{"id":483,"date":"2014-07-27T08:27:14","date_gmt":"2014-07-27T06:27:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=483"},"modified":"2014-07-27T09:30:14","modified_gmt":"2014-07-27T07:30:14","slug":"robert-redford-e-la-pubblicita-progresso-sulla-lettura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2014\/07\/27\/robert-redford-e-la-pubblicita-progresso-sulla-lettura\/","title":{"rendered":"Robert Redford e la pubblicit\u00e0 progresso sulla lettura"},"content":{"rendered":"<p>Avete presente <strong>Robert Redford<\/strong> in quel film di <strong>Sidney Pollack<\/strong>? Quel film dove il bel biondino ancora trentenne veste jeans e cravatta sotto il maglione di lana grezza e lavora per un oscuro ufficio dietro il quale si nasconde uno dei tanti servizi della Cia? Gi\u00e0, aveva anche un nome in codice. Anche se non lo usava mai. E quel nome era Condor. Avete indovinato! Stiamo parlando de <em>I tre giorni del Condor<\/em>.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/files\/2014\/07\/robert-redford.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-484\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/files\/2014\/07\/robert-redford-300x233.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"233\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/files\/2014\/07\/robert-redford-300x233.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/files\/2014\/07\/robert-redford.jpg 612w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Perch\u00e9 qui? Perch\u00e9 in un blog che parla di libri? Semplice! Perch\u00e9 quel film, oltre a essere un thriller mozzafiato, cos\u00ec ben curato, scritto, montato, recitato da reggere alla grande la prova del tempo (il prossimo anno spegner\u00e0 quaranta candeline), \u00e8 anche uno dei pi\u00f9 efficaci spot sul valore della lettura. Secondo me il ministro dell\u2019Istruzione dovrebbe farne fare un gran numero di copie e distribuirle a tutte le scuole del Belpaese. Con una sola raccomandazione per i professori (cinefili e non): \u201cFatelo vedere a tutti quei ragazzi che si mostrano riottosi alla lettura\u201d.<\/p>\n<p>E il motivo \u00e8 presto detto. Che si tratti di un bel thriller, ben girato e ben recitato l\u2019abbiamo gi\u00e0 detto. Ma tutti i film (come tutti i libri e tutte le opere di ingegno in generale) hanno sempre pi\u00f9 di un messaggio da veicolare. E non sempre quelli \u201csecondari\u201d sono stati immaginati con lucida precisione dai loro stessi autori.<\/p>\n<p>Nel nostro caso il messaggio \u201csecondario\u201d \u00e8 il valore della lettura. Un bene che non \u00e8 soltanto fine a se stesso. La lettura \u2013 questo il senso della morale che si ricava dalla visione del film seguendo questa analisi \u2013 non serve per diventare \u201cacculturati\u201d, non serve per pavoneggiarsi con pose da intellettuali di fronte a chi non ha avuto il nostro stesso privilegio. La lettura \u00e8 utile per imparare a vivere. L\u2019esperienza mediata si fa bagaglio teorico e tecnico che, un domani, pu\u00f2 risultare utile.<\/p>\n<p>Il nostro personaggio, il Condor del titolo, \u00e8 un semplice topo di biblioteca. Non sa usare la pistola, non ha ricevuto alcun addestramento specifico. Non si \u00e8 mai allenato al corpo a corpo delle arti marziali. Passa la sua vita chiuso in un oscuro ufficio di Manhattan a leggere libri. Quali? I pi\u00f9 diversi. I pi\u00f9 disparati. E lo fa soltanto per la pur vaghissima ipotesi che possano contenere messaggi cifrati. Gi\u00e0 questo la dice lunga sull\u2019inutilit\u00e0 del suo lavoro. Eppure Condor legge. E legge soprattutto con profitto e con entusiasmo.<\/p>\n<p>Per\u00f2 qualcosa va storto. Il suo ufficio viene visitato da killer privi di scrupolo che compiono un\u2019autentica carneficina. Ammazzano tutti i suoi colleghi. Lui viene risparmiato pi\u00f9 dal Fato che dall\u2019imperizia dei killer. Il nostro Condor biondo e belloccio ci mette poco a capire che non soltanto ha mezza Cia alle costole ma che anche pericolosi killer di \u201ccaratura internazionale\u201d gli sono dietro. Deve fuggire, non ha soldi, non ha una casa, non ha amici e soprattutto \u00e8 inseguito da tanti assassini di professione. In una simile condizione chiunque soccomberebbe. Non lui. Non soltanto perch\u00e9 \u00e8 il nostro eroe buono e valoroso (che tra le altre incombenze ha anche l\u2019imperativo morale di far innamorare di s\u00e9 una bellissima <strong>Faye Danaway<\/strong>). Ma soprattutto perch\u00e9 la lettura di centinaia di libri di spionaggio e di gialli (anche di quelli pi\u00f9 dozzinali) lavora nella sua mente per offrigli soluzioni, suggerimenti, stimoli.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/files\/2014\/07\/faye.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-485\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/files\/2014\/07\/faye-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p>Una volta <strong>Umberto Eco<\/strong> ha scritto: \u201cChi non legge, vive una sola vita\u201d. Ebbene la testa del Condor \u00e8 un magazzino pieno zeppo di vite, di esperienze mediate, che, all\u2019uopo, diventano merce preziosissima. Ben pi\u00f9 efficaci di qualsiasi arma letale. Il bel Robert\/Condor riesce a districarsi in giungle e paludi mortifere con l\u2019agilit\u00e0 di chi ha alle spalle anni e anni di gavetta nella Legione Straniera. Grazie alla capacit\u00e0 di analisi che gli deriva da anni di studio ma soprattutto dai tanti suggerimenti che la lettura offre come \u201cesperienza virtuale\u201d.<\/p>\n<p>Per il prossimo anno il Miur potrebbe proporre tra i titoli di testo \u201cobbligatori\u201d anche la visione di questo film. Una grande pubblicit\u00e0 progresso in versione film d\u2019autore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Avete presente Robert Redford in quel film di Sidney Pollack? Quel film dove il bel biondino ancora trentenne veste jeans e cravatta sotto il maglione di lana grezza e lavora per un oscuro ufficio dietro il quale si nasconde uno dei tanti servizi della Cia? Gi\u00e0, aveva anche un nome in codice. Anche se non lo usava mai. E quel nome era Condor. Avete indovinato! Stiamo parlando de I tre giorni del Condor. Perch\u00e9 qui? Perch\u00e9 in un blog che parla di libri? Semplice! 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