","date_gmt":"2025-02-20T18:00:24","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1597"},"modified":"2025-02-20T19:00:24","modified_gmt":"2025-02-20T18:00:24","slug":"quanto-sono-romantici-gli-autostoppisti-di-kerouac","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2025\/02\/20\/quanto-sono-romantici-gli-autostoppisti-di-kerouac\/","title":{"rendered":"Quanto sono romantici gli autostoppisti di Kerouac"},"content":{"rendered":"<p>La prima volta che ho letto <em>Sulla strada<\/em> di <strong>Jack Kerouac<\/strong> ero un adolescente sul quale faceva presa il mito della frontiera americana, del viaggio e dei primi hippies. In fondo erano gli anni Settanta e un simile \u201cdiario\u201d agli occhi di uno sprovveduto adolescente poteva tranquillamente passare per romanzo di formazione (anche senza un lieto fine e una morale da sfoggiare). Di quella lettura ovviamente non mi \u00e8 rimasto molto. Oltre alla voce narrante (Sal) e alla figura di Dean Moriarty, ricordo le lunghe strade americane e i passaggi raccattati al volo sul pianale di scassati furgoni, stretti a fianco di hobos che giravano l\u2019America senza un perch\u00e9 e senza una meta.<br \/>\nCi sono ritornato su da poco. Pi\u00f9 o meno dall\u2019insediamento di Trump. La speranza era di trovare nelle pagine del celebre romanzo qualcosa che mi aiutasse a capire l\u2019America di oggi. Tentativo fallito. O forse riuscitissimo. Fallito perch\u00e9 la mia lettura \u201cadulta\u201d mi ha aiutato a capire le ragioni di questo romanzo, che risiedono tutte nello squadernare davanti al lettore delle \u201ccause\u201d o delle ragioni del lavoro dello scrittore: stupefazione nei confronti della realt\u00e0 e amore per la vita. Un romanzo, quindi, che si sarebbe potuto ambientare anche nella nostra Europa o magari in India (che gi\u00e0 allora era di moda tra i new boh\u00e9mien a stelle e strisce). Forse, per\u00f2, potrei considerare utile la lettura<em> Sulla strada<\/em> ai fini della comprensione del genius loci di Trump e Musk in considerazione di quel tasso di na\u00efvet\u00e9 e semplicit\u00e0 che risiede praticamente in ogni americano che non sia stato allevato nelle universit\u00e0 dell\u2019Ivy League sulla costa orientale. I protagonisti vivono alla giornata e di facili espedienti. Disposti a lavori faticosi o umilianti soltanto per il tempo necessario a raccogliere i soldi per un passaggio in pullman o in treno verso Ovest, verso la tanto idealizzata California. Oggi di quel romanzo restano soprattutto le descrizioni meravigliate e appassionate della natura umana, pescata non nei salotti di Manhattan ma nelle periferie operaie di Chicago o tra i braccianti messicani del Texas nell\u2019immediato dopoguerra (questo anomalo diario di viaggio \u00e8 d\u2019atto 1949).<br \/>\nSiamo lontani, per\u00f2, da quei dibattiti tutti nostrani sul superamento del neorealismo, qui l\u2019involucro grottesco dei personaggi vuole renderli indimenticabili grazie alla loro maschera di ingenua spontaneit\u00e0. Quasi dei folletti con il cuore di bambino. Magari dispettosi ed egocentrici, ma pur sempre bambini.<br \/>\nQuella vita boh\u00e9mien, anti borghese, da nomadi e da irregolari stride un po\u2019 con le paturnie e le decisioni impulsive dei protagonisti, sempre pronti a sfidare la sorte correndo spericolatamente al volante di grosse auto scassate o a sfidare la tenuta del fegato con bevute interminabili.<br \/>\nSi \u00e8 detto che il successo del romanzo, uscito nel 1957, \u00e8 dovuto soprattutto al suo essere la prima chiassosa e clamorosa sfida all\u2019american dream postbellico incarnando quella marginalit\u00e0 resistenziale quale unica forma di opposizione al potere costituito. L\u2019ineludibile bisogno di ribellione diventer\u00e0 da l\u00ec a pochi anni la cifra della cultura giovanile. <em>Sulla strada<\/em> regge la sfida del tempo e resta seducente ma solamente per la disperante e disperata ricerca di autenticit\u00e0 dei sui protagonisti. Ben pi\u00f9 urgente e pi\u00f9 toccante di quella che alimenter\u00e0 l\u2019onda sessantottina. Quei toni romantici e a volte melodrammatici ci ricordano per\u00f2 che la vita \u00e8 una commedia dolceamara pur se bruciata sulla Route 66 facendo l&#8217;autostop.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La prima volta che ho letto Sulla strada di Jack Kerouac ero un adolescente sul quale faceva presa il mito della frontiera americana, del viaggio e dei primi hippies. In fondo erano gli anni Settanta e un simile \u201cdiario\u201d agli occhi di uno sprovveduto adolescente poteva tranquillamente passare per romanzo di formazione (anche senza un lieto fine e una morale da sfoggiare). Di quella lettura ovviamente non mi \u00e8 rimasto molto. 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