{"id":1700,"date":"2026-08-03T16:42:29","date_gmt":"2026-08-03T14:42:29","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=1700"},"modified":"2026-08-03T18:20:09","modified_gmt":"2026-08-03T16:20:09","slug":"la-profezia-di-ray-bradbury-si-sta-avverando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2026\/08\/03\/la-profezia-di-ray-bradbury-si-sta-avverando\/","title":{"rendered":"La profezia di Ray Bradbury si sta avverando"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono giornate in cui leggendo i giornali sollevi, quasi per caso, il velo su una situazione che fino a un attimo prima non pensavi nemmeno possibile. Non parlo ovviamente dei fatti di cronaca. Quelli per buona parte sono terreno dell\u2019imponderabile. Parlo di quelle situazioni che rappresentano punte di iceberg di cui si ignorava, fino a un attimo prima, anche la semplice esistenza. L\u2019ultimo caso mi \u00e8 successo sfogliando le pagine del <em>Messaggero <\/em>dove un articolo di <strong>Angelo Paura<\/strong> spiega cosa sta succedendo nel mondo dei libri con l\u2019avanzata inesorabile dell\u2019intelligenza artificiale.<\/p>\n<p>Il fenomeno su cui punta l\u2019estensore dell\u2019articolo \u00e8 la distruzione di vecchi libri fuori commercio. Una distruzione che segue, per\u00f2, la loro digitalizzazione. Un\u2019operazione che non nasce per il bisogno di rendere disponibile il contenuto di questi libri anche a distanza attraverso i supporti digitali. Bens\u00ec per \u201callenare\u201d l\u2019intelligenza artificiale a scrivere. Per consegnare alla sua mostruosa memoria centinaia di migliaia di esempi.<\/p>\n<p>Certo, dispiace, il macero dei libri. E ovviamente l\u2019estensore dell\u2019articolo ha subito tirato in ballo un classico della letteratura moderna come <em>Fahrenheit 451<\/em> di <strong>Ray Bradbury<\/strong> (siamo inconsapevolmente debitori alla fantascienza delle pi\u00f9 lucide visioni del presente e del futuro prossimo). Un romanzo dove i libri si bruciano perch\u00e9 pericolosi e la resistenza al potere dittatoriale si fa attraverso l\u2019allenamento della memoria. A questi partigiani senza armi viene ordinato di mandare a memoria un libro e di rimanerne per sempre testimoni e voce. Visione poetica e struggente. Un\u2019epica alquanto romantica. Che nulla per\u00f2 ha a che spartire con i grandissimi macchinari impiegati dalle vestali dell\u2019IA che letteralmente spolpano i vecchi libri (a volte anche preziosi perch\u00e9 antichi) per suggerne la linfa ancora vitalissima per poi sputare carta e rilegature che a nulla pi\u00f9 servono.<\/p>\n<p>Alcuni giudici americani hanno gi\u00e0 giudicato ammissibile questa pratica. Speriamo soltanto che si fermino almeno davanti alle porte delle biblioteche. Speriamo che l\u00ec non entrino e che almeno il patrimonio comune di oggetti che testimoniano del passaggio di quei testi di generazione in generazione resti protetto come lo \u00e8 stato fino a oggi.<\/p>\n<p>Ma lo notizia, per\u00f2, che pi\u00f9 mi ha inquietato \u00e8 il metodo che stanno seguendo queste vestali dell\u2019intelligenza artificiale. Secondo quanto riportato dal giornalista, vengono raccolti tutti i libri pubblicati prima del 2023 perch\u00e9 \u00e8 la data spartiacque. Fino ad allora si era sicuri che dietro ogni titolo ci fosse il lavoro della mente umana. Dopo di allora no. Mi si \u00e8 gelato il sangue. In teoria, ho pensato, potrei aver gi\u00e0 letto qualcosa fatto dall\u2019intelligenza artificiale senza rendermene conto.<\/p>\n<p>Non voglio aprire un dibattito sulle qualit\u00e0 della scrittura artificiale e di quella tutta scarti e sinapsi inaspettate di quella partorita dalla mente di uno scrittore in carne e ossa. Mi preme invece riflettere sul perch\u00e9 si ricorra all\u2019intelligenza artificiale per scrivere un libro col proprio nome. Qual \u00e8 la logica di questa subdola strategia? Di certo non la fama. E tanto meno il tornaconto economico. Ormai i libri non interessano pi\u00f9 il grande pubblico. Non hanno mercato. E l\u2019unico ambito nel quale si pu\u00f2 riscontrare una discreta produzione \u00e8 quella degli egocentrici e dei narcisisti. Insomma di coloro che proprio non riescono a fare a meno di dare alle stampe i propri &#8220;imperdibili&#8221; pensieri. Per\u00f2, mi chiedo, che soddisfazione c\u2019\u00e8 a pascere il proprio ego attraverso l\u2019intelligenza artificiale?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ci sono giornate in cui leggendo i giornali sollevi, quasi per caso, il velo su una situazione che fino a un attimo prima non pensavi nemmeno possibile. Non parlo ovviamente dei fatti di cronaca. Quelli per buona parte sono terreno dell\u2019imponderabile. Parlo di quelle situazioni che rappresentano punte di iceberg di cui si ignorava, fino a un attimo prima, anche la semplice esistenza. L\u2019ultimo caso mi \u00e8 successo sfogliando le pagine del Messaggero dove un articolo di Angelo Paura spiega cosa sta succedendo nel mondo dei libri con l\u2019avanzata inesorabile dell\u2019intelligenza artificiale. 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