{"id":392,"date":"2014-03-19T15:02:30","date_gmt":"2014-03-19T14:02:30","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=392"},"modified":"2014-04-04T06:50:50","modified_gmt":"2014-04-04T04:50:50","slug":"la-nuova-vita-di-holden-caulfield","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2014\/03\/19\/la-nuova-vita-di-holden-caulfield\/","title":{"rendered":"La nuova vita di Holden Caulfield"},"content":{"rendered":"<p>La notizia mi ha scosso, ma non poi tanto. Se hanno sentito la necessit\u00e0 di ritradurre <strong>Dostoevskij<\/strong>, allora \u2013 penso \u2013 possono avvertire l\u2019urgenza di offrire nuova voce anche a <strong>Salinger<\/strong>. L\u2019Einaudi ha infatti deciso di dare una rinfrescata al <em>Giovane Holden<\/em>. Non un romanzo qualsiasi. Bens\u00ec uno dei pi\u00f9 godibili <em>long seller<\/em> della storia letteraria americana. Un romanzo di formazione che parla di ribellione e amore, di sentimenti e sogni. Un romanzo, per paradosso, poco originale ma che combina con una miscela davvero esplosiva linguaggio, descrizioni, situazioni grottesche e \u2013 soprattutto \u2013 l\u2019umanit\u00e0 di personaggi davvero memorabili. A cominciare, ovviamente, da Holden Caulfield.<\/p>\n<p>La nuova edizione \u00e8 stata affidata a uno dei traduttori migliori che offre il mercato: <strong>Matteo Colombo<\/strong>. Dopo aver dato voce (italiana) ai personaggi di <strong>Palanhiuk<\/strong> e <strong>DeLillo<\/strong>, si \u00e8 distinto per le traduzioni dei romanzi di <strong>Jennifer Egan<\/strong>. Dalla sua Colombo non ha soltanto grande competenza, versatilit\u00e0 e una duttilit\u00e0 linguistica impressionante, ma anche la giovane et\u00e0. Fattore determinante, visto che uno dei compiti essenziali sar\u00e0 quello di trovare il registro giusto per conservare autenticit\u00e0 e spontaneit\u00e0 alla voce del giovane Caulfield.<\/p>\n<p>La nuova versione del <em>Giovane Holden\u00a0<\/em>sar\u00e0 presentata al Salone del libro di Torino ai primi di maggio. \u00a0Intanto questo post \u00e8 l\u2019occasione per ricordare la prima traduttrice italiana di Salinger. <strong>Adriana Motti<\/strong>, scomparsa da un lustro all\u2019et\u00e0 di 85 anni. Era nata infatti a Roma nel 1924 e oltre al suo prezioso lavoro di traduttrice per <strong>Einaudi<\/strong> viene ricordata anche per \u00a0il suo legame con<strong> Giacomo Debenedetti<\/strong>.<\/p>\n<p>In un\u2019intervista rilasciata per <em>Diario<\/em> nel \u201999 Adriana Motti aveva confermato che libri come quello di Salinger sono capaci di cambiarti la vita. E nel suo caso era successo non solo con la storia di Holden Caulfield ma anche con i romanzi di <strong>Karen Blixen<\/strong>. L\u2019articolo \u00e8 molto interessante perch\u00e9 la Motti ricorda i segreti delle traduzioni e gli aneddoti legati a un lavoro tutt\u2019altro che facile. E con una punta di orgoglio rivendica anche una \u201clibert\u00e0\u201d molto personale, coniando un\u2019espressione che di l\u00ec \u00a0in poi verr\u00e0 molto usata: \u201cLui se l\u2019era stantuffata sui sedili della macchina\u201d. Per il resto la signora Motti ricorse all\u2019aiuto della famiglia: \u201cMi son dovuta adeguare, e chiedere ai miei nipoti: in americano poteva essere pi\u00f9 sobrio, aveva lo stile di Salinger che lo sosteneva, in italiano io dovevo reinventarmelo\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019edizione tutt\u2019ora \u00a0in libreria, traduzione a parte, offre al lettore italiano una spiegazione del titolo. Come tutti sanno, quello originale \u00e8 ben diverso: <em>The Catcher in the Rye<\/em>. Un\u2019espressione intraducibile da noi. Anche se non \u00e8 firmata, la nota che accompagna il testo in italiano \u00e8 stata redatta nel 1961 (anno della prima edizione in Italia) \u00a0da<strong> Italo Calvino<\/strong>. E offre un\u2019esauriente spiegazione non solo del titolo originale ma anche del motivo che ha spinto l\u2019Einaudi a scegliere <em>Il giovane Holden<\/em>.<\/p>\n<p>Calvino scrive che al titolo originale si fa \u201criferimento di sfuggita in due passi del romanzo\u201d. E quel \u201cdi sfuggita\u201d pu\u00f2 far cadere in errore il lettore. Perch\u00e9 in effetti uno di questi passaggi in cui si parla di <em>catcher<\/em> (cio\u00e8 colui che prende o afferra) e il campo di segale (<em>rye<\/em>) \u00e8 probabilmente la chiave stessa del romanzo, il suo nodo centrale. Il protagonista, Holden, sta confessando alla sorellina Phoebe quello che forse \u00e8 il suo pi\u00f9 recondito desiderio. Un desiderio nato proprio ascoltando una vecchia canzone tratta da una poesia di <strong>Robert Burns<\/strong>. \u201cMi immagino sempre tutti questi ragazzini che fanno una partita in quell\u2019immenso campo di segale eccetera eccetera. Migliaia di ragazzini, e intorno non c\u2019\u00e8 nessun altro, nessun grande, voglio dire, soltanto io. E io sto in piedi sull\u2019orlo di un dirupo pazzesco. E non devo fare altro che prendere al volo tutti quelli che stanno per cadere dal dirupo, voglio dire, se corrono senza guardare dove vanno, io devo saltar fuori da qualche posto e acchiapparli. Non dovrei fare altro tutto il giorno. Sarei soltanto l\u2019acchiappatore nella segale e via dicendo. So che \u00e8 una pazzia, ma \u00e8 l\u2019unica cosa che mi piacerebbe veramente fare. Lo so \u00e8 una pazzia\u201d.<\/p>\n<p>In effetti \u00e8 pi\u00f9 che un passaggio. Con questo ragionamento, con questo pensiero, Holden ammette il suo superamento della giovinezza. La sua necessit\u00e0 di difendere i sogni e la spensieratezza dei bambini. Per la prima volta vede oggettivato il suo stesso ricordo idealizzato dell&#8217;infanzia: un&#8217;interminabile e noncurante partita di baseball in un campo di segale, confinante con un pericoloso burrone. L&#8217;essenza della prima et\u00e0 \u00e8 tutta qui: nell&#8217;idea che si possa  continuare a giocare con la certezza che alle proprie spalle ci sia sempre l&#8217;adulto che ci impedisca di precipitare gi\u00f9, nell&#8217;et\u00e0 del dolore, nell&#8217;et\u00e0 adulta. Il <em>catcher<\/em>, appunto. Quello che Holden, alla fine di questo romanzo di formazione, \u00e8 diventato. Un &#8220;acchiappatore nella segale&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La notizia mi ha scosso, ma non poi tanto. 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