{"id":466,"date":"2014-07-02T07:50:51","date_gmt":"2014-07-02T05:50:51","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=466"},"modified":"2014-09-23T14:00:01","modified_gmt":"2014-09-23T12:00:01","slug":"il-record-di-tristram-shandy-sara-polverizzato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2014\/07\/02\/il-record-di-tristram-shandy-sara-polverizzato\/","title":{"rendered":"Il record di Tristram Shandy sar\u00e0 polverizzato"},"content":{"rendered":"<p>Gli scrittori inglesi hanno un handicap di fondo difficilmente superabile. Un handicap che pu\u00f2 anche essere considerato per\u00f2 come il motore primo della stessa narrazione letteraria moderna. Gli scrittori inglesi infatti hanno un avo (sorta di Padre della Patria) che risponde al nome di <strong>Laurence Sterne<\/strong> (1713-1768). Ecclesiastico dalla cultura vasta e dalla personalit\u00e0 eccentrica, Sterne \u00e8, tra le altre cose,\u00a0 autore di un libro ancor oggi insuperato: <em>La vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo<\/em> (tra le edizioni economiche italiane ricordiamo quelle Bur, Oscar Mondadori e Garzanti). La biografia del signor Shandy \u00e8 considerato il primo romanzo inglese moderno. Anche se in verit\u00e0 si tratta pi\u00f9 che altro di un raffinato gioco letterario, una sorta di esperimento con il quale Sterne cercava di capire quali erano i limiti materiali del \u201cmezzo\u201d romanzo. E infatti la biografia si perde in una lunga serie di digressioni che cercano di avvicinare il momento della scrittura al tempo stesso della vita. Quasi a voler fare una fotografia esatta della stessa ispirazione letteraria. Il libro, pur godibile ancor oggi, richiede da parte del lettore l\u2019accettazione di una sfida e soprattutto un bagaglio di pazienza ampio e capace. Se di lettori questo capolavoro riconosciuto ne ha avuti comunque tanti, di scrittori disponibili a misurarsi con le stesse sfide se ne possono contare sulle dita di una mano e peraltro vissuti \u00a0in epoche ben lontane dalla nostra.<\/p>\n<p>Oggi tuttavia tra le novit\u00e0 che ci propone il mercato letterario inglese c\u2019\u00e8 una scrittrice che ha voluto non dico accettare la sfida lanciata quasi tre secoli fa da Sterne, ma almeno che ha proposto una soluzione narrativa affatto originale e ricca di interessanti sviluppi.<\/p>\n<p>La scrittrice in questione si chiama <strong>Kate Atkinson<\/strong> e il suo ultimo libro (<em>Vita dopo vita<\/em>) \u00e8 stato appena tradotto in italiano dalla casa editrice Nord. Si tratta di un libro che ha letteralmente sbaragliato la concorrenza sia in patria che al di l\u00e0 dell\u2019oceano. Milioni di copie vendute per una storia che ha al centro della scena il personaggio di Ursula Todd. Un libro che in pi\u00f9 di cinquecento pagine racconta proprio la vita di Ursula. Solo che gi\u00e0 alla fine del primo paragrafo la nostra muore praticamente appena nata, complice un cordone ombelicale stretto attorno al suo piccolo collo. E\u2019 l\u201911 gennaio del 1910. E Ursula, quindi, non sopravvive al suo primo giorno su questa terra. Eppure il libro va avanti e racconta con dovizia di particolari proprio la vita della signorina Todd. E questo in virt\u00f9 di un\u2019idea originale: cosa succede se il protagonista invece di scomparire, rinasce ogni volta e supera il punto delicato della sua prematura scomparsa? Ursula cos\u00ec ritorna. Il medico che la fa nascere riesce a scioglierla dall\u2019abbraccio mortale del cordone ombelicale. E questo \u201cmiracolo\u201d si ripete pi\u00f9 volte. Alla fine avremo non soltanto la vita di Ursula raccontata nei particolari, ma anche la cronaca pietosa e dolorosa delle sue tante morti. D&#8217;altronde \u00e8 anche il caso di una vita appasionante. Infatti la Atkinson fa presto a trasformarla in una eroina. Non foss\u2019altro che per ragioni anagrafiche. Ursula testimonier\u00e0 ad esempio con la sua dedizione nel lavoro delle squadre di soccorso il drammatico capitolo dei bombardamenti tedeschi sopra Londra durante la seconda guerra mondiale. Ma non far\u00e0 solo questo. Ursula attraverser\u00e0 tutte le tappe dell\u2019emancipazione femminile nell\u2019Inghilterra del primo Novecento. E ogni volta ripartir\u00e0 dopo un addio, dopo un calvario, dopo una traumatica e improvvisa dipartita.<\/p>\n<p>Alla fine ci\u00f2 che rimane \u00e8 la storia di un\u2019eroina che sentiamo ancor pi\u00f9 viva e presente perch\u00e9 ricca di esperienze ed emozioni che agli altri personaggi della tradizione romanzesca sono mancati.<\/p>\n<p>Insomma sembra quasi l\u2019invenzione di una app rivoluzionaria quella proposta dalla Atkinson che di sicuro porter\u00e0 altri a cimentarsi con questo nuovo canone. Intanto, per l\u2019autrice, la stampa inglese ha gi\u00e0 scomodato nomi importanti, paragonandola di volta in volta a <strong>Jane Austen<\/strong> (per la brillantezza dello stile) e a <strong>George Orwell<\/strong> per la lucida visione d\u2019insieme. Personalmente la vedo pi\u00f9 affine a <strong>Virginia Woolf<\/strong>, con la quale sicuramente condivide l\u2019audacia propria di chi trova soddisfazione soltanto nel superare limiti e confini.<\/p>\n<p>Se non possiamo quindi dire che Sterne sia stato superato, di certo la Atkinson, come prima di lei la Woolf, \u00e8 quasi riuscita nell&#8217;intento di oltrepassare il limite posto dall&#8217;eccentrico ecclesiastico di origini irlandesi quasi tre secoli fa. Se ha fallito, resta tuttavia una constatazione confortante (almeno per l&#8217;autrice): come nel salto in alto, l&#8217;asticella si \u00e8 pericolosamente avvicinata alla misura del record.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Gli scrittori inglesi hanno un handicap di fondo difficilmente superabile. Un handicap che pu\u00f2 anche essere considerato per\u00f2 come il motore primo della stessa narrazione letteraria moderna. 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