{"id":479,"date":"2014-07-22T15:08:10","date_gmt":"2014-07-22T13:08:10","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=479"},"modified":"2014-07-22T15:08:10","modified_gmt":"2014-07-22T13:08:10","slug":"tradire-calvino-almeno-per-unestate-si-puo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2014\/07\/22\/tradire-calvino-almeno-per-unestate-si-puo\/","title":{"rendered":"Tradire Calvino? Almeno per un&#8217;estate si pu\u00f2"},"content":{"rendered":"<p>Il fenomeno si ripete. Puntale. Ancor pi\u00f9 inflessibile nella sua ripetitivit\u00e0 che lo scioglimento del sangue di San Gennaro. Stiamo parlando dell\u2019impennata della vendita dei libri del cosiddetto \u201ccanone italiano\u201d. Ogni estate, appena la scuola chiude i battenti, le librerie si popolano di ragazzi svogliati e genitori ansiosi che chiedono ai commessi sempre i soliti titoli. \u201cCe l\u2019avete <em>Se questo \u00e8 un uomo<\/em> di <strong>Primo Levi<\/strong>? E la <em>Trilogia degli antenati<\/em> di <strong>Calvino<\/strong>?\u201d A volte arrivano a chiedere anche <em>Il fu Mattia Pascal <\/em>\u00a0di <strong>Pirandello<\/strong> o <em>La coscienza di Zeno<\/em> di <strong>Italo Svevo<\/strong>. E le classifiche pubblicate settimanalmente sui quotidiani non fanno che attestare questa improvvisa popolarit\u00e0 dei nostri classici novecenteschi. Merito loro, ovviamente. Libri che hanno segnato la storia della nostra letteratura contemporanea. Ma soprattutto merito di una Scuola che ha paura di cambiare e che si affida a formule rigide per aiutare i nostri ragazzi ad allenarsi alla lettura anche durante i mesi estivi.<\/p>\n<p>Da pi\u00f9 parti, per\u00f2, si lamenta che questa \u201ctradizione\u201d non faccia bene prima di tutto ai ragazzi e in subordine anche alla stessa Scuola. <strong>Paolo Di Paolo<\/strong> sulla <em>Stampa<\/em> e poi <strong>Paolo Di Stefano<\/strong> sul <em>Corriere<\/em> hanno lanciato la proposta di svecchiare il canone magari con aggiunta di titoli un po\u2019 meno vecchiotti e un po\u2019 meno scontati.<\/p>\n<p>Paolo Di Paolo, ad esempio, fa il caso di <strong>Alberto Moravia<\/strong>. Il suo <em>Agostino <\/em>(che gode di una nuovissima traduzione in lingua inglese) \u00e8 entrato nella lista dei consigli per l\u2019estate dell\u2019autorevole <em>Publishers Weekly<\/em>. Eppure l\u2019autore degli <em>Indifferenti<\/em> stenta a farsi strada nelle classifiche dei libri pi\u00f9 venduti da noi. I suoi romanzi vendono in media duemila copie l\u2019anno contro i ventimila di Calvino. Di Stefano, poi, propone alcuni nomi che ancora non fanno parte del \u201ccanone scolastico\u201d ma che da tempo sono diventati dei classici contemporanei: <strong>Anna Maria Ortese<\/strong>, <strong>Luciano Bianciardi<\/strong>, <strong>Mario Soldati<\/strong> e <strong>Goffredo Parise<\/strong>. In effetti sono tutti autori che hanno raccontato l\u2019Italia e il loro presente con maestria e con stile. Di sicuro sono capaci di catturare l\u2019attenzione dei giovani anche se, in effetti, il loro linguaggio possa risultare \u00a0per certi aspetti \u201cinvecchiato\u201d.<\/p>\n<p>Ho affrontato gi\u00e0 in passato il tema sul confronto tra classici e contemporanei (ad esempio nel post <em>Scende in campo Swift per difendere la Mazzucco<\/em>). E\u2019 assodato che laddove ci sia penuria di tempo e di mezzi \u00e8 meglio affidarsi all\u2019<em>usato sicuro <\/em>dei classici. \u201cPer\u00f2 \u00a0&#8211; come scrivevo a proposito della contestata lettura della Mazzucco in un liceo romano &#8211; a volte i classici si raggiungono passando dalla stretta soglia della contemporaneit\u00e0. Per invogliare qualcuno a divenire un <em>lettore <\/em>\u00a0a volte \u00e8 necessario lusingarlo con temi e ragioni che popolano il suo orizzonte d\u2019attesa\u201d.<\/p>\n<p>Per rimescolare le carte si potrebbero affidare ai ragazzi libri vecchi soltanto di qualche decennio come i romanzi di <strong>Daniele Del Giudice<\/strong>, di <strong>Marco Lodoli<\/strong>, <strong>Giuseppe Pontiggia<\/strong>, <strong>Giampaolo Rugarli<\/strong> o <strong>Luca Desiato<\/strong>.\u00a0 Nomi che mi sono saltati subito in testa. Ma potrebbero essercene tanti altri altrettanto validi. L\u2019editoria dovrebbe fare uno sforzo maggiore ed essere pi\u00f9 fantasiosa nella programmazione delle pubblicazioni e la Scuola dovrebbe avere meno paura di stimolare la curiosit\u00e0 dei giovani.<\/p>\n<p>E comunque il suggerimento del <em>Publisher Weekly<\/em> \u00e8 molto valido: <em>Agostino<\/em> d&#8217;altronde \u00e8 in tutte le nostre librerie nell&#8217;edizione <strong>Bompiani<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il fenomeno si ripete. Puntale. Ancor pi\u00f9 inflessibile nella sua ripetitivit\u00e0 che lo scioglimento del sangue di San Gennaro. Stiamo parlando dell\u2019impennata della vendita dei libri del cosiddetto \u201ccanone italiano\u201d. Ogni estate, appena la scuola chiude i battenti, le librerie si popolano di ragazzi svogliati e genitori ansiosi che chiedono ai commessi sempre i soliti titoli. \u201cCe l\u2019avete Se questo \u00e8 un uomo di Primo Levi? 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