{"id":223,"date":"2013-11-01T08:00:59","date_gmt":"2013-11-01T07:00:59","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=223"},"modified":"2013-11-02T17:49:12","modified_gmt":"2013-11-02T16:49:12","slug":"al-supermercato-con-henry-james","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2013\/11\/01\/al-supermercato-con-henry-james\/","title":{"rendered":"Al supermercato con Henry James"},"content":{"rendered":"<p>\u201cSono\u00a0 cose che capitano\u201d sembrava dirmi la signora dietro di me nella fila alla cassa del supermercato. E intanto sorrideva, inclinando leggermente la testa di lato. E forse la stessa cosa stava pensando l\u2019attempato cliente che era proprio alla mia altezza nella fila a fianco alla mia. Anche lui si era girato. Ogni occasione di distrazione dalla routine \u00e8 la benvenuta soprattutto se ci sono tre persone davanti a te per raggiungere la cassa del supermercato.<\/p>\n<p>La scenetta cui abbiamo assistito ha colpito soltanto noi anche se, probabilmente, era a disposizione di molti. Una ragazza, dall\u2019apparente et\u00e0 di 25\/30 anni tentava di trascinarsi un ragazzino di 10\/12 anni che si attardava al banco dei libri e delle riviste. Non voleva seguirla al reparto surgelati. Nicchiava, e faceva finta di essere colpito dal titolo di alcuni volumi esposti. Poi, all\u2019improvviso, come se avesse trovato un modo per impedire la sua deriva verso i sofficini e i minestroni surgelati chiese \u201cCosa vuol dire <em>giro di vite<\/em>?\u201d La ragazza non gli prest\u00f2 nemmeno attenzione, piuttosto attratta dalle confezioni di pile tipo AA in offerta speciale (\u201cQuelle adatte alla mia fotocamera digitale!\u201d stava pensando lei, con ogni probabilit\u00e0). \u201cForza! Dimmi cosa vuol dire!\u201d insistette il ragazzino che mostrava di trattare la ragazza con sufficiente disinvoltura, propria di chi si sente comunque al centro dell\u2019attenzione di qualcun altro. La ragazza non pot\u00e9 \u2013 a quel punto \u2013 fare a meno di voltarsi verso il banco dei libri e disse tutto d\u2019un fiato: \u201cVedrai che sar\u00e0 il libro di un economista sulla crisi finanziaria. <em>Giro di vite<\/em> dovrebbe significare stretta economica. Forza vieni. Che non abbiamo ancora finito di prendere le cose della lista di tua madre!\u201d<\/p>\n<p>Il ragazzino rimase perplesso osservando la copertina del libro (dove si vedeva una signora ritratta di mezzo busto in abiti ottocenteschi) e poi spostando lo sguardo verso i titoli vicini. Uno diceva <em>Racconti fantastici<\/em>, quello seguente <em>L\u2019educazione sentimentale<\/em> e l\u2019ultimo proprio vicino a quel presunto trattato di economia aveva per titolo <em>Padri e figli<\/em>. \u201cMagari sono tutti libri di economia \u2013 si trov\u00f2 a pensare il ragazzo \u2013. Oppure manualistica varia accanto a libri sui fantasmi\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019anziana davanti a me nella fila gir\u00f2 la faccia per incrociare il mio sguardo e tenendo la mano davanti alla bocca mi sussurr\u00f2: \u201cQuella ragazza non sa nemmeno la differenza tra <em>stringere la cinghia <\/em>e <em>girare le viti<\/em>. Ah, i giovani!\u201d chiudendo la sentenza con un sospiro di strisciante malinconia.<\/p>\n<p>Dal che ne ho dedotto che la ragazza ignorava sicuramente il significato dell\u2019espressione \u201cgiro di vite\u201d e, ovviamente, non conosceva l\u2019arte narrativa di <strong>Henry James<\/strong>. Un gran peccato. Non per lei, si badi bene. Bens\u00ec per il ragazzino che voleva trascinarsi dietro. Chiss\u00e0 quando arriver\u00e0 a conoscere quel capolavoro del racconto gotico, mi sono chiesto. Chiss\u00e0 se mai lo conoscer\u00e0? Che poi \u00e8 la domanda pi\u00f9 azzeccata. Di certo adesso penser\u00e0 a come usare (a sproposito) quell\u2019espressione tanto curiosa. Perdendo in un sol colpo due piccoli tesori: la conoscenza di una splendida, anche se truculenta, metafora (la vite che viene girata per rendere pi\u00f9 dolorosa una tortura e in senso lato un\u2019azione negativa che forzi qualcuno a reagire) e quello che pu\u00f2 considerarsi come il pi\u00f9 elegante e raffinato racconto dell\u2019orrore scritto in lingua inglese. Non il pi\u00f9 terrifico. Ma il pi\u00f9 \u201cletterario\u201d senza meno. D\u2019altronde quello di James era pi\u00f9 che altro lo sfoggio di un\u2019altissima capacit\u00e0 fabulatoria. Per il puro divertimento di mostrare il suo genio, l\u2019autore delle <em>Bostoniane<\/em> e di <em>Ritratto di signora<\/em> aveva preso alla lettera quel contratto di quieto convivere tra l\u2019autore e il lettore ben sintetizzato da <strong>Milan Kundera<\/strong>: \u201cTra romanziere e lettore i patti devono essere chiari fin dall\u2019inizio: le cose qui narrate, per quanto terribili possano essere, non sono serie\u201d. \u00a0E di cose terribili, dentro quelle pagine, se ne raccontano molte. Ma senza mai ricorrere a effetti speciali. Forse \u00e8 per questo che, a distanza di anni, la tenebrosa vicenda dei due orfanelli e della loro istitutrice \u00e8 ancora vivida nella memoria. Come chiaro anche resta il significato di quel titolo, passato nel linguaggio comune. Leggere i classici aiuta fra le altre cose a districarsi nei significati delle frasi fatte e a non smarrirsi quando si \u00e8 in fila alla cassa del supermercato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cSono\u00a0 cose che capitano\u201d sembrava dirmi la signora dietro di me nella fila alla cassa del supermercato. E intanto sorrideva, inclinando leggermente la testa di lato. E forse la stessa cosa stava pensando l\u2019attempato cliente che era proprio alla mia altezza nella fila a fianco alla mia. Anche lui si era girato. Ogni occasione di distrazione dalla routine \u00e8 la benvenuta soprattutto se ci sono tre persone davanti a te per raggiungere la cassa del supermercato. La scenetta cui abbiamo assistito ha colpito soltanto noi anche se, probabilmente, era a disposizione di molti. 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