{"id":208,"date":"2013-11-04T08:00:36","date_gmt":"2013-11-04T07:00:36","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=208"},"modified":"2013-10-28T16:53:28","modified_gmt":"2013-10-28T15:53:28","slug":"ecco-il-tarlo-che-ha-tradito-noe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2013\/11\/04\/ecco-il-tarlo-che-ha-tradito-noe\/","title":{"rendered":"Ecco il tarlo che ha tradito No\u00e8"},"content":{"rendered":"<p>E\u2019 presto per dire se il nuovo libro di <strong>Julian Barnes<\/strong> finir\u00e0 per trovare un posto definitivo nella biblioteca di casa.\u00a0 Le recensioni sono tutte di segno positivo. Perci\u00f2 \u00e8 altamente probabile che arrivi presto al rango di classico. Non fosse altro perch\u00e9 tratta un tema universale e sempre attuale come la perdita della persona amata partendo dal doloroso caso personale. La versione italiana \u00e8 appena giunta nelle nostre librerie col titolo <em>Livelli di vita<\/em> (Einaudi). Gli inglesi parlano di questo testo come di un encomiabile memoir e questo per il fatto che Barnes aggiunge materiale autobiografico a storie e personaggi che prendono vita da fatti registrati e pure fantasie dell\u2019autore. Nel libro compaiono tra gli altri il celebre fotografo <strong>Nadar<\/strong> e <strong>Sarah Bernardht<\/strong>. E soprattutto Patricia, la moglie di Barnes, morta di tumore nel 2008. In verit\u00e0, a parte le riflessioni personali e la struggente rielaborazione letteraria di un lutto molto personale, Barnes si mantiene con questo lavoro nel binario gi\u00e0 percorso con un celebre testo di qualche anno fa che adesso Einaudi ripubblica e che quindi possiamo gi\u00e0 considerare se non un classico almeno un titolo di catalogo.<\/p>\n<p>Si tratta della <em>Storia del mondo in 10 capitoli e mezzo<\/em> (traduzione di <strong>Riccardo Mainardi<\/strong>).<\/p>\n<p>Gli elementi per farne un libro che sar\u00e0 godibilissimo anche se letto fra cinque e dieci anni sono tanti. Il primo \u00e8 senza dubbio il tema. <em>La storia del mondo in 10 capitoli e \u00bd<\/em> infatti mescola elementi storici con narrazioni ricche di invenzione. Dieci i capitoli per dieci storie che sono legate tra loro con l\u2019esile filo del mito biblico della navigazione di No\u00e8 per salvare la specie umana e quelle animali dal diluvio.<\/p>\n<p>Se la fonte di questo <em>topos<\/em> letterario non \u00e8 storicamente documentabile, pur tuttavia sono in tanti, nel corso dei secoli a essersi serviti di No\u00e8 e della sua arca per giustificare idee bizzarre e immaginifiche imprese. Come quella di un ex astronauta, Spike Tiggler, che \u2013 una volta allunato \u2013 sente una voce imporgli di salire sul Monte Ararat per cercare i resti della celebre arca. O come quella che, con la stessa meta e con lo stesso scopo, ebbe come protagonista a met\u00e0 dell\u2019Ottocento la figlia del colonnello Fergusson. Cercava i resti di No\u00e8 e la sua mitica vite. E vi trov\u00f2 invece l\u2019ultimo (e scomodo) giaciglio.<\/p>\n<p>Il libro per\u00f2 offre un\u2019ottima lezione sulla Storia ufficiale e sul modo di smontare e ridimensionare luoghi comuni e \u201cpartiti presi\u201d. Basta la forza, la caparbia energia di un tarlo per minare qualsiasi certezza. Anche quella che impone di pensare che sull\u2019Arca<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/files\/2013\/10\/noahs-ark.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-thumbnail wp-image-209\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/files\/2013\/10\/noahs-ark-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00a0non ci fossero clandestini. C\u2019erano eccome. Erano migranti per necessit\u00e0 ma erano immondi, non erano apprezzati e soprattutto le loro doti e le loro caratteristiche erano temute. Oggi di quel mitico legno con il quale No\u00e8 e i suoi figli realizzarono la mitica arca non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 traccia. Il legno di Gopher \u00e8 stato tutto mangiato dai tarli. Proprio quegli indesiderati ospiti che riuscirono a conquistare la sopravvivenza al diluvio grazie alla clandestinit\u00e0. E furono loro a raccontare la storia delle efferatezze compiute con disinvoltura da No\u00e8 e i suoi figli. Altro che ordine divino, per No\u00e8 e per i suoi familiari \u2013 come racconta il tarlo testimone \u2013 \u201cnoi eravamo un self-service galleggiante. Per loro, nell\u2019Arca, animali mondi e immondi non comportavano differenza alcuna. Prima la pancia piena, dopo la piet\u00e0: la regola era questa\u201d. Lo stesso tarlo, prima di organizzare la fuga dall\u2019Arca con lo stesso metodo usato poi da Ulisse nella caverna di Polifemo, ha modo di giudicare con una sentenza inappellabile gli uomini e la loro incomprensibile natura di teste pensanti. \u201cLa vostra specie ha qualche problema con la verit\u00e0. Ignorare i dati negativi vi aiuta a tirare avanti. Chiudere gli occhi sul male finisce col persuadervi che il male non \u00e8 esistito. Ve ne lasciate sempre sorprendere. Vi stupite che i fucili uccidano, che il denaro corrompa che d\u2019inverno nevichi\u201d. Tanta ingenuit\u00e0, sentenzia il tarlo, \u201cpu\u00f2 riuscire seducente; ma rischia del pari, ahim\u00e8, di essere pericolosa\u201d.<\/p>\n<p>Aggiungiamo come terzo e ultimo elemento una lingua vibrante e colorita. Una costruzione linguistica vivace ma mai ridondante. Adeguato contraltare a un\u2019invenzione a dir poco brillante. Ed \u00e8 lo stesso Barnes a darci tra le righe il senso di questa operazione (ora ripetuta con altre modalit\u00e0 e con altri registri in <em>Livelli di vita<\/em>) \u201cFabulazione: ti abbarbichi a qualche dato autentico, intorno al quale elabori una storia tutta nuova\u201d. E \u2013 nel caso di Barnes \u2013 altrettanto seducente e convincente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E\u2019 presto per dire se il nuovo libro di Julian Barnes finir\u00e0 per trovare un posto definitivo nella biblioteca di casa.\u00a0 Le recensioni sono tutte di segno positivo. Perci\u00f2 \u00e8 altamente probabile che arrivi presto al rango di classico. Non fosse altro perch\u00e9 tratta un tema universale e sempre attuale come la perdita della persona amata partendo dal doloroso caso personale. La versione italiana \u00e8 appena giunta nelle nostre librerie col titolo Livelli di vita (Einaudi). 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