{"id":577,"date":"2015-01-18T08:00:16","date_gmt":"2015-01-18T07:00:16","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=577"},"modified":"2015-01-19T14:27:04","modified_gmt":"2015-01-19T13:27:04","slug":"lanno-sabbatico-secondo-chesterton","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2015\/01\/18\/lanno-sabbatico-secondo-chesterton\/","title":{"rendered":"L&#8217;anno sabbatico secondo Chesterton"},"content":{"rendered":"<p>Nei paesi anglosassoni (ma non solo l\u00ec) resiste una solida tradizione. I ragazzi usciti dalla scuola o dall\u2019universit\u00e0 si concedono il cosiddetto \u201canno sabbatico\u201d prima di tuffarsi nella vita reale: fatta di impegno, lavoro e responsabilit\u00e0. I pi\u00f9 facoltosi acquistano un biglietto aereo per fare il giro del mondo. Altri si accontentano di passare questo lungo intervallo di tempo in qualche paese esotico oppure nel cuore della vecchia Europa. Altri, i pi\u00f9 ma a anche i meno fortunati economicamente, si industriano nel fare lavoretti stagionali per avere almeno la possibilit\u00e0 di fare sei o quattro mesi fuori dai confini nazionali.<\/p>\n<p>Gli osservatori illuminati plaudono a questa iniziativa. Serve, dicono, per aprire la mente, per fare nuove esperienze e per immagazzinare un sufficiente bagaglio di emozioni e ricordi da riscaldare anche i periodi pi\u00f9 opachi della routine che li attende.<\/p>\n<p>Leggendo, anzi rileggendo, uno dei testi pi\u00f9 brillanti e acuti di <strong>Gilbert Keith Chesterton<\/strong> \u00e8 proprio questa \u201csana abitudine\u201d che mi \u00e8 venuta in mente. Il libro in questione \u00e8 <em>Le avventure di un uomo vivo <\/em>(<strong>Mondadori<\/strong>). Chesterton l\u2019ha scritto nel 1912. E di certo allora questo vezzo dell\u2019anno sabbatico non era ancora diventato una tradizione. Eppure il testo del celebre scrittore inglese pu\u00f2 essere in qualche modo visto come un manifesto pionieristico di questa abitudine. In buona sostanza lo scrittore inglese confeziona un brillante testo umoristico (molto adatto anche alla trasposizione teatrale) nel quale riversare alcuni dei suoi pi\u00f9 radicati convincimenti. Primi fra tutti ovviamente l\u2019ottimismo e l\u2019amore per la vita. In tempi in cui ancora andava forte il nichilismo e le ideologie materialiste, Chesterton ci ricorda che l\u2019uomo comune per sