{"id":331,"date":"2014-02-05T08:30:02","date_gmt":"2014-02-05T07:30:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=331"},"modified":"2014-02-07T11:23:07","modified_gmt":"2014-02-07T10:23:07","slug":"vivere-o-scrivere-nel-dubbio-meglio-leggere-kureishi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2014\/02\/05\/vivere-o-scrivere-nel-dubbio-meglio-leggere-kureishi\/","title":{"rendered":"Vivere o scrivere? Cos\u00ec Kureishi risolve il dubbio"},"content":{"rendered":"<p>\u201cLa letteratura era un campo di sterminio; nessuna persona perbene aveva mai preso in mano la penna. Lo scrittore interpretato da <strong>Jack Nicholson<\/strong> in <em>Shining<\/em> costituiva una buona approssimazione della realt\u00e0\u201d. A pagina 43 dell\u2019ultimo romanzo di <strong>Hanif Kureishi<\/strong> (<em>L\u2019ultima parola<\/em>, <strong>Bompiani<\/strong>) ti imbatti in questa sentenza. Non prima di esserti sorbito i dettagli scabrosi della vita di <strong>Ted Hughes<\/strong>, <strong>P.G. Wodehouse<\/strong>, <strong>John Cheever<\/strong> e <strong>Philip Larkin<\/strong>. Buttati l\u00ec come esempio di quanto dovrebbe sempre contenere la biografia di un mostro sacro delle Patrie Lettere. Il romanzo di Kureishi racconta d\u2019altronde del difficile rapporto tra uno scrittore (gi\u00e0 approdato nell\u2019arbasiniana categoria del \u201cvenerato maestro\u201d) e il suo giovane e rampante biografo. Una storia condita con sapienza dai pi\u00f9 tradizionali (e sapidi) ingredienti: rapporti familiari, psicanalisi, ricchezza, povert\u00e0, ambizione, riscatto sociale e ovviamente sesso. Ingredienti, per\u00f2, che fanno la fortuna e la felicit\u00e0 dei best-seller ma che non bastano per farti assurgere alla categoria di long-seller o di titolo di catalogo. Il libro di Kureishi, per\u00f2, a quest\u2019ultima categoria appartiene senz\u2019altro. Chi lo prender\u00e0 in mano tra vent\u2019anni, infatti, potr\u00e0 certo divertirsi e imparare molto delle relazioni tra giovent\u00f9 e vecchiaia, tra sentimento amoroso e gelosia. Per\u00f2 apprezzer\u00e0 il piccolo capolavoro di un romanzo che mette sulla graticola il lavoro proprio dello scrittore e che quindi, in ultima analisi, affronta uno dei nodi centrali della stessa letteratura: vale a dire il rapporto tra vita e arte.<\/p>\n<p>Il \u201cvenerato maestro\u201d Mamoon (di origine indiana ma inglese di formazione) ha poi molto da farsi perdonare. Proprio come i \u201cmaestri\u201d citati prima: tante storie di sesso, rapporti ambigui con mogli e amanti. E una superficialit\u00e0 a dir poco sospetta. D\u2019altronde \u00e8 lo stesso Mamoon a confessarlo \u201cIl romanziere \u2013 dice \u2013 \u00e8 un briccone, un imbroglione, un truffatore. Ma pi\u00f9 di ogni altra cosa \u00e8 un seduttore\u201d. Ad accorgersi di quanto \u00e8 vera questa boutade \u00e8 il giovane biografo chiamato a ridare lustro con il suo lavoro a un nome da tempo in crisi di creativit\u00e0.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 nel braccio di ferro tra i due, \u00e8 nell\u2019omert\u00e0 del primo e nella corriva invadenza del secondo, che si sviluppa il tema centrale del libro che sembra rispolverare con lucidit\u00e0 e profitto il tema gi\u00e0 affrontato con grandezza encomiabile da <strong>Luigi Pirandello<\/strong> nel celeberrimo <em>Il fu Mattia Pascal<\/em>, dove si legge l\u2019altrettanto famosa sentenza: \u00a0\u201cLa vita o la si vive o la si scrive, io non l\u2019ho mai vissuta se non scrivendola\u201d. Il giovane Harry vuole sapere. Confronta dati, studia