{"id":39,"date":"2013-08-18T09:36:17","date_gmt":"2013-08-18T09:36:17","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=39"},"modified":"2013-08-18T21:44:42","modified_gmt":"2013-08-18T21:44:42","slug":"umberto-eco-e-il-computer-%e2%80%9crivisitato%e2%80%9d","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2013\/08\/18\/umberto-eco-e-il-computer-%e2%80%9crivisitato%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Umberto Eco e il computer \u201crivisitato\u201d"},"content":{"rendered":"<p>La simultanea presenza di <em>Fermo e Lucia<\/em> e dei <em>Promessi sposi<\/em> in una biblioteca casalinga denota molto dell\u2019inquilino che abita l\u2019appartamento. Persona di cultura, probabilmente; oppure anche semplice curiosit\u00e0 intellettuale \u2013 la sua \u2013 di vedere il come e il perch\u00e9 dei tanti cambiamenti di quello che viene riconosciuto \u2013 piaccia o no \u2013 il maggiore romanzo in lingua italiana di sempre. \u00a0Quelle \u201cvariazioni\u201d (che hanno tenuto occupato Manzoni per quattro lustri) sono poi diventate il pane di tante generazioni di filologi. Insomma l\u2019Accademia \u00e8 grata di tanti scrupoli stilistici e linguistici. Ma quel clamore \u00e8 ormai lontano.<\/p>\n<p>Un clamore pi\u00f9 contenuto ha suscitato la riedizione di alcune opere di Umberto Eco. L\u2019autore de <em>Il nome della rosa<\/em> \u2013 a distanza di anni \u2013 \u00e8 tornato su alcuni suoi lavori. Segno, questo, che a detta almeno del suo editore e della cerchia dei suoi pi\u00f9 stretti frequentatori e ammiratori, c\u2019era bisogno di aggiornare libri che possono ancora essere letti con profitto e piacere da nuove generazioni di lettori. I libri in questione sono proprio i suoi due primi romanzi. Le \u201ccorrezioni\u201d del primo successo (davvero planetario) ormai sono lontane nel tempo. <em>Il nome della rosa<\/em> da quella revisione ne ha tratto beneficio perch\u00e9, come ha spiegato lo stesso autore, non si \u00e8 toccato nulla di importante. Al contrario l\u2019editing ha toccato soltanto fastidiose ripetizioni linguistiche e poco pi\u00f9. Quel libro, quindi, resta praticamente intatto. E ancor oggi potrebbe essere tirato gi\u00f9 dagli scaffali da qualche giovane, magari incuriosito dopo averne visto la splendida versione cinematografica con Christian Slater e Sean Connery.<\/p>\n<p>Diverso il caso de <em>Il pendolo di Foucault<\/em> che la Bompiani ha riportato da poco nelle librerie in una versione \u2013 questa s\u00ec \u2013 aggiornata. Gi\u00e0, perch\u00e9 era l\u2019ormai lontano 1988 quando Umberto Eco pubblic\u00f2 la storia dello studioso Casaubon, dello &#8220;scrittore inconsapevole&#8221; Balbo, dello spregiudicato editore Garamond e del complotto dei Rosa Croce e dei Templari. La nostra societ\u00e0 era completamente diversa. Eppure in quel romanzo si trovano <em>in nuce<\/em> molti elementi dell\u2019oggi. A cominciare dal parossismo informativo di internet e della tecnologia digitalizzata che nei computer degli anni Ottanta non era facile da preconizzare ma che Eco gi\u00e0 individua con lucidit\u00e0. Ecco perch\u00e9 forse \u00e8 ancora il caso di leggerlo e farlo leggere questo fascinoso romanzo, pieno di ritmo e di citazioni. Soprattutto degna di lettura \u00e8 la descrizione di quel cervello elettronico (come si chiamavano allora i computer) di nome Abulafia, che racconta dell\u2019oggi molto pi\u00f9 di quanto lo stesso autore un quarto di secolo fa potesse immaginare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La simultanea presenza di Fermo e Lucia e dei Promessi sposi in una biblioteca casalinga denota molto dell\u2019inquilino che abita l\u2019appartamento. Persona di cultura, probabilmente; oppure anche semplice curiosit\u00e0 intellettuale \u2013 la sua \u2013 di vedere il come e il perch\u00e9 dei tanti cambiamenti di quello che viene riconosciuto \u2013 piaccia o no \u2013 il maggiore romanzo in lingua italiana di sempre. \u00a0Quelle \u201cvariazioni\u201d (che hanno tenuto occupato Manzoni per quattro lustri) sono poi diventate il pane di tante generazioni di filologi. Insomma l\u2019Accademia \u00e8 grata di tanti scrupoli stilistici e linguistici. Ma quel clamore \u00e8 ormai lontano. Un clamore [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2013\/08\/18\/umberto-eco-e-il-computer-%e2%80%9crivisitato%e2%80%9d\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1023,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[7500],"tags":[35890,35887,35886,35889,35891,35888,4818,35893,35885],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1023"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":42,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39\/revisions\/42"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}