{"id":1643,"date":"2025-11-05T21:10:45","date_gmt":"2025-11-05T20:10:45","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1643"},"modified":"2025-11-05T21:10:45","modified_gmt":"2025-11-05T20:10:45","slug":"melville-e-la-neet-generation","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2025\/11\/05\/melville-e-la-neet-generation\/","title":{"rendered":"Melville e la neet generation"},"content":{"rendered":"<p>\u201cPreferirei di no\u201d. \u00a0Ci sono frasi diventate proverbiali ed emblematiche. Il tormentone che caratterizza lo strano impiegato di nome Bartleby nella Wall Street di fine Ottocento \u00e8 proverbiale ed emblematica ma \u2013 a un tempo \u2013 \u00e8 anche una delle pi\u00f9 oscure frasi che la letteratura abbia partorito. Il racconto di Melville lo conosciamo tutti. Se ne parlo qui ora \u00e8 perch\u00e9 ho appena sfruttato questo \u201cclassico\u201d per sperimentare la fruizione degli audiolibri. \u00a0Cosa questa di cui parlo in chiusura. Torniamo per il momento al nostro \u201cscrivano\u201d. La sua avventura la si conosce tutti (almeno a grandi linee). \u00c8 la parabola discendente (e triste) di un copista che non vuole pi\u00f9 chiedere nulla alla vita e che accetta il suo lavoro e il suo destino in maniera totalmente passiva. Una passivit\u00e0 che chi gli sta vicino prima guarda con simpatia ma che a poco a poco si fa sempre pi\u00f9 incomprensibile fino al punto di stridere cos\u00ec tanto con il modo di vivere e di sentire comune da portarlo in carcere anche senza aver commesso alcun reato. \u201cPreferirei di no\u201d \u00e8 la risposta che Bartleby offre a ogni cambiamento dalla norma. Non vuole uscire dal suo binario. Lui \u201ccopia\u201d e basta. Non fa altro: non parla con gli altri colleghi dello studio legale nel quale \u00e8 stato assunto per copiare i documenti legali (all\u2019epoca ovviamente non si potevano fare le fotocopie), non sembra avere interessi o necessit\u00e0, e soprattutto non aiuta nessuno nel caso ci siano dei compiti extra o improvvise necessit\u00e0. Egoismo? Stoicismo? Oggi forse penseremmo pi\u00f9 probabilmente al menefreghismo. E invece \u00e8 qualcosa di diverso. Qualcosa di ben pi\u00f9 profondo.<\/p>\n<p>Questo racconto di Melville \u00e8 stato pubblicato nel 1853. E fin dall\u2019inizio del Novecento \u00e8 diventato un rovello per critici e studiosi. Alcuni hanno visto nell\u2019umile Bartleby un personaggio messianico, altri il primo prototipo di quella letteratura dell\u2019assurdo che trover\u00e0 nel teatro di Beckett la sua pi\u00f9 completa realizzazione. Altri ancora hanno visto in lui un personaggio kafkiano al contrario, ovvero un personaggio che non subisce l\u2019assurdo della realt\u00e0 ma lo crea. Molti poi hanno spostato l\u2019attenzione sul narratore. Ed \u00e8 appunto a lui che penso nel cercare, anche io nel mio piccolo, un significato. La voce narrante \u00e8 a suo modo quella del protagonista di questa storia. C\u2019\u00e8 prima ancora che compaia Bartleby e c\u2019\u00e8 ancora quando il copista ormai non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. \u00c8 il titolare dello studio legale. E, a suo modo, anche lui modifica progressivamente non solo il suo modo di vedere le cose ma anche il suo agire. \u00a0Si trova spiazzato all\u2019inizio dall\u2019immobilit\u00e0 di Bartleby, soprattutto perch\u00e9 rallenta fortemente il fluire naturale delle cose, di cui noi siamo soltanto dei modesti ingranaggi. Poi, complice la sua natura evangelica, diventa incline alla compassione e alla carit\u00e0.