{"id":285,"date":"2013-12-17T08:50:22","date_gmt":"2013-12-17T07:50:22","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=285"},"modified":"2013-12-18T15:18:54","modified_gmt":"2013-12-18T14:18:54","slug":"duello-natalizio-per-wodehouse-e-jerome","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2013\/12\/17\/duello-natalizio-per-wodehouse-e-jerome\/","title":{"rendered":"Duello natalizio per Wodehouse e Jerome"},"content":{"rendered":"<p>Sommessamente, pacatamente, ma con gentile fermezza, <strong>Luca Goldoni<\/strong> ha aperto un dibattito circa un tema che in tanti hanno finora affrontato con leggerezza e volutt\u00e0 ma mai con profonda seriet\u00e0 come l\u2019argomento \u2013 a detta dello stesso Goldoni \u2013 richiederebbe. Pochi giorni fa sulle pagine del <em>Corriere<\/em> Goldoni ha invitato i lettori a schierarsi decisamente a favore di <strong>Jerome K. Jerome<\/strong> ai danni di <strong>Pelham G. Wodehouse<\/strong>. Il primo, per l\u2019autore di <em>Chiaro e tondo<\/em> e <em>Appena ieri. Come non siamo cambiati <\/em>(editi entrambi da Mondadori), \u00e8 il rappresentante ideale della letteratura umoristica britannica, mentre le opere del secondo \u2013 a un\u2019attenta lettura \u2013 non sono poi gran cosa e tanto meno fanno ridere o sorridere. Goldoni ovviamente fornisce argomenti oggettivi, riguardanti la natura stessa dello stile umoristico del primo e del secondo, aggiungendo come ulteriore garanzia della validit\u00e0 della sua scelta il fatto che mentre l\u2019eroico Jerome K. Jerome part\u00ec come infermiere volontario nella Prima guerra mondiale, il buon nome del secondo sia stato spesso messo in discussione non solo dalle sue predilezioni vacanziere (os\u00f2 addirittura andare in vacanza in Francia alla vigilia dello scoppio del conflitto del 1914) ma anche dalla sua contiguit\u00e0 con il potere nazista, visto che ebbe l\u2019audacia di accettare di partecipare a una trasmissione radiofonica nella Berlino del Terzo Reich per ottenerne in cambio la libert\u00e0 di cui era stato privato.<\/p>\n<p>Considerazioni che Goldoni fa a margine della notizia che Guanda (da sempre editore dei testi di Wodehouse) ha deciso di mandare in libreria una nuova edizione de <em>Il mistero del cappello <\/em>e <em>Niente di serio<\/em> (quest\u2019ultimo atteso per i primi mesi del 2014).<\/p>\n<p>Noi crediamo che un dibattito simile sia quanto meno opportuno per tutti coloro che si stanno affannando in questi giorni pre-natalizi a girare per i corridoi delle librerie in cerca di un adeguato regalo per figli o nipoti o per figli di amici. In fin dei conti ci\u00f2 che manca ai nostri ragazzi \u2013 spesso si sussurra a mezza voce \u2013 \u00e8 il senso dell\u2019umorismo che solitamente arriva quando si \u00e8 immagazzinata sufficiente esperienza di vita e capacit\u00e0 di analisi. E soprattutto quando si \u00e8 maturata dentro i cuori una sufficiente tolleranza. Quindi il regalo assume anche un fattore educativo. Come a dire: \u201cQuesti libri sono per voi, divertitevi!\u201d mentre si pensa magari che alla fine qualcosa, ridendo, impareranno pure.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio cos\u00ec. I libri della saga di Jeeves (il celebre maggiordomo nato dalla penna di Wodehouse che riesce a ridicolizzare il suo nobile datore di lavoro proprio sugli argomenti privilegiati dalla casta di quest\u2019ultimo: intelligenza, <em>savoir fair<\/em>, eleganza e rigore, \u00a0e che in Italia hanno un attento editore in Mario Polillo) possono farci sorridere per\u00f2 ci insegnano molto. Soprattutto sulla tolleranza che va usata nei confronti degli ottusi e svagati bellimbusti di cui pare infestata buona parte della Londra di inizio Novecento.