{"id":44,"date":"2013-08-23T09:16:24","date_gmt":"2013-08-23T09:16:24","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=44"},"modified":"2013-08-22T15:17:02","modified_gmt":"2013-08-22T15:17:02","slug":"dalla-russia-che-non-ti-aspetti-un-omaggio-a-grossman","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2013\/08\/23\/dalla-russia-che-non-ti-aspetti-un-omaggio-a-grossman\/","title":{"rendered":"Dalla Russia che non ti aspetti un omaggio a Grossman"},"content":{"rendered":"<p>\u201cHo scritto solo di cose che ho sentito sulla mia pelle e di cose che ho vissuto direttamente\u201d. Ecco la candida e incosciente innocenza dei grandi! In questo caso ci riferiamo a Vasilij Grossman, uno dei pi\u00f9 importanti scrittori russi del Novecento. Sicuramente la sua ingenuit\u00e0 e la sua passione politica sono direttamente proporzionali alla sua lucidit\u00e0 di giornalista e alla sua sensibilit\u00e0 di scrittore. Tanto da farne uno dei simboli della resistenza al totalitarismo sovietico e al contempo il nume della letteratura russa, secondo solo a Dostoevskj.<\/p>\n<p>Il suo romanzo <em>Vita e destino<\/em> (pubblicato da Adelphi nel 2008) non sfigurer\u00e0 mai in nessuna libreria. Lo si pu\u00f2 tenere in bella vista. Sicuramente, quando lo si prender\u00e0 in mano, il suo messaggio sar\u00e0 sempre toccante e attuale. Questo libro (la cui prima edizione italiana risale al 1984 per la casa editrice Jaca Book) lo si pu\u00f2 mettere tranquillamente accanto agli altri capolavori della letteratura del Ventesimo secolo, oppure in fila insieme con i suoi colleghi russi (da Puskin a Bulgakov). Altrimenti si pu\u00f2 creare una sezione dedicata a quegli autori (e non sono pochi) che hanno smascherato le micidiali ipocrisie dei totalitarismi come Primo Levi, Arthur Koestler e George Orwell. Il nome di Grossman (nato nella cittadina ucraina di Berdy\u010div nel 1905 e morto a Mosca nel 1964) \u00e8 tornato \u00a0agli onori della cronaca perch\u00e9 il manoscritto originario di <em>Vita e destino<\/em> \u00e8 miracolosamente tornato alla luce. Dopo pi\u00f9 di mezzo secolo, i Servizi segreti russi hanno deciso di restituire alla famiglia dello scrittore il prezioso documento che era rimasto sepolto negli scantinati della Lubianka.<\/p>\n<p>Ultimamente non si fa altro che sparare contro la Russia e le decisioni impopolari del suo governo. Eppure, la restituzione del manoscritto di Grossman alla sua famiglia, con una piccola cerimonia commemorativa, dimostra che anche laggi\u00f9 ogni tanto si fa qualcosa di buono. Anche il <em>Foglio<\/em> del 10 agosto scorso ha sfruttato l\u2019occasione per ricordare l\u2019autore, definito da Giulio Moschi \u201cautentico Erodoto della Seconda guerra mondiale\u201d. Si raccontano le battaglie della guerra, intervallate da episodi che riguardano pi\u00f9 da vicino la vita sovietica. Insomma tutti gli orrori del periodo pi\u00f9 buio dell\u2019umanit\u00e0 (dai lager ai gulag) sono presenti in questo libro, ma sono trattati con un occhio lucido e al tempo stesso estremamente partecipato (\u00e8 l\u2019unico romanzo, peraltro, che denuncia le uccisioni di massa degli ebrei sia in Russia che in Germania).<\/p>\n<p>Solo da questo si potrebbe ricavare una lezione immortale. Una testimonianza che fa venire i brividi ma che insegna a non dimenticare gli orrori passati. Grossman, per\u00f2, sfrutta anche l\u2019espediente narrativo della polifonia per infilare perle di saggezza che, considerando il tempo in cui il libro fu scritto, fanno dell\u2019autore un autentico eroe. Basti un solo esempio: \u201cLe assemblee umane hanno un unico scopo: conquistare il diritto a essere diversi, speciali, il diritto di sentire, pensare e vivere ognuno a suo modo, ognuno a suo piacimento. E\u2019 per conquistare questo diritto, per difenderlo o estenderlo, che le persone si riuniscono. Di qui, tuttavia, ha origine anche il pregiudizio tremendo ma fortissimo che l\u2019unione in nome di una razza, di un Dio, di un partito o di una nazione non sia un mezzo, bens\u00ec il senso della vita. No e poi no! L\u2019unica ragione vera ed eterna della lotta per la vita \u00e8 l\u2019uomo, la sua pudica unicit\u00e0, il suo diritto a essere unico\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cHo scritto solo di cose che ho sentito sulla mia pelle e di cose che ho vissuto direttamente\u201d. Ecco la candida e incosciente innocenza dei grandi! In questo caso ci riferiamo a Vasilij Grossman, uno dei pi\u00f9 importanti scrittori russi del Novecento. Sicuramente la sua ingenuit\u00e0 e la sua passione politica sono direttamente proporzionali alla sua lucidit\u00e0 di giornalista e alla sua sensibilit\u00e0 di scrittore. Tanto da farne uno dei simboli della resistenza al totalitarismo sovietico e al contempo il nume della letteratura russa, secondo solo a Dostoevskj. Il suo romanzo Vita e destino (pubblicato da Adelphi nel 2008) non [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2013\/08\/23\/dalla-russia-che-non-ti-aspetti-un-omaggio-a-grossman\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1023,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[35863,7500],"tags":[16584,14822,3132,35894,35899,19,13218,35895,8991],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1023"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=44"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":46,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44\/revisions\/46"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=44"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=44"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=44"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}