{"id":48,"date":"2013-08-25T09:15:07","date_gmt":"2013-08-25T09:15:07","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=48"},"modified":"2013-08-23T20:21:12","modified_gmt":"2013-08-23T20:21:12","slug":"harry-potter-joyce-e-i-fanatici-del-quiddich","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2013\/08\/25\/harry-potter-joyce-e-i-fanatici-del-quiddich\/","title":{"rendered":"Harry Potter, Joyce e i fanatici del quiddich"},"content":{"rendered":"<p>Si pu\u00f2 misurare l\u2019immortalit\u00e0 dei libri dalla capacit\u00e0 di attrarre fan irriducibili? E di indurre, tra l\u2019altro, questi ultimi a seguire cerimoniali e riti assolutamente fuori dal tempo solo per il piacere di ricrearne le atmosfere? A mio modesto avviso si pu\u00f2. E indubbiamente il Bloomsday \u00e8 il paradigma di questo tipo di immortalit\u00e0. Solo per chi non sapesse cos\u2019\u00e8 il Bloomsday ecco una sintetica spiegazione: \u00e8 una commemorazione che si tiene ogni\u00a016 giugno\u00a0a\u00a0Dublino\u00a0(e in altre parti del mondo) per celebrare James Joyce\u00a0e rievocare gli eventi dell\u2019<em>Ulisse<\/em>, il suo\u00a0romanzo\u00a0pi\u00f9 celebre che si svolge in una sola giornata, il 16 giugno appunto del\u00a01904, nella capitale irlandese. Il nome (Bloomsday) deriva dal cognome del\u00a0protagonista\u00a0del romanzo,\u00a0Leopold Bloom. Inoltre, il 16 giugno \u00e8 il giorno in cui Joyce e quella che sar\u00e0 la sua compagna per tutta la vita,\u00a0Nora Barnacle, si dettero il primo appuntamento. La prima edizione del Bloomsday si \u00e8 svolta nel\u00a01950, in occasione del trentennale della pubblicazione dell&#8217;<em>Ulisse<\/em> (del quale, tra l\u2019altro, da qualche mese \u00e8 in libreria una nuova traduzione di Gianni Celati per i tipi di Einaudi). Questa festa laica \u00e8 diventata nel corso degli anni un appuntamento tradizionale soprattutto nelle citt\u00e0 di Joyce (Ginevra, Parigi, Trieste, Londra e Dublino). E chi accorre a parteciparvi si eccita soprattutto all\u2019idea di mangiare le stesse cose che mangiava Leopold Bloom e di vestirsi come i suoi contemporanei irlandesi. Roba da fanatici, insomma. E da monomaniaci (molto simili, peraltro, al fenomeno di origine giapponese dei <em>cosplay<\/em>, cio\u00e8 di coloro che si vestono come i loro personaggi di fumetti preferiti). In America, per esempio, \u00e8 sempre stato di moda fare feste di compleanno in costumi che ricreano le atmosfere del <em>Grande Gatsby<\/em>. Per celebrare il genio di \u00a0Jane Austen, della quale abbiamo gi\u00e0 avuto modo di parlare in questo blog, nascono come funghi un po\u2019 dovunque club di lettura e iniziative dove chi partecipa ha la (insana) ambizione di rivivere non solo le atmosfere di un\u2019epoca ormai archiviata ma anche gli stessi rovelli esistenziali, sociali e sentimentali dei quali l\u2019autrice inglese ha riempito la testa dei suoi personaggi. Dei cosiddetti \u201ccampi hobbit\u201d, tanto popolari tra gli anni Settanta e Ottanta, si \u00e8 gi\u00e0 detto molto, anche se sul loro debito nei confronti di Tolkien si potrebbe ancora parlare. L\u2019ultimo \u201cclassico\u201d a suscitare le fantasie dei suoi fan \u00e8 in libreria da nemmeno quattro lustri. Eppure le vendite di questo libro (in Italia pubblicato da Salani) hanno raggiunto vette finora inesplorate. Stiamo parlando di Harry Potter, del maghetto nato dalla penna e dalla fantasia della britannica Joanne Kathleen Rowling. Dal 1997 a oggi i vari titoli di questa popolarissima saga hanno venduto oltre 450 milioni di copie. Segno che le atmosfere assolutamente originali di questa Inghilterra fuori dal tempo, dove un manipolo di maghetti in erba viene educato a sconfiggere il Male sotto qualsiasi forma si nasconda, sono capaci di attrarre schiere affollatissime di lettori (giovani e non). E\u2019 ovvio che un simile successo avrebbe portato col tempo al proliferare di festival, fiere e kermesse dove i fan sono liberi di scatenare tutto il proprio amore per il maghetto e la propria indotta malinconia verso suggestioni e atmosfere assolutamente irreali. A Pisa, per esempio, dal 28 al 31 agosto sono attesi oltre 400 partecipanti all\u2019<em>Harry<\/em> <em>Potter never ends<\/em>, quarto raduno nazionale, organizzato dall\u2019omonima associazione. In questi quattro giorni gli iscritti potranno \u00a0partecipare a lezioni di pozioni e arti magiche tenute da professori universitari, giocare a quiddich (il 29 pomeriggio nel Vallo di San Gallo al giardino Scotto), assaggiare \u201cburro-birra\u201d e farsi confezionare una bacchetta magica su misura. Il filo conduttore dell\u2019evento \u2013 spiegano gli organizzatori \u2013 sar\u00e0 la soluzione di un mistero legato al tempo e ai viaggi nel tempo. Molti i luoghi cittadini coinvolti, dal giardino Scotto alla stazione Leopolda fino a Corso Italia. Pu\u00f2 bastare questo per dire che la saga di Harry Potter entrer\u00e0 di diritto nella schiera dei classici per l\u2019infanzia? Secondo me questo \u00e8 una delle tante spie che il maghetto \u00e8 e sar\u00e0 \u00a0sempre capace di resistere alla dura selezione del tempo. Ma ovviamente non il solo. Le qualit\u00e0 letterarie del romanzo, innanzitutto. E quella naturale indole di modellare l\u2019immaginario della preadolescenza con un giusto mix di sogni e paure da esorcizzare ne fanno un titolo in grado di far bella figura nello scaffale dei grandi classici per l\u2019infanzia. E\u2019 ovvio che se vediamo un gruppo di \u201cfanatici\u201d giocare a quiddich nei giardini pubblici di Pisa, possiamo semplicemente osservare che il successo del maghetto inglese \u00e8 diventato davvero planetario.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Si pu\u00f2 misurare l\u2019immortalit\u00e0 dei libri dalla capacit\u00e0 di attrarre fan irriducibili? E di indurre, tra l\u2019altro, questi ultimi a seguire cerimoniali e riti assolutamente fuori dal tempo solo per il piacere di ricrearne le atmosfere? A mio modesto avviso si pu\u00f2. E indubbiamente il Bloomsday \u00e8 il paradigma di questo tipo di immortalit\u00e0. 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