<\/p>\n<p>Stessa cosa si pu\u00f2 dire per i goffi protagonisti del celebre <em>Tre uomini in barca<\/em> (troppe le edizioni in commercio per poterle elencare qui), che ha reso immortale non solo il nome di Jerome Klapka Jerome ma anche la navigabilit\u00e0 del Tamigi.<\/p>\n<p>A nostro modesto avviso l\u2019umorismo del primo (Wodehouse) \u00e8 pi\u00f9 raffinato e comunque legato a doppio filo alla stessa lingua utilizzata. Tanto che sono molte le universit\u00e0 nelle quali si continuano a dare tesi di laurea e \u00a0commissionare ricerche sulla lingua usata da Jeeves e su quella del suo datore di lavoro (Bertie Wooster), come standard di un inglese ormai scomparso e tanto in voga negli anni Venti e Trenta del secolo scorso.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda Jerome K. Jerome e segnatamente il suo capolavoro sopracitato, si pu\u00f2 solo aggiungere che \u00e8 il perfetto regalo di Natale. Non solo ci si divertir\u00e0 moltissimo a leggere le spassose avventure di tre pionieri della vita all\u2019aria aperta, che per rigenerarsi dallo stress accumulato nella frenetica vita lavorativa della City londinese decidono di discendere il fiume Tamigi a bordo di una barca-rifugio per quello che oggi verrebbe chiamato campeggio nautico.<\/p>\n<p>Nel corso della spassosa narrazione Jerome offre anche pillole di storia inglese (ovviamente rielaborata per favorire il sorriso) e largheggia in perle di saggezza che alla fine, quando il divertimento si \u00e8 placato, restano placide nella nostra memoria. Ecco un paio di esempi giusto per far venire l\u2019acquolina in bocca: \u201cNon riesco proprio a sopportare di star fermo mentre un uomo si danna l\u2019anima nel lavoro, devo per forza alzarmi e sovrintendere, girargli in torno \u2013 mani in tasca \u2013 per suggerirgli il da farsi. Non posso farne a meno. E\u2019 la mia natura energetica\u201d. Per non dire poi del senso della felicit\u00e0 che risiede secondo Jerome in uno stomaco pieno. \u201cCome ci si sente bene a stomaco pieno, cos\u00ec soddisfatti e in pace col mondo! C\u2019\u00e8 chi per\u00f2 mi dice che anche una coscienza netta pu\u00f2 renderti soddisfatto e felice. Pu\u00f2 essere, ma uno stomaco pieno riesce altrettanto bene a ottenere il risultato, e riempire lo stomaco \u00e8 sicuramente pi\u00f9 facile e a buon mercato\u201d. Jerome, come ha ricordato Luca Goldoni, ha conosciuto gli orrori della Prima guerra mondiale, per fortuna gli sono stati risparmiati gli strali della censura del politicamente corretto. Eppure proprio questa frase di Jerome sembra assolvere il suo collega Wodehouse. Alla coscienza netta meglio anteporre la libert\u00e0 e uno stomaco pieno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sommessamente, pacatamente, ma con gentile fermezza, Luca Goldoni ha aperto un dibattito circa un tema che in tanti hanno finora affrontato con leggerezza e volutt\u00e0 ma mai con profonda seriet\u00e0 come l\u2019argomento \u2013 a detta dello stesso Goldoni \u2013 richiederebbe. Pochi giorni fa sulle pagine del Corriere Goldoni ha invitato i lettori a schierarsi decisamente a favore di Jerome K. Jerome ai danni di Pelham G. Wodehouse. Il primo, per l\u2019autore di Chiaro e tondo e Appena ieri. 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