vecchie lettere e documenti, interroga i testimoni. Ma il passato di una persona \u2013 come ben spiega Kureishi \u2013 \u201c\u00e8 un fiume, non una statua\u201d. I ricordi non sono immobili: si muovono e si evolvono. Soprattutto nella testa di uno scrittore che ha sacrificato tutto per la scrittura. Accettando di vivere ai margini, confinato in uno studio, servito e riverito da ancelle divenute nel tempo amanti o mogli. E cos\u00ec il racconto di una vita diventa il racconto della finzione letteraria, della funzione del romanziere. \u201cNon c\u2019\u00e8 nulla che confonda quanto la chiarezza \u2013 dice il \u201cvenerato maestro\u201d al giovane biografo assetato di informazioni \u2013. Le storie migliori sono quelle aperte, che non si capiscono fino in fondo\u201d. \u00a0Mamoon nel giovane Harry non vede soltanto il suo agiografo ma anche un inesperto scrittore da indirizzare e ammaestrare. \u201cIl romanzo \u00e8 contaminazione \u2013 lo rassicura \u2013. Il romanzo coglie le complicazioni\u201d. E poi ancora si sfoga ricordando che : \u201cla gente viene da me e mi chiede verit\u00e0 universali, ma questo \u00e8 l\u2019indirizzo sbagliato. Qui troverete solo domande universali, quelle da cui nasce la letteratura\u201d.<\/p>\n<p>Alla fine il lettore rimane con un pugno di mosche in mano. Della vita di Mamoon nelle pagine del romanzo di Kureishi c\u2019\u00e8 poco o niente. Qualche virtuosismo erotico, tanto dispotismo caratteriale e nulla pi\u00f9. In compenso il bravo scrittore anglo-pakistano (gi\u00e0 autore di piccoli capolavori come <em>Nell\u2019intimit\u00e0<\/em> e <em>Il Buddha delle periferie<\/em>) ci pone di fronte al pi\u00f9 classico dei dubbi sulla letteratura e sulla vita degli scrittori. Un dubbio che proprio pochi giorni fa uno dei nostri autori (<strong>Aldo Busi<\/strong>) ha sciolto alla sua maniera nel corso di un\u2019intervista di <strong>Cristina Taglietti<\/strong> su <em>La Lettura<\/em>. \u201cPur di scrivere \u2013 spiega l\u2019autore di <em>Seminario sulla giovent\u00f9 <\/em>(<strong>Adelphi<\/strong>) e dell\u2019ultimo <em>El especialista de Barcelona<\/em> (<strong>Dalai editore<\/strong>) \u2013 mi sono ridotto a vivere. Altrimenti che racconti? Anche se la scrittura non \u00e8 la sublimazione di niente\u201d. Per ribaltare Pirandello c\u2019era bisogno solo di uno scrittore di razza, quale Busi ha ampiamente dimostrato di essere sia per indipendenza intellettuale che per vocazione letteraria.<\/p>\n<p>Busi insomma non ha bisogno di fingersi \u201crubastorie&#8221; (come direbbe <strong>Joyce<\/strong>), ma il mondo \u00e8 pieno di autori simili a Mamoon. E fa bene Kureishi ad offrire al lettore questo tema. Perch\u00e9 di Busi ce ne sono pochini in giro mentre sono in molti a pensare  \u2013 come ricorda Kureishi \u2013 che \u201cl\u2019originalit\u00e0 \u00e8 l\u2019arte di rubare le cose giuste\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cLa letteratura era un campo di sterminio; nessuna persona perbene aveva mai preso in mano la penna. Lo scrittore interpretato da Jack Nicholson in Shining costituiva una buona approssimazione della realt\u00e0\u201d. A pagina 43 dell\u2019ultimo romanzo di Hanif Kureishi (L\u2019ultima parola, Bompiani) ti imbatti in questa sentenza. Non prima di esserti sorbito i dettagli scabrosi della vita di Ted Hughes, P.G. Wodehouse, John Cheever e Philip Larkin. Buttati l\u00ec come esempio di quanto dovrebbe sempre contenere la biografia di un mostro sacro delle Patrie Lettere. 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