{"id":529,"date":"2014-10-30T08:45:56","date_gmt":"2014-10-30T07:45:56","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=529"},"modified":"2014-10-29T19:17:59","modified_gmt":"2014-10-29T18:17:59","slug":"modiano-il-nobel-e-una-burocrate-troppo-zelante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2014\/10\/30\/modiano-il-nobel-e-una-burocrate-troppo-zelante\/","title":{"rendered":"Modiano, il Nobel, e una burocrate troppo zelante"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;unica domanda da porsi, ora che il caso <strong>Fleur Pellerin<\/strong> \u00e8 scoppiato, \u00e8 la seguente: cosa sarebbe accaduto da noi, in Italia, se il ministro della Cultura avesse confessato di non leggere da anni un romanzo o un saggio e di non aver letto alcuno dei libri del nostro ultimo premio Nobel? Mettiamo che un nostro scrittore di prestigio (ne abbiamo, basta spulciare con pazienza &#8211; molta pazienza &#8211; \u00a0i cataloghi) arrivasse oggi a conquistare il tanto prestigioso premio letterario. Che succederebbe? Tutti a salire sul carro del vincitore? Niente affatto. Da noi siamo pi\u00f9 bravi e inclini a disprezzare quanto c&#8217;\u00e8 di buono entro i confini patrii piuttosto che esaltarlo e promuoverlo. Quindi \u00e8 presumibile che il vincitore in questione &#8211; come accadde per <strong>Dario Fo<\/strong>, ultimo <em>italian winner <\/em>nel 1997 &#8211; venga fatto oggetto di aperte critiche da una parte del mondo intellettuale e difeso a spada tratta dalla fazione opposta. E il ministro della Cultura? In un simile quadro, quale comportamento dovrebbe osservare? Va da s\u00e9: dovrebbe difendere l&#8217;autore (ormai divenuto, grazie all&#8217;Accademia svedese, &#8220;prestigioso&#8221;) e farne le lodi pubblicamente. C&#8217;\u00e8 da pensare, per\u00f2, che in questo caso sarebbe &#8220;costretto&#8221; a leggersi qualcuno dei suoi testi. Non tutti. Magari un paio. Giusto i pi\u00f9 rappresentativi. \u00a0E nel caso &#8211; se interrogato da rappresentanti del mondo dell&#8217;informazione &#8211; dire la sua. Si presume, infatti, che il ministro della Cultura disponga di una solida cultura di base. Magari di una laurea. E che comunque sia avvezzo alla lettura e al consumo di produzione culturale. \u00a0E se dicesse che non ha tempo per simili cose? Se confessasse candidamente, come ha fatto la ministra francese di origine coreana Fleur Pellerin incalzata sul &#8220;caso&#8221; <strong>Patrick Modiano<\/strong>, fresco vincitore del Nobel, che da anni \u00e8 troppo impegnato a lavorare e a studiare carte, testi giuridici e bozze di legge per poter &#8220;perdere tempo&#8221; con i romanzi?<\/p>\n<p>Non \u00e8 facile arrivare a una conclusione. E&#8217; vero che siamo tentati di fare come la gran parte dell&#8217;opinione pubblica francese, che ha stigmatizzato le confessioni della Pellerin. Tuttavia \u00e8 pur vero che la signora in questione \u00e8 davvero una che lavora sodo e che vanta profonde competenze nella gestione della cosa pubblica e nel diritto amministrativo. Insomma un tecnico, abile \u00a0e preparato, con una forte coscienza civile e un&#8217;altrettanto corposa passione politica (milita nelle file del Partito socialista di <strong>Francois Hollande<\/strong>).<\/p>\n<p>In fin dei conti la scena politica nostrana \u00e8 gi\u00e0 piena di consumati improvvisatori. Di persone che senza alcuna competenza strologano su qualunque argomento. Tuttologi di chiara fama e appassionati difensori del <em>made in Italy. \u00a0<\/em>Questi signori la Pellerin continuer\u00e0 a guardarli dall&#8217;alto in basso con uno sguardo di malcelata sufficienza. Tuttavia \u00e8 innegabile che un ministro della Cultura debba esser preso dal demone della curiosit\u00e0 intellettuale. Difficile perdonarle almeno questo. In fondo si presume che il suo compito sia principalmente quello di difendere il grande e prezioso tesoro della cultura transalpina. E dunque come \u00e8 possibile che un simile compito venga affidato a una persona che non sente il bisogno di conoscere il lavoro dell&#8217;ultimo entrato nel Pantheon letterario?<\/p>\n<p>Per non parlare poi dell&#8217;esempio. Tra i compiti del ministro della Cultura c&#8217;\u00e8 ovviamente anche quella della promozione della lettura, soprattutto tra i giovani. E la confessione della Pellerin sembra tutto tranne che uno spot della &#8220;pubblicit\u00e0 progresso&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L&#8217;unica domanda da porsi, ora che il caso Fleur Pellerin \u00e8 scoppiato, \u00e8 la seguente: cosa sarebbe accaduto da noi, in Italia, se il ministro della Cultura avesse confessato di non leggere da anni un romanzo o un saggio e di non aver letto alcuno dei libri del nostro ultimo premio Nobel? Mettiamo che un nostro scrittore di prestigio (ne abbiamo, basta spulciare con pazienza &#8211; molta pazienza &#8211; \u00a0i cataloghi) arrivasse oggi a conquistare il tanto prestigioso premio letterario. Che succederebbe? Tutti a salire sul carro del vincitore? Niente affatto. 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