{"id":413,"date":"2014-04-10T17:04:17","date_gmt":"2014-04-10T15:04:17","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=413"},"modified":"2014-04-10T17:04:35","modified_gmt":"2014-04-10T15:04:35","slug":"il-selfie-del-virtuoso-che-regala-libri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2014\/04\/10\/il-selfie-del-virtuoso-che-regala-libri\/","title":{"rendered":"Il selfie del virtuoso che regala libri"},"content":{"rendered":"<p>Un paio di lustri fa andava di moda il \u00a0<strong>bookcrossing: <\/strong>quella pratica virtuosa e solidale di lasciare in un posto pubblico un libro appena letto. Con la speranza che il libro medesimo venisse raccolto e letto da qualche passante incuriosito. Un modo &#8211; si diceva allora &#8211; di veicolare cultura, idee forti. Un modo di trasmettere saggezza e valori. Purtroppo questa moda (come tutte le mode) ha perso lo smalto della novit\u00e0 e si \u00e8 persa nel dimenticatoio collettivo. D&#8217;altronde, anche se oggi qualcuno la riproponesse sarebbe solo un gesto isolato che non porterebbe molto lontano. Al massimo farebbe la fortuna (e piccola felicit\u00e0) di un singolo lettore.<\/p>\n<p>Si \u00e8 tentato di tutto per incentivare la pratica della lettura. Si \u00e8 anche istituita una &#8220;giornata mondiale della lettura&#8221; che quest&#8217;anno cade il prossimo 23 aprile. Da noi, sull&#8217;esempio francese, \u00e8 stato anche messo in piedi un Centro nazionale del libro che ha proprio lo scopo di pensare e organizzare politiche di diffusione della lettura e della promozione del libro.<\/p>\n<p>Per\u00f2 sia il volontariato individuale e privato (bookcrossing) che il patrocinio pubblico (Centro del libro) non hanno portato grossi risultati. Ed \u00e8 cos\u00ec che secondo gli ultimi dati sulla lettura forniti dall&#8217;<strong>Istat<\/strong> si scopre che il popolo dei lettori \u00e8 sceso nel 2013 dal 46 al 43%.<\/p>\n<p>Ovvio che ognuno pu\u00f2 trovare i &#8220;colpevoli&#8221; di questa decadenza culturale in tanti anelli della catena sociale: dalla scuola all&#8217;editoria, passando ovviamente per la crisi economica. Ognuno, probabilmente, ha le sue colpe ma nessuno \u00e8 davvero responsabile. E&#8217; un trend, come dicono gli inglesi. Certo non virtuoso, ma a dir poco drammatico nella sua inesorabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Ecco che allora qualcuno si fa avanti per proporre soluzioni mutuate da altri campi dove hanno avuto successo o che quanto meno si sono radicate al punto di divenire, col tempo, abitudini e tradizioni. Si pensi ad esempio alla tradizione del &#8220;caff\u00e8 pagato&#8221;. Abitudine consolidata a Napoli e non solo. Il cliente al bar non si limita a pagare alla cassa il caff\u00e8 che ha appena bevuto. Ne paga due. Uno, quindi, rimane pagato a disposizione di chi non ha la forza economica di poterselo permettere. Questa, come tutti sanno, \u00e8 una tradizione \u00a0napoletana che si fonda sul principio di essere rispettata da tutti: dai baristi, ai clienti facoltosi fino ovviamente ai destinatari del generoso gesto.<\/p>\n<p>Ora si vuole mutuare questa abitudine sostituendo il libro al caff\u00e8. L&#8217;iniziativa \u00e8 partita dalla provincia di Salerno. E precisamente da Polla. Qui il libraio <strong>Michele Gentile<\/strong> ha avuto l&#8217;idea del libro &#8220;sospeso&#8221;. Chiunque pu\u00f2 entrare nella sua libreria e affiancare a un acquisto un volume da lasciare in custodia al libraio. \u00a0Ovviamente siamo solo all&#8217;inizio. Quindi \u00e8 presto per valutare l&#8217;efficacia dell&#8217;iniziativa. Si pu\u00f2 solo aggiungere che l&#8217;esempio \u00e8 stato seguito anche da una libreria milanese e sui social gi\u00e0 gira l&#8217;<em>hashtag<\/em> <strong>#librosospeso.<\/strong><\/p>\n<p>Per sabato 12 aprile, poi, \u00e8 attesa un&#8217;iniziativa che si iscrive nello stesso binario. Nata due anni fa grazie all&#8217;impegno dell&#8217;associazione <strong>Libreriamo<\/strong>\u00a0(che cura l&#8217;omonimo sito dedicato alla lettura), il <em>Booksgiving day<\/em> offre l&#8217;opportunit\u00e0 di regalare libri a chi \u00e8 in difficolt\u00e0, ai degenti degli ospedali, agli ospiti di orfanotrofi e carceri. \u00a0Partecipare a questa campagna sociale \u00e8 semplice: basta avere un libro nuovo o usato, da regalare a qualcuno in particolare o da portare personalmente nelle sale d&#8217;attesa di ospedali o in strutture come orfanotrofi e carceri e fotografare il libro con un&#8217;apposita dedica. La foto andr\u00e0 poi postata sulla pagina <strong>Facebook<\/strong> e sul profilo <strong>Twitter<\/strong> di &#8220;Libreriamo&#8221; con l&#8217;hashtag #booksgivingday<span style=\"font-family: Consolas, Monaco, monospace\"><span style=\"font-size: 12px;line-height: 18px\">.<\/span><\/span><\/p>\n<pre><\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un paio di lustri fa andava di moda il \u00a0bookcrossing: quella pratica virtuosa e solidale di lasciare in un posto pubblico un libro appena letto. Con la speranza che il libro medesimo venisse raccolto e letto da qualche passante incuriosito. Un modo &#8211; si diceva allora &#8211; di veicolare cultura, idee forti. Un modo di trasmettere saggezza e valori. Purtroppo questa moda (come tutte le mode) ha perso lo smalto della novit\u00e0 e si \u00e8 persa nel dimenticatoio collettivo. D&#8217;altronde, anche se oggi qualcuno la riproponesse sarebbe solo un gesto isolato che non porterebbe molto lontano. 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