<\/p>\n<p>Secondo me, oggi, il personaggio da studiare non \u00e8 Bartleby ma il suo datore di lavoro. Colui che \u00e8 disposto persino a traslocare l\u2019ufficio piuttosto che affrontare di petto l\u2019enigma esistenziale del \u201cpreferirei di no\u201d. Lui \u00e8 il moderno borghese. Colui che segue le regole del mondo per migliorare s\u00e9 stesso e la sua condizione materiale. Lui che si fa ingranaggio inconsapevolmente, perch\u00e9 convinto di essere tra coloro che gli ingranaggi, invece, li governano. E proprio per questo Bartleby diventa un modernissimo grimaldello \u201canti-sistema\u201d. Chiss\u00e0 se nella San Francisco sessantottina di \u201cfragole e sangue\u201d Bartleby spopolasse. Chiss\u00e0 se questa maschera enigmatica abbia scaldato gli animi dei contestatori degli anni Settanta.<\/p>\n<p>Oggi la sua figura somiglia in modo inquietante a quella dei giovani che popolano l\u2019enorme legione di neet (acronimo inglese che indica chi non studia, non lavora e soprattutto non cerca un\u2019occupazione). Quell\u2019indolenza che a tratti sfiora l\u2019abulia sembra avere la stessa origine: il non voler sentirsi meccanismo di questa corsa frenetica che \u00e8 diventata oggi la vita nell\u2019era dei consumi. In punta di piedi propongo questa lettura: vedere nella voce del narratore lo specchio della nostra incredulit\u00e0 nei confronti di questi ragazzi. Senza nulla togliere ovviamente alle letture fin qui proposte da generazioni e generazioni di critici. Come ogni classico che si rispetti, il racconto di Melville offre un\u2019infinit\u00e0 di suggestioni. Complice soprattutto l\u2019enigma che caratterizza uno dei personaggi pi\u00f9 popolari della storia della letteratura.<\/p>\n<p>Ps<\/p>\n<p>La postilla \u00e8 dedicata al format con cui ho goduto questa nuova \u201clettura\u201d. Per la prima volta ho fruito di un \u201caudiolibro\u201d. In questo caso l\u2019edizione di <em>Bartleby, lo scrivano<\/em> era caratterizzata dalla voce di Elia Schilton. Grande attore e grande voce. Ottima lettura, la sua. Davvero coinvolgente. L\u2019audiolibro \u00e8 coinvolgente. Non lo posso negare. E nel caso specifico mi ha permesso di godere ancora una volta della memorabile lingua di Melville (nella preziosa traduzione di Flavio Santi). Le parole brillavano nella mia mente come imponenti luci al neon e restituivano al pensiero un ritmo pacato e profondo. Peccato non avere avuto a disposizione carta e penna per \u201cfermare\u201d alcune perle. Devo a questo punto riprendere in mano \u2013 appena sar\u00e0 possibile \u2013 la mia copia cartacea per vedere se alcune di quelle mirabili espressioni le abbia gi\u00e0 sottolineate ed evidenziate. Insomma, l\u2019audiolibro \u00e8 un ottimo sostituto (gi\u00e0 vedo bene un suo utilizzo nel mio prossimo viaggio in treno) alla lettura tradizionale. Non bisogna, per\u00f2, dimenticarsi di tenere sotto mano carta e penna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cPreferirei di no\u201d. \u00a0Ci sono frasi diventate proverbiali ed emblematiche. Il tormentone che caratterizza lo strano impiegato di nome Bartleby nella Wall Street di fine Ottocento \u00e8 proverbiale ed emblematica ma \u2013 a un tempo \u2013 \u00e8 anche una delle pi\u00f9 oscure frasi che la letteratura abbia partorito. Il racconto di Melville lo conosciamo tutti. 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