{"id":379,"date":"2014-03-10T18:02:16","date_gmt":"2014-03-10T17:02:16","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=379"},"modified":"2014-03-11T10:25:00","modified_gmt":"2014-03-11T09:25:00","slug":"le-quote-rosa-e-il-provotacorio-successo-di-george-eliot","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2014\/03\/10\/le-quote-rosa-e-il-provotacorio-successo-di-george-eliot\/","title":{"rendered":"Le quote rosa e il provocatorio successo di George Eliot"},"content":{"rendered":"<p>Le classifiche lasciano sempre il tempo che trovano. Soprattutto quelle fondate sul gradimento (soggettivo) degli intervistati. Qual \u00e8 il miglior ristorante del quartiere? E il calciatore pi\u00f9 forte del campionato? E la cuoca migliore in famiglia? Tutte gerarchie fondate esclusivamente sul principio dell\u2019insindacabile gusto personale. Perch\u00e9 \u00e8 ovvio che ci sono delle qualit\u00e0 oggettive e parametri altrettanto rigidi per misurare le qualit\u00e0 di ristoranti, giocatori e cuochi. Per\u00f2, alla fine, ci\u00f2 che conta \u00e8 il gradimento soggettivo. Ed \u00e8 su quello che si basano gli intervistatori.<\/p>\n<p>Uno dei campi pi\u00f9 battuti dai sondaggisti \u00e8 quello relativo all\u2019apprezzamento delle opere di ingegno. Per esempio, la rivista <em>Time<\/em>, poco tempo fa, ha rivolto una semplice domanda: \u201cQuali sono i romanzi pi\u00f9 belli di sempre?\u201d Domanda tutt\u2019altro che banale. E la cui risposta, soprattutto, offre utili indicazioni a chi \u2013 come il lettore di questo blog \u2013 non vuole perdere tempo a leggere cose che non resistono proprio alla prova del tempo.<\/p>\n<p>Il <em>Time<\/em> ha usato il seguente metodo: ha girato la domanda a 125 autori. In buona sostanza ha interpellato 125 tra gli scrittori pi\u00f9 apprezzati e accreditati a livello internazionale (con palese preferenza, per\u00f2, per quelli di lingua inglese).<\/p>\n<p>Il risultato del sondaggio \u00e8 presto detto: il libro campione \u00e8 un romanzo molto noto ancorch\u00e9 popolare. Si tratta di <em>Anna Karenina<\/em> di <strong>Leone Tolstoj<\/strong>. Cui seguono in ordine rigorosamente gerarchico <em>Madame Bovary<\/em> di <strong>Gustave Flaubert<\/strong> e <em>Guerra e pace<\/em>, sempre di Tolstoj. Questo il podio. Con un grande romanzo storico e due storie dedicate a personaggi femminili. Il quarto posto \u00e8 di <strong>Nabokov<\/strong> con il suo <em>Lolita<\/em>. Al quinto posto campeggiano le <em>Avventure di Huckleberry Finn<\/em> di <strong>Mark Twain<\/strong>. Al sesto posto il racconto pi\u00f9 vecchio di quelli nella top ten. Un racconto che ci \u00e8 stato tramandato sotto forma di testo teatrale. Anzi \u00e8 il testo teatrale per eccellenza: <em>Amleto<\/em> di <strong>Shakespeare<\/strong>.\u00a0 Cui seguono <em>Il grande Gatsby <\/em>di <strong>Francis Scott Fitzgerald<\/strong><em>, Alla ricerca del tempo perduto<\/em> di <strong>Marcel Proust<\/strong>, <em>I racconti<\/em> di <strong>Anton Checov<\/strong> e <em>Middlemarch<\/em> di <strong>George Eliot<\/strong>.<\/p>\n<p>Ogni possibile combinazione di titoli e autori scontenterebbe qualcuno (personalmente ho provato un palpabile disappunto nel non trovare nella lista il mio romanzo preferito: <em>Il Maestro e Margherita<\/em> di <strong>Michail Bulgakov<\/strong>). Quindi non \u00e8 proprio il caso di sottolineare vergognose assenze o presenza di titoli sopravvalutati. Piuttosto la scelta di questi titoli va vista nel suo insieme. E la cosa che risalta maggiormente \u00e8 la massiccia presenza di titoli che solitamente vengono letti negli anni della formazione: dall\u2019inizio dell\u2019adolescenza all\u2019affermazione dell\u2019et\u00e0 adulta.\u00a0 Insomma \u00e8 come se gli scrittori interpellati avessero cos\u00ec, di punto in bianco, dovuto dare un nome o un titolo. E il primo \u2013 o i primi \u2013 che viene in mente \u00e8 sempre un titolo tratto dalla stagione pi\u00f9 felice del lettore, quella cio\u00e8 fatta di romanzi d\u2019avventure e romanzi di formazione. Ma soprattutto di classici. Perch\u00e9 siamo tutti molto preoccupati di mettere in mano ai neofiti della lettura soltanto classici o testi considerabili tali. Ed \u00e8 altrettanto naturale che poi, anche se si diventa scrittori famosi e si passa tutta la vita professionale a scrivere e leggere tantissimi romanzi di colleghi e \u201crivali\u201d, si finisce per ricordare soprattutto quei classici che hanno segnato in maniera indelebile il nostro immaginario di giovani lettori.<\/p>\n<p>La cosa pi\u00f9 curiosa di questa classifica (di questa top ten) \u00e8 la presenza di <strong>George Eliot<\/strong> come unica voce femminile. In un tempo, il nostro, in cui\u00a0 le quote rosa dettano non soltanto l\u2019agenda parlamentare ma anche i dibattiti casalinghi, \u00e8 curioso che la portabandiera della squadra femminile sia una donna \u2013 \u00a0<strong>Mary Ann Evans<\/strong> (1819-1880) \u2013 che ha rinunciato al suo nome e al suo genere nel momento di mettere in gioco il proprio talento letterario.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Le classifiche lasciano sempre il tempo che trovano. Soprattutto quelle fondate sul gradimento (soggettivo) degli intervistati. Qual \u00e8 il miglior ristorante del quartiere? E il calciatore pi\u00f9 forte del campionato? E la cuoca migliore in famiglia? Tutte gerarchie fondate esclusivamente sul principio dell\u2019insindacabile gusto personale. Perch\u00e9 \u00e8 ovvio che ci sono delle qualit\u00e0 oggettive e parametri altrettanto rigidi per misurare le qualit\u00e0 di ristoranti, giocatori e cuochi. Per\u00f2, alla fine, ci\u00f2 che conta \u00e8 il gradimento soggettivo. Ed \u00e8 su quello che si basano gli intervistatori. 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