{"id":339,"date":"2014-02-17T14:21:31","date_gmt":"2014-02-17T13:21:31","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=339"},"modified":"2014-02-17T15:45:29","modified_gmt":"2014-02-17T14:45:29","slug":"ce-un-osteopata-al-fianco-di-arthur-conan-doyle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2014\/02\/17\/ce-un-osteopata-al-fianco-di-arthur-conan-doyle\/","title":{"rendered":"C&#8217;\u00e8 un osteopata accanto a Sherlock Holmes"},"content":{"rendered":"<p>Dietro i grandi personaggi della letteratura si celano sempre persone reali. Gli scrittori, anche quelli che firmano capolavori immortali, tendono a ritrarre piuttosto che a inventare e in effetti, come disse <strong>Joyce<\/strong>, il genio \u00e8 colui che meglio di altri sa rubare. O \u2013 per essere meno brutali \u2013 colui che sa fare propria l\u2019invenzione di altri. E\u2019 una considerazione, questa, che ritorna ciclicamente. Ogni volta, almeno, che le cronache scoprono l\u2019esistenza di una persona reale dietro un personaggio della fantasia letteraria. L\u2019ultimo caso riguarda il celeberrimo dottor <strong>Watson<\/strong> che \u2013 secondo <strong>Arthur Conan Doyle<\/strong> (1859-1930) \u00a0\u2013 doveva servire da spalla per le indagini e le argomentazioni del geniale Sherlock Holmes.<\/p>\n<p>Insomma il dottor Watson aveva un modello di riferimento nella vita reale. A ispirare il personaggio \u00e8 stato un osteopata scozzese che prima di diventare medico affermato era compagno di studi e di bevute di Doyle \u00a0all\u2019universit\u00e0 di Edimburgo. Il personaggio compare gi\u00e0 in uno \u00a0dei primi romanzi (<em>Uno studio <\/em>rosso del 1887) dell\u2019inventore del giallo \u201cscientifico\u201d.<\/p>\n<p>Durante l\u2019annuale meeting della Scottish Osteopathic Society, \u00a0<strong>Tim Baker<\/strong> ha infatti sostenuto che il dottor Watson altri non sarebbe che \u00a0<strong>William Smith<\/strong>, originario di Aberdeen, pioniere dell\u2019osteopatia \u00a0britannica e compagno di studi di Doyle. Baker ha poi ricordato un articolo di un giornale americano del \u201938 dove il figlio di William Smith confermava questa tesi offrendo anche ulteriori dettagli del rapporto di amicizia tra suo padre e lo scrittore. Non solo i due studiarono insieme. Ma lo fecero sotto la guida di <strong>Joseph Bell<\/strong>, il docente di medicina cui lo scrittore deve molto proprio per essere involontariamente servito da modello per il geniale Holmes. \u00a0Bell non solo aveva delle eccezionali doti di osservazione ma era spesso chiamato dagli investigatori, dalla polizia e dai giudizi per perizie su difficili casi di assassinio. E non soltanto a Edimburgo ma anche dall\u2019altra parte dell\u2019oceano.<\/p>\n<p>Di sicuro un personaggio come il dottor Bell andrebbe studiato a fondo. Quando mor\u00ec (nell\u2019ottobre del 1911) l\u2019<em>Edinburgh Medical Journal<\/em> lo ricord\u00f2 ampiamente come uno dei pi\u00f9 brillanti chirurghi della sua generazione (perse soltanto tre pazienti su un totale di \u00a070 operati) e sfruttava a fondo la sua capacit\u00e0 di osservazione per le analisi dei pazienti, valutando nella giusta maniera anche dettagli spesso trascurati dagli altri. Di lui il giornale ricordava anche un\u2019erudizione fuori dal comune e il vezzo di parlare per epigrammi.<\/p>\n<p>Se non \u00e8 un personaggio questo! Anzi proprio pensando a Bell torna alla mente un aforisma attribuito ad Arthur Conan Doyle. \u201cIl mediocre non sa riconoscere niente di pi\u00f9 alto di se stesso. Mentre solo l\u2019uomo di talento sa fiutare le capacit\u00e0 di un genio\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dietro i grandi personaggi della letteratura si celano sempre persone reali. Gli scrittori, anche quelli che firmano capolavori immortali, tendono a ritrarre piuttosto che a inventare e in effetti, come disse Joyce, il genio \u00e8 colui che meglio di altri sa rubare. O \u2013 per essere meno brutali \u2013 colui che sa fare propria l\u2019invenzione di altri. E\u2019 una considerazione, questa, che ritorna ciclicamente. Ogni volta, almeno, che le cronache scoprono l\u2019esistenza di una persona reale dietro un personaggio della fantasia letteraria. L\u2019ultimo caso riguarda il celeberrimo dottor Watson che \u2013 secondo Arthur Conan Doyle (1859-1930) \u00a0\u2013 doveva servire da [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2014\/02\/17\/ce-un-osteopata-al-fianco-di-arthur-conan-doyle\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1023,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[38945],"tags":[43753,43754,10749,43755,43757,43756],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/339"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1023"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=339"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/339\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":341,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/339\/revisions\/341"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=339"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=339"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=339"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}