{"id":1649,"date":"2025-12-28T11:10:05","date_gmt":"2025-12-28T10:10:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1649"},"modified":"2025-12-28T11:12:03","modified_gmt":"2025-12-28T10:12:03","slug":"la-fortuna-del-lettore-i-consigli-di-un-libraio-appassionato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2025\/12\/28\/la-fortuna-del-lettore-i-consigli-di-un-libraio-appassionato\/","title":{"rendered":"La fortuna del lettore? I consigli di un libraio appassionato"},"content":{"rendered":"<p>Immaginate come titolo di un tema da svolgere la seguente frase: \u201cun uomo decide di tagliarsi i baffi dopo dieci anni. Ma nessuno se ne accorge. E tutti gli fanno credere che i baffi non li abbia mai avuti\u201d. Ci si pu\u00f2 sbizzarrire nelle soluzioni pi\u00f9 varie. Di sicuro la fantasia degli scriventi pu\u00f2 portare a vette di improbabilit\u00e0 altissime, pur di strappare sorrisi di approvazione. Difficilmente per\u00f2 si arriverebbe a comporre un romanzo. E men che meno un gran romanzo, pieno non soltanto di colpi scena, ma anche di un finale perturbante. \u00a0Ecco, in sintesi, il romanzo <em>I baffi<\/em> scritto nel 1985 da Emmanuel Carr\u00e8re e pubblicato l\u2019anno seguente anche in Italia da Adelphi (traduzione di Maurizio Balmelli), un gioiello di narrazione perturbante che \u00e8 possibile ormai ascrivere tra i long seller in procinto di divenire classici contemporanei.<\/p>\n<p>Ne ignoravo l\u2019esistenza fino a qualche giorno fa. \u00c8 stato il provvidenziale consiglio di un\u2019appassionata libraia a farmelo prendere. Segno che \u00e8 ancora utile frequentare le librerie e non affidarsi soltanto ai motori di ricerca dei negozi on line. \u00a0Una volta acquistato mi sono reso conto che ha gi\u00e0 all\u2019attivo 14 edizione soltanto per la versione italiana. Segno che l\u2019ignoranza \u00e8 soltanto mia, ma che il pubblico dei lettori ha continuato costantemente a leggerlo e apprezzarlo. Da tempo vado leggendo i lavori dello scrittore francese. La caratteristica costante che pi\u00f9 salta agli occhi affrontando i libri di Carr\u00e8re \u00e8 proprio che non c\u2019\u00e8 alcuna costante. Sono tutti differenti, per stile, per temi, per generi. A unirli, forse, soltanto l\u2019uso sapiente della lingua e la sua naturale predisposizione alla fabula (inclinazione che lo rende fratello del nostro Niccol\u00f2 Ammaniti).<\/p>\n<p>Il protagonista di questo racconto \u00e8 un architetto parigino di successo. Senza figli ma con una moglie intelligente, bella e indipendente con la quale condivide molti amici, il piacere della lettura e quello dei viaggi esotici. Insomma, una persona perfettamente inserita e appagata. Se non fosse per quei baffi che un giorno decide di togliere. Da l\u00ec \u00e8 una lenta ma progressiva caduta agli Inferi. Nessuno sembra accorgersene e, a mano a mano che il racconto va avanti, la presa del protagonista sulla realt\u00e0 perde aderenza. I telefoni non squillano, le date non coincidono pi\u00f9, anche gli amici di un tempo spariscono dal ricordo condiviso con la moglie, cos\u00ec come alcuni dei pi\u00f9 memorabili viaggi esotici del passato della coppia. Il Nostro viene quindi sempre pi\u00f9 spesso assalito dall\u2019ossessione del non verificabile. Fino al punto da fargli pensare, durante una fuga dalla citt\u00e0, alla moglie, a quello che stesse facendo a cosa pensasse. \u201cContinuava a parlare, mangiare, bere, dormire? Si ricordava almeno che era scomparso? Che era esistito?\u201d Sembra un personaggio preso di peso dai romanzi di Philip Dick, al quale proprio Carr\u00e8re ha dedicato una mirabile biografia dal titolo (guarda caso!) <em>Io sono vivo, voi siete morti<\/em>, uscita in Italia nel 1993. Le atmosfere oniriche della parte finale, con un crescendo di tensione, ricordano la maestria di Edgar Allan Poe. E di sicuro tutto il testo \u00e8 ammantato dalle posture surreali care a Kafka. Altro non si pu\u00f2 aggiungere dal momento che non \u00e8 il caso di svelare il finale a sorpresa. Posso solo dire che sono estremamente riconoscente a chi mi ha suggerito la lettura di questo piccolo capolavoro del Novecento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Immaginate come titolo di un tema da svolgere la seguente frase: \u201cun uomo decide di tagliarsi i baffi dopo dieci anni. Ma nessuno se ne accorge. E tutti gli fanno credere che i baffi non li abbia mai avuti\u201d. Ci si pu\u00f2 sbizzarrire nelle soluzioni pi\u00f9 varie. Di sicuro la fantasia degli scriventi pu\u00f2 portare a vette di improbabilit\u00e0 altissime, pur di strappare sorrisi di approvazione. Difficilmente per\u00f2 si arriverebbe a comporre un romanzo. 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