{"id":1633,"date":"2025-10-01T21:23:22","date_gmt":"2025-10-01T19:23:22","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1633"},"modified":"2025-10-01T21:30:17","modified_gmt":"2025-10-01T19:30:17","slug":"se-lelegia-del-lavoro-manuale-diventa-unopera-letteraria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2025\/10\/01\/se-lelegia-del-lavoro-manuale-diventa-unopera-letteraria\/","title":{"rendered":"Se l&#8217;elegia del lavoro manuale diventa un&#8217;opera letteraria"},"content":{"rendered":"<p>Trovo curioso il fatto che il primo romanzo scritto da Primo Levi nelle vesti di \u201cprofessionista\u201d della scrittura sia <em>La chiave a stella<\/em>. Pubblicato nel 1978, l\u2019autore ha iniziato a scriverlo quando \u00e8 andato in pensione. Per tutta la sua vita lavorativa, Levi aveva volto la professione di chimico. Poi, da pensionato, si \u00e8 dedicato anima e corpo alla scrittura ed il suo primo lavoro \u00e8 un romanzo dedicato al lavoro tecnico. <em>La chiave a stella <\/em>(Einaudi) non \u00e8 soltanto uno dei pi\u00f9 fulgidi esempi di quella letteratura industriale nata ai primi anni Sessanta che ha avuto tra i suoi pi\u00f9 apprezzati rappresentanti Ottiero Ottieri, Paolo Volponi, Lucio Mastronardi, Luciano Bianciardi e Nanni Balestrini. Si tratta infatti del primo romanzo di invenzione di Levi, dedicato alle \u201cavventure\u201d professionali di un operaio specializzato. Si chiama Tino Faussone. Dopo una prima esperienza alla catena di montaggio della Lancia, Faussone lascia la fabbrica. Preferisce un lavoro che oggi noi chiameremmo da \u201cfreelance\u201d e gira il mondo a montare gru, ponti sospesi e strutture metalliche per la realizzazione di impianti petroliferi. Siamo alla fine degli anni Settanta. Il lavoro meccanico \u00e8 nella sua ultima fase. Levi lo intuisce e celebra il lavoro di Fassone come un inno all\u2019operosit\u00e0 e alla libert\u00e0. \u201cNell\u2019ascoltare Faussone \u2013 racconta il narratore che condivide con l\u2019autore il lavoro da chimico, che incontra durante uno dei suoi viaggi di lavoro il connazionale e conterraneo (piemontese) \u2013 si andava coagulando dentro di me un abbozzo di ipotesi, che sottopongo qui al lettore: il termine <em>libert\u00e0<\/em> ha notoriamente molti sensi, ma forse il tipo di libert\u00e0 pi\u00f9 accessibile, pi\u00f9 goduto soggettivamente e pi\u00f9 utile al consorzio umano, coincide con l\u2019essere competenti nel proprio lavoro, e quindi nel provare piacere a svolgerlo\u201d. Tino Faussone, in fondo, \u00e8 l&#8217;esatto opposto di Albino Saluggia (il celeberrimo protagonista del romanzo\u00a0<em>Memoriale<\/em> di Volponi). Non viene schiacciato dal lavoro. Non subisce l&#8217;alienazione dei colleghi della Lancia. Lui ha scelto di lavorare &#8220;in proprio&#8221;, di assumersi le sue responsabilit\u00e0, ma soprattutto di godere di un lavoro che non fa grasso il padrone (come si urlava proprio in quegli anni ciecamente ideologici) ma soddisfa l&#8217;uomo faber e la sua intelligenza. L&#8217;unico paragone che posso azzardare \u00e8 quello con un libro sempre di quegli anni ma frutto di una cultura completamente diversa:\u00a0<em>Lo zen e l&#8217;arte della manutenzione della motocicletta\u00a0<\/em>di Robert Pirsig. Libro diversissimo, lo ammetto. Per\u00f2 quando il protagonista smonta e rimonta la sua moto mi sembra preso da quella stessa sapienza e saggezza che solo chi manipola con le mani pu\u00f2 riuscire ad ottenere.<\/p>\n<p>Faussone mostra al chimico i suoi strumenti di lavoro. Li descrive e per molti ne dice anche il corrispettivo in dialetto piemontese. Racconta i momenti pi\u00f9 critici del suo lavoro e il rapporto con le maestranze locali. Levi si coccola la sua \u201ccreatura\u201d cui restituire umanit\u00e0, candore ma anche senso di responsabilit\u00e0. Come quanto racconta perch\u00e9 \u00e8 sempre stato attratto dai cantieri dai quali nascono i ponti. \u201cHo sempre pensato che i ponti \u00e8 il pi\u00f9 bel lavoro che sia: perch\u00e9 si \u00e8 sicuri che non ne viene del male a nessuno, anzi del bene, perch\u00e9 sui ponti passano le strade e senza lee strade saremmo ancora come i selvaggi\u201d.<\/p>\n<p>Oggi questo romanzo \u00e8 ancora una lettura godibilissima. Ci vuole infatti la penna di un vero scrittore per consentire al lettore comune di entrare dentro un contesto cos\u00ec specifico e cos\u00ec lontano nel tempo. Non sono sicuro che anche i giovani lettori riusciranno a farsi sedurre da questo meccanico filosofo che propone un meraviglioso confronto tra il suo lavoro e quello dello scrittore.<\/p>\n<p>Il Faussone rimprovera al chimico\/scrittore che il suo lavoro \u00e8 sicuramente pi\u00f9 comodo e sicuro, svolto in un ambiente caldo e protetto. E soprattutto rintuzza le obiezioni dello scrittore (\u201cabbiamo anche noi le nostre giornate storte\u201d) usando soltanto il buon senso di chi svolge un lavoro manuale. Si pu\u00f2 scrivere qualsiasi enormit\u00e0, spiega Faussone, \u201cma la scrittura non fa come il legname delle gallerie di miniera, che scricchiola quando \u00e8 sovraccarico e sta per venire un crollo. Nel mestiere di scrivere la strumentazione ei segnali d\u2019allarme sono rudimentali: non c\u2019\u00e8 neppure un equivalente affidabile della squadra e del filo a piombo. Ma se una pagina non va se ne accorge chi legge, quando orami \u00e8 troppo tardi, e allora si mette male: anche perch\u00e9 quella pagina \u00e8 opera tua e solo tua, non hai scuse n\u00e9 pretesti, ne rispondi appieno\u201d. E a proposito di queste parole io considererei indispensabile questo libro come \u201cmanuale\u201d nelle scuole di scrittura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Trovo curioso il fatto che il primo romanzo scritto da Primo Levi nelle vesti di \u201cprofessionista\u201d della scrittura sia La chiave a stella. Pubblicato nel 1978, l\u2019autore ha iniziato a scriverlo quando \u00e8 andato in pensione. Per tutta la sua vita lavorativa, Levi aveva volto la professione di chimico. Poi, da pensionato, si \u00e8 dedicato anima e corpo alla scrittura ed il suo primo lavoro \u00e8 un romanzo dedicato al lavoro tecnico. 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