{"id":473,"date":"2014-07-13T09:54:06","date_gmt":"2014-07-13T07:54:06","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=473"},"modified":"2014-07-13T11:02:55","modified_gmt":"2014-07-13T09:02:55","slug":"salinger-bara-ecco-le-prove","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2014\/07\/13\/salinger-bara-ecco-le-prove\/","title":{"rendered":"Salinger bara. Ecco le prove"},"content":{"rendered":"<p>Tempo di riletture. Complice la nuova e preziosa traduzione di <strong>Matteo Colombo<\/strong>, ho ripreso in mano <em>Il giovane Holden<\/em> di <strong>J.D. Salinger<\/strong>. Come accade di solito con le riletture, riprendere in mano un libro gi\u00e0 letto offre l&#8217;opportunit\u00e0 di mescolare nuove sensazioni a emozioni gi\u00e0 vissute. D&#8217;altronde \u00e8 la nostra sensibilit\u00e0 a essere cambiata, non il libro (anche se la nuova edizione <strong>Einaudi<\/strong> offre comunque numerosi vantaggi per i giovani lettori di oggi).<br \/>\nIl critico americano <strong>Stanley Fish <\/strong>ha detto una volta che il senso di un libro lo fa il lettore. E questa sua teoria mi \u00e8 tornata in mente dopo aver finito di rileggere l&#8217;ultima pagina del &#8220;Giovane Holden&#8221;. Mi sono infatti messo a riflettere sul perch\u00e9 fosse un libro di cos\u00ec largo successo e sul perch\u00e9 mi apparisse ora tanto diverso dalla prima lettura che ne feci in et\u00e0 ancora adolescenziale.<br \/>\nGiusto per non sembrare oscuri in questa disamina val la pena ricordare che il romanzo racconta  appena tre giorni della vita di Holden Caulfield. Subito prima delle vacanze natalizie questo newyorkese sedicenne viene cacciato dal collegio. Prima di dirlo ai suoi genitori, il ragazzo si concede due giorni di libert\u00e0 e sono le esperienze di quei due giorni, miste a ricordi e riflessioni, che Holden narra  in prima persona. Apparentemente niente di speciale. Eppure il libro \u00e8 uno dei pi\u00f9 robusti long seller dell&#8217;editoria moderna. Quindi val la pena soffermarsi a riflettere sui suoi ingredienti.<br \/>\nIntanto va detto che prevalentemente questo libro finisce nelle mani di adolescenti o di ventenni. Lettori disposti subito a sentire le tante affinit\u00e0 sbandierate dal protagonista. In fondo Holden ha di buono una sensibilit\u00e0 affatto straordinaria e un linguaggio che mescola l&#8217;enfasi all&#8217;ironia, quindi molto accattivante.<br \/>\nSalinger, per\u00f2, fa di pi\u00f9 che creare un personaggio memorabile. Fa di pi\u00f9 che riprodurre una lingua &#8220;autentica&#8221;. Fa di pi\u00f9 che regalare perle di profondit\u00e0. Salinger bara. Ebbene s\u00ec, questo libro \u00e8 scritto col trucco. Ne ho le prove e le vado a elencare.<br \/>\n1) il protagonista \u00e8 un sedicenne. Salinger ce lo descrive come pi\u00f9 alto della media e soprattutto con qualche capello precocemente ingrigito. Trucchetto di bassa lega per consentirgli di fare e di dire cose che naturalmente sarebbero improbabili per i sedicenni non solo del 1950 ma anche per quelli di oggi<br \/>\n2) munisce lo stesso sedicenne di un senso dell&#8217;ironia troppo sviluppato. Ecco un solo esempio. Nella prima parte del racconto Holden entra in  un locale dove suonano musica. &#8220;Buddy Singer e il suo fetentissimo gruppo suonavano Just one of  those things, nemmeno loro riuscivano a rovinarla del tutto. \u00c8 un pezzo magnifico&#8221;. Ci vuole esperienza di vita per arrivare a simili conclusioni con il tocco leggero dell&#8217;ironia.<br \/>\n3) il protagonista \u00e8 solo un sedicenne che va male a scuola, eppure se si fa un po&#8217; di attenzione ci si accorge che non \u00e8 cos\u00ec. Il protagonista \u00e8 uno scrittore.  \u00c8 una persona con una sensibilit\u00e0 straordinaria che si mette a nudo. Con la stessa ostentata ingenuit\u00e0 di un adolescente, rubando il suo stesso linguaggio, le sue idiosincrasie, le sue intemperanze, allo scopo di risultare pi\u00f9 autentico. Quando i lettori si innamorano di Holden, spesso non si accorgono di innamorarsi dell&#8217;idea stessa di uno scrittore sensibile e generoso. Uno che mentre ascolta e osserva un&#8217;orchestra si concentra sul suonatore di timpani; uno che si chiede che fine fanno le anatre del laghetto di Central Park quando d&#8217;inverno \u00e8 tutto gelato; uno che insomma ha come sogno principale quello di fare il guardiano di un campo di segale  (che poi \u00e8 il titolo originale del libro) dove i bambini giocano spensierati perch\u00e9 su tutto ama proprio la spensieratezza e la purezza dell&#8217;infanzia.<br \/>\n4) perch\u00e9 le idiosincrasie e debolezze di Holden sono quelle del perfetto scrittore. O meglio dello scrittore che non \u00e8 stato assalito dal morbo dell&#8217;ipocrisia.<br \/>\nInsomma per i giovani lettori questo racconto \u00e8 un capolavoro dal momento che dispiega con sapienza ed efficacia il libro pi\u00f9 segreto dell&#8217;umanit\u00e0: l&#8217;eroe protagonista lotta contro i luoghi comuni, contro il conformismo, e si batte per l&#8217;immediatezza delle emozioni. Ma \u00e8 anche il cripto-scrittore a battersi sullo stesso fronte, perch\u00e9 in fondo questa \u00e8 la missione propria di ogni scrittore che si rispetti, di ogni scrittore capace di sedurre il vasto pubblico dei lettori.<br \/>\nQuasi a fine racconto un vecchio insegnante di Holden prova a consolarlo. Il ragazzo gli ha appena confessato quanto si senta diverso dal conformistico  e ottuso comportamento dei coetanei. Un discorso, quello dell&#8217;insegnante, che finisce per essere una profezia. &#8220;Scoprirai di non essere stato il primo a sentirsi confuso e spaventato, e perfino disgustato dai comportamenti umani. Non sei affatto solo, in tutto questo, e scoprirlo sar\u00e0 emozionante e stimolante. Tanti, tanti altri uomini hanno provato lo stesso turbamento morale e spirituale che provi tu ora. Fortunatamente alcuni di loro hanno messo quei turbamenti per iscritto. Tu imparerai da loro&#8230; se lo vorrai. Cos\u00ec come un giorno, se avrai qualcosa da offrire, qualcun altro imparer\u00e0 da te&#8221;. E il bello \u00e8 che questa profezia \u00e8 riportata nel libro che ne sancisce pienamente la sua realizzazione. Piccolo peccato di vanit\u00e0?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Tempo di riletture. Complice la nuova e preziosa traduzione di Matteo Colombo, ho ripreso in mano Il giovane Holden di J.D. Salinger. Come accade di solito con le riletture, riprendere in mano un libro gi\u00e0 letto offre l&#8217;opportunit\u00e0 di mescolare nuove sensazioni a emozioni gi\u00e0 vissute. D&#8217;altronde \u00e8 la nostra sensibilit\u00e0 a essere cambiata, non il libro (anche se la nuova edizione Einaudi offre comunque numerosi vantaggi per i giovani lettori di oggi). Il critico americano Stanley Fish ha detto una volta che il senso di un libro lo fa il lettore. 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