{"id":36,"date":"2013-08-14T15:04:52","date_gmt":"2013-08-14T15:04:52","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=36"},"modified":"2013-08-14T15:04:52","modified_gmt":"2013-08-14T15:04:52","slug":"sotto-le-dolomiti-con-conrad-e-buzzati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2013\/08\/14\/sotto-le-dolomiti-con-conrad-e-buzzati\/","title":{"rendered":"Sotto le Dolomiti con Conrad e Buzzati"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019ho gi\u00e0 detto, il modo migliore per capire cos\u2019\u00e8 un \u201cclassico\u201d (o almeno un \u201ctitolo da catalogo\u201d) \u00e8 sottoporsi a un trasloco. In quel caso sar\u00e0 lo spazio a decidere cosa lasciare cadere in uno scatolone e cosa conservare nella nuova (ma pi\u00f9 piccola) libreria. Di fronte alla necessit\u00e0 rappresentata dalla mancanza di spazio il nostro senso critico si acuir\u00e0 e saremo pi\u00f9 decisi su cosa salvare e cosa condannare al buio di uno scatolone sigillato. Questo \u00e8 un sistema che pu\u00f2 essere valido anche quando non dobbiamo fare un trasloco, ma semplicemente dobbiamo decidere se la novit\u00e0 che abbiamo letto vada posizionata su uno scaffale della nostra biblioteca di casa oppure no. E chiudendo un libro mi faccio questa domanda: \u201cTra dieci\/quindici anni sar\u00e0 possibile riprenderlo in mano? Potr\u00f2 affidarne la lettura a qualcuno la cui formazione mi \u00e8 cara?\u201d Forte di questo sistema non rinuncio a navigare nella produzione contemporanea, consapevole che anche da l\u00ec si possa capire qualcosa del mondo che sta fuori di noi e di quello \u2013 a volte anche pi\u00f9 intricato \u2013 che si nasconde al nostro interno.<\/p>\n<p>Ho appena finito di leggere le ultime pagine di <em>La pelle dell\u2019orso<\/em> di Matteo Righetto (Guanda) e sono gi\u00e0 convinto che questo romanzo, ambientato nei primi giorni di ottobre del \u201963 tra i monti delle Dolomiti, resister\u00e0 ai prossimi traslochi e magari riuscir\u00f2 a farlo leggere a qualcuno che frequenta la mia biblioteca casalinga. Per quali motivi? Semplice. E\u2019 una storia quasi senza tempo, una \u201cfavola moderna\u201d (come si usa dire oggi). Righetto mette sulla scena un bambino (orfano di madre), suo padre, la splendida natura dolomitica e la Storia, quella italiana, \u00a0nata dalla cronaca, dura e violenta, che irrompe sulla scena veloce e drammatica come una frana\u00a0 (la tragedia del Vajont), che finisce per mettere il lutto attorno al braccio di tutti noi.<\/p>\n<p>Una tragedia che si sovrappone all\u2019avventura di Domenico, 12 anni, e della caccia a un orso pi\u00f9 mitico che reale cui il padre lo coinvolge. Un\u2019impresa che trasformer\u00e0 la loro vita e il loro rapporto e che far\u00e0 uscire il dodicenne dal torpore dell\u2019infanzia per gettarlo nella consapevolezza di un\u2019improvvisa maturit\u00e0. In questo racconto (pardon, \u201cfavola senza tempo\u201d) echeggiano le voci di tanti grandi autori. Perch\u00e9 Righetto, evidentemente, prima di divenire uno scrittore di razza \u00e8 stato un sensibile lettore. Mark Twain, Jack London, Joseph Conrad sono riconoscibili tra le pieghe del romanzo. E occhieggiano anche i numi tutelari di quella regione (il Veneto) che fa da sfondo alla storia e che \u00e8 coltura madre per lo stesso autore. Parlando di boschi e favole non pu\u00f2 non venire in mente Dino Buzzati. E poi l\u2019intelligente sensibilit\u00e0 con cui vengono descritte le paure e le ansie dell\u2019adolescenza fanno pensare a una proficua lettura di Parise. Ma anche il <em>Cielo \u00e8 rosso<\/em> di Giuseppe Berto potrebbe essere arruolato nella bibliografia ideale di questo romanzo.<\/p>\n<p>E finir\u00f2 per mettere questo bellissimo libro proprio sul loro scaffale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u2019ho gi\u00e0 detto, il modo migliore per capire cos\u2019\u00e8 un \u201cclassico\u201d (o almeno un \u201ctitolo da catalogo\u201d) \u00e8 sottoporsi a un trasloco. In quel caso sar\u00e0 lo spazio a decidere cosa lasciare cadere in uno scatolone e cosa conservare nella nuova (ma pi\u00f9 piccola) libreria. 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