{"id":565,"date":"2014-12-10T08:00:54","date_gmt":"2014-12-10T07:00:54","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=565"},"modified":"2014-12-09T19:17:16","modified_gmt":"2014-12-09T18:17:16","slug":"la-principessa-di-cleves-antidoto-ai-reality","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2014\/12\/10\/la-principessa-di-cleves-antidoto-ai-reality\/","title":{"rendered":"La Principessa di Cl\u00e8ves antidoto ai reality"},"content":{"rendered":"<p><em>La principessa di Cl\u00e8ves<\/em> \u00e8 uno di quei romanzi che possono insegnarci molto sull\u2019amore. Non, beninteso, su cosa sia il sentimento amoroso o su come si presenti e su quali ne siano gli effetti e le cause. Bens\u00ec ci dice molto su come si possa raccontare. Sulle parole dell\u2019amore, insomma, <strong>Madame de la Fayette<\/strong> (1634-1693) sembra una vera autorit\u00e0. E ci stupisce anche. O, almeno, ha stupito a lungo gli storici della letteratura perch\u00e9 Madame de la Fayette non aveva molti esempi su cui rafforzare il suo talento. Eccezion fatta ovviamente per la lettura di <strong>Shakespeare<\/strong> e per l\u2019amicizia e la frequentazione di <strong>Jean Racine<\/strong> e di <strong>Francois de la Rochefoucauld<\/strong>. Sono proprio le parole usate dall\u2019autrice a ricamare, infatti, l\u2019immagine perfetta dell\u2019amore impossibile e della fedelt\u00e0 coniugale. Un amore sublimato, quello della moglie del principe di Cl\u00e8ves, perch\u00e9\u00a0 impossibile dal momento che rivolto a un uomo che non era suo marito.<\/p>\n<p>La trama di questo romanzo d\u2019amore (ora ripubblicato da <strong>Neri Pozza<\/strong>) \u00e8 pi\u00f9 che semplice. C\u2019\u00e8 una donna, una bella donna. C\u2019\u00e8 un ottimo \u201cpartito\u201d, nientemeno un principe, che viene sedotto dalla sua bellezza e da tutte quelle grazie, riunite in una sola persona, capaci di spiccare all\u2019interno di un ambiente gi\u00e0 di per s\u00e9 abbagliante come quello della corte di<strong> Enrico II di Valois<\/strong> (re di Francia dal 1547 al 1559). I due si sposano salvo poi scoprire di essere innamorati di altre persone. Non c\u2019\u00e8 di che farne una tragedia. A quel tempo, come al tempo in cui \u00e8 vissuta Madame de la Fayette (un secolo dopo, sotto il regno di <strong>Luigi XIV<\/strong>), tradire il principio di fedelt\u00e0 matrimoniale era la regola.<\/p>\n<p>L\u2019originalit\u00e0 di questo romanzo, per\u00f2, e \u2013 conseguentemente \u2013 dell\u2019eroina che il romanzo immortala, \u00e8 che questa non si piega ai sentimenti e alla passione. La giovane principessa di Cl\u00e8ves sa leggere bene il suo cuore e sa che questi \u00e8 \u201cpreda\u201d di un altro uomo (l\u2019affascinante duca di Nemours, secondo le fonti del tempo amante nientemeno che della regina <strong>Elisabetta d\u2019Inghilterra<\/strong>). Per\u00f2 non si arrende al costume e resta avvinghiata al valore della fedelt\u00e0 coniugale, consumandosi e struggendosi sia per un amore praticamente impossibile sia per le ferite provocate all\u2019orgoglio del marito.<\/p>\n<p>Nella sua bella introduzione all\u2019edizione Neri Pozza <strong>Isabella Mattazzi\u00a0<\/strong> spiega con sensibilit\u00e0 e intelligenza le qualit\u00e0 di questo testo. Qualit\u00e0 che durano ancor oggi, nonostante tutto. Eppure a leggerlo si rimane perplessi. Non perch\u00e9 non sia un grande testo letterario (in definitiva lo \u00e8 senz\u2019altro), ma perch\u00e9 \u2013 secondo quanto riportato dalla Mattazzi \u2013 \u00e8 possibile ancora oggi farsi prendere da questa retorica dell\u2019amore assoluto ma impossibile.<\/p>\n<p>A pensarci bene, forse, un motivo per leggere e far leggere oggi il capolavoro di Madame de la Fayette c\u2019\u00e8. La protagonista prima ancora che stretta dal rigore dei suoi principi \u00e8 costretta nella gabbia delle convenienze e dell\u2019etichetta di corte. E si muove, quindi, con una circospezione degna del pi\u00f9 navigato degli ambasciatori. La dote che qui viene esaltata, prima ancora che quella dell\u2019intelligenza o della sensibilit\u00e0, \u00e8 quella della dissimulazione. Non si sbandierano i sentimenti e i moti dell\u2019animo. Tutto si dissimula e si maschera. Sfruttando non soltanto il rigore del comportamento ma anche la retorica di una lingua, il francese volteriano, particolarmente adatto allo scopo.<\/p>\n<p>La Mattazzi nella sua prefazione ricorda di aver potuto ammirare\u00a0 il documentario girato pochi anni fa da <strong>Regis Sauder<\/strong> in un liceo della periferia di Marsiglia, dove in una classe veniva effettuato un laboratorio di recitazione a partire proprio dal testo di Madame de la Fayette. \u201cI ragazzi \u2013 ricorda la Mattazzi \u2013 hanno iniziato a farsi loro stessi <em>testo<\/em>, intrecciando alla passione tra Madame de Cl\u00e8ves e il duca di Nemours le loro storie di diciassettenni alle prese con l\u2019amore, il conformismo, la lealt\u00e0, il tradimento\u201d.<\/p>\n<p>Per\u00f2 questo gruppo sociale e questa generazione \u00e8 pi\u00f9 avvezza, solitamente, a riconoscersi nei protagonisti dei <em>reality<\/em>. Quei programmi dove le regole del romanzo di Madame de la Fayette vengono letteralmente ribaltate. Dove, insomma, l\u2019io deve essere sbandierato in tutte le sue debolezze; dove i sentimenti sono tutt\u2019altro che nascosti e le emozioni tutt\u2019altro che dissimulate; tutto si fa e tutto si mostra senza pudore e senza alcun freno. Dove lo spettacolo si ottiene proprio dall\u2019eccesso di ogni cosa: dall\u2019eccesso di spudoratezza, di ignoranza, di spavalderia e di anticonformismo (quest\u2019ultimo, portato all\u2019eccesso, ovviamente diventa puro conformismo). Nella societ\u00e0 dello spettacolo di oggi si finisce quindi per essere soltanto animali da palcoscenico (nel senso deteriore del termine). Dove gli animali non hanno che istinto. Con la ragione ridotta ai minimi termini.<\/p>\n<p>In questo senso forse l\u2019operazione del liceo marsigliese \u00e8 non solo coraggiosa ma anche necessaria. Leggere oggi <em>La principessa di Cl\u00e8ves<\/em> potrebbe essere non soltanto utile ma addirittura necessario. Essendo un testo che pu\u00f2 insegnare ai ragazzi come imbrigliare i sentimenti entro un linguaggio rigoroso e attento, lucido ed elaborato. Perch\u00e9 ogni sfumatura dell\u2019emozione amorosa possa avere il suo aggettivo e perch\u00e9 ogni conseguenza dell\u2019amore possa essere presa in considerazione. Non esclusa quella della sua impossibilit\u00e0, com\u2019\u00e8 stato il caso della virtuosa eroina di questo \u201cmodernissimo\u201d romanzo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La principessa di Cl\u00e8ves \u00e8 uno di quei romanzi che possono insegnarci molto sull\u2019amore. Non, beninteso, su cosa sia il sentimento amoroso o su come si presenti e su quali ne siano gli effetti e le cause. Bens\u00ec ci dice molto su come si possa raccontare. 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