{"id":505,"date":"2014-09-11T08:00:04","date_gmt":"2014-09-11T06:00:04","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=505"},"modified":"2014-09-21T20:38:57","modified_gmt":"2014-09-21T18:38:57","slug":"cosi-facebook-sta-salvando-i-libri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2014\/09\/11\/cosi-facebook-sta-salvando-i-libri\/","title":{"rendered":"Cos\u00ec Facebook sta salvando i libri"},"content":{"rendered":"<p>Con la prima giannetta (venticello freddo in romanesco) si ammoscia la moda virtuosa dell&#8217;<em>ice bucket challenge<\/em> (quella secchiata di acqua ghiacciata per beneficenza) e prende corpo su <strong>Facebook<\/strong> l&#8217;onda della lista dei libri &#8220;della vita&#8221;. &#8220;Dieci titoli, cos\u00ec recita lo slogan, che ti hanno segnato e trasformato. Letti i quali non sei stato pi\u00f9 lo stesso&#8221;. Il gioco ha regole precise: per stendere la propria <em>top ten<\/em> bisogna essere nominati da un amico. Al termine della stesura si deve poi indicare il nome di almeno due &#8220;amici di Facebook&#8221; che dovranno raccogliere il testimone del gioco e pubblicare a loro volta le top ten.<\/p>\n<p>E&#8217; un gioco. Nient&#8217;altro che un gioco. E la gran parte degli inquilini del <em>social network<\/em> in questione l&#8217;ha naturalmente preso per tale. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 una piccola frangia che tenta la resistenza al gioco &#8220;che fanno tutti&#8221;. Non si vogliono omologare. E non solo si rifiutano di fare la lista (che di certo non \u00e8 obbligatoria) ma lo scrivono <em>urbi et orbi<\/em> sulla bacheca di Facebook. &#8220;A questo gioco io non ci sto!&#8221; Tuonano. Alcuni con stizzosa ironia. Altri con umorismo nero. Altri ancora lamentano l&#8217;assenza &#8211; nelle liste &#8211; di pietre miliari, di titoli che hanno fatto grande e imprescindibile proprio la letteratura (fosse vero!). Alcuni per mero snobismo. Altri per snobismo tutt&#8217;altro che mero.<\/p>\n<p>Poi ci sono quelli, i pi\u00f9 maliziosi, che invece accettano la sfida ma infarciscono la lista di titoli improbabili (c&#8217;\u00e8 chi ha inserito anche il catalogo del <strong>Postalmarket<\/strong>, che &#8211; per inciso &#8211; non si pubblica pi\u00f9 da oltre trent&#8217;anni).<\/p>\n<p>E poi ci sono loro. I narcisisti. Quelli della lista &#8220;identitaria&#8221;. Quelli che, insomma, provano a chiudere il paradigma della loro cultura in un elenco di appena dieci titoli. Orgogliosi di mettere titoli difficilissimi o, al contrario, ansiosi di ritrovarsi nel <em>mainstream<\/em> del consenso. Contro questa &#8220;squadra&#8221;, la pi\u00f9 affollata, \u00e8 facile puntare l&#8217;indice: \u00a0ed \u00e8 tutto un &#8220;vi siete dimenticati <em>Moby Dick<\/em>&#8220;, &#8220;Perch\u00e9 nessuno ha inserito la <em>Bibbia<\/em>?&#8221;<\/p>\n<p>Eppure, a mio modesto parere, la lista ha un senso. Se un amico, una persona che ovviamente conosco abbastanza bene e della quale posso giudicare la personalit\u00e0, il grado culturale, la curiosit\u00e0 intellettuale e i gusti, pubblica nella lista titoli che non ho mai letto posso essere spinto a prenderli e leggerli. D&#8217;altronde l&#8217;amico in questione diviene in quel momento un ottimo <em>testimonial<\/em>. Lo conosco, lo ammiro magari, e vengo a scoprire che \u00e8 divenuto quel che \u00e8 grazie anche a quel determinato libro che a me \u00e8 finora sfuggito. In questo senso Facebook pu\u00f2 sostituirsi ai critici militanti (categoria quanto mai in crisi in questo momento) e dare una mano alla letteratura semplicemente con l&#8217;arma del buonsenso: vale a dire con il pi\u00f9 che tradizionale (e antichissimo) consiglio dell&#8217;amico.<\/p>\n<p>Sul mio taccuino, lo confesso, ho segnato un bel po&#8217; di quei titoli. Almeno una decina. Quasi una nuova top ten, ma &#8211; questa volta &#8211; dei libri ancora da leggere. Senza questo gioco magari non avrei mai pi\u00f9 avuto l&#8217;occasione di imbattermi in quei volumi.<\/p>\n<p>ps:<\/p>\n<p>Mi permetto anche un plauso pubblico a<strong> Francesco Maria Del Vigo<\/strong> che i frequentatori del sito del <em>Giornale<\/em> conoscono bene. Nella sua, di lista, al primo posto campeggia il <em>Vocabolario della lingua italiana<\/em>. \u00a0Se i libri ti hanno cambiato la vita, il vocabolario &#8211; va da s\u00e9 -\u00e8 necessariamente una pietra miliare del percorso di un buon lettore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Con la prima giannetta (venticello freddo in romanesco) si ammoscia la moda virtuosa dell&#8217;ice bucket challenge (quella secchiata di acqua ghiacciata per beneficenza) e prende corpo su Facebook l&#8217;onda della lista dei libri &#8220;della vita&#8221;. &#8220;Dieci titoli, cos\u00ec recita lo slogan, che ti hanno segnato e trasformato. Letti i quali non sei stato pi\u00f9 lo stesso&#8221;. Il gioco ha regole precise: per stendere la propria top ten bisogna essere nominati da un amico. 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