{"id":536,"date":"2014-11-15T08:40:18","date_gmt":"2014-11-15T07:40:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=536"},"modified":"2014-11-15T10:16:59","modified_gmt":"2014-11-15T09:16:59","slug":"quanto-costa-limmortalita-letteraria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2014\/11\/15\/quanto-costa-limmortalita-letteraria\/","title":{"rendered":"Quanto costa l&#8217;immortalit\u00e0 letteraria?"},"content":{"rendered":"<p>Cosa hanno in comune <strong>Giovanni Drogo<\/strong>, <strong>George Duroy<\/strong> e <strong>Julien Sorel<\/strong>? Non molto, a parte il fatto di essere divenuti immortali grazie all\u2019estro letterario dei loro \u201cgenitori\u201d. I protagonisti de <em>Il deserto dei Tartari<\/em>, di <em>Bel Ami<\/em> e de <em>Il<\/em> <em>Rosso e il Nero<\/em> sono solo alcuni degli esempi possibili in un discorso dedicato all\u2019immortalit\u00e0 dei personaggi romanzeschi. \u00a0 E \u00a0navigando in un simile dibattito, spunta all&#8217;improvviso una domanda che solo all&#8217;apparenza \u00e8 oziosa. Quanto vale in termini economici il nome di un personaggio romanzesco? \u00a0Difficile dare una risposta. Almeno fino al prossimo 20 novembre \u00a0quando sar\u00e0 possibile aggiudicarsi un biglietto per l&#8217;approdo nell&#8217;immortalit\u00e0, garantito da coloro che oggi sono Maestri riconosciuti (ma viventi) e domani saranno Maestri venerati (perch\u00e9 defunti). \u00a0 La notizia arriva dall\u2019Inghilterra dove un nutrito gruppo di scrittori metter\u00e0 all\u2019asta i personaggi dei loro prossimi romanzi. Chiunque voglia vedere il proprio nome e cognome entrare dentro un romanzo d\u2019autore dovr\u00e0 partecipare a questa asta di beneficenza. Il ricavato infatti sar\u00e0 devoluto a un\u2019associazione che si batte per l\u2019abolizione della tortura. Ecco alcuni degli scrittori che hanno aderito all\u2019iniziativa: <strong>Margaret Atwood<\/strong>, <strong>Ian McEwan<\/strong>, <strong>Alan Hollinghurst<\/strong>, <strong>Joanna Trollope<\/strong>, <strong>Tracy Chevalier<\/strong>, <strong>Hanif\u00a0 Kureishi<\/strong>, <strong>Robert Harris<\/strong>, <strong>Zadie Smith<\/strong> e <strong>Ken Follet<\/strong>. I nomi qui riportati sono quelli di autori che vendono in tutto il mondo milioni di copie dei loro testi. E che ovviamente fanno bella mostra di s\u00e9 anche nelle edizioni tascabili, con le riedizioni dei loro primi titoli. Insomma parliamo di autori con la A maiuscola; &#8220;nomi di catalogo&#8221;.<\/p>\n<p>Quindi, a ben vedere, la cosa si fa appetitosa. In buona sostanza a chi vorr\u00e0 versare un obolo superiore ai diretti avversari, verr\u00e0 concesso di regalare il proprio nome al personaggio dei loro prossimi romanzi. A quei personaggi che gi\u00e0 esistono, evidentemente, nella testa dei rispettivi autori, ma che ancora non sono stati &#8220;battezzati&#8221;.<\/p>\n<p>L\u2019idea \u00e8 venuta a uno dei pi\u00f9 prestigiosi autori della scena inglese: <strong>Julian Barnes<\/strong> che il 20 novembre vestir\u00e0 i panni di padrone di casa e banditore (coadiuvato da uno professionale di Christie\u2019s) presso la sede della <strong>Royal Istitution of Great Britain<\/strong> di Londra.<\/p>\n<p>La speranza per i generosi vincitori dell\u2019asta \u00e8 che anche il loro nome, come quello dei sopracitati eroi immortali, resti imperituro a futura memoria.<\/p>\n<p>Il problema semmai \u00e8 un altro. Di solito gli scrittori di razza non cedono al buonismo dei racconti edificanti. Raramente i personaggi sono positivi o encomiabili. Con le dovute eccezioni, beninteso, solitamente si tratta di frustrati, paranoici, nevrotici e nel migliore dei casi di donne romantiche un po&#8217; sfasate.<\/p>\n<p><strong>Alex Portnoy<\/strong> \u00e8 sicuramente, insieme con <strong>Holden Caulfiel<\/strong>d, il personaggio pi\u00f9 conosciuto del Novecento americano ma entrambi hanno molto da farsi perdonare. Difficile pensare di voler concedere loro il nostro nome. E non credo ci sia chi voglia cambiare il nome di <strong>Emma Bovary<\/strong> o del tormentato <strong>Raskol\u2019nikov<\/strong> col proprio. Se lo scrittore \u00e8 di razza, il lettore\/sponsor ha solo da tremare.<\/p>\n<p>Toccasse a me scegliere chiederei a <strong>Giorgio Fontana<\/strong> di cambiare il nome del protagonista del romanzo che gli \u00e8 valso il Premio Campiello. In <em>Morte di un uomo felice<\/em> (Sellerio), che ho appena finito di leggere, Fontana tratteggia con delicatezza, massima empatia e virile solidariet\u00e0 il ritratto del magistrato idealista e cattolico <strong>Giacomo Colnaghi<\/strong>. Il ritratto efficace e memorabile di un giusto. Ma i giusti, anche in letteratura, sono proprio pochi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Cosa hanno in comune Giovanni Drogo, George Duroy e Julien Sorel? Non molto, a parte il fatto di essere divenuti immortali grazie all\u2019estro letterario dei loro \u201cgenitori\u201d. I protagonisti de Il deserto dei Tartari, di Bel Ami e de Il Rosso e il Nero sono solo alcuni degli esempi possibili in un discorso dedicato all\u2019immortalit\u00e0 dei personaggi romanzeschi. \u00a0 E \u00a0navigando in un simile dibattito, spunta all&#8217;improvviso una domanda che solo all&#8217;apparenza \u00e8 oziosa. Quanto vale in termini economici il nome di un personaggio romanzesco? \u00a0Difficile dare una risposta. Almeno fino al prossimo 20 novembre \u00a0quando sar\u00e0 possibile aggiudicarsi un [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2014\/11\/15\/quanto-costa-limmortalita-letteraria\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1023,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[38922,7500,7532,247],"tags":[54536,54544,54549,35848,36392,54542,54545,54550,43745,54543,54535,54548,54540,38948,54551,54539,43782,54546,35993,54547,54537,54538],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/536"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1023"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=536"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/536\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":545,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/536\/revisions\/545"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=536"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=536"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=536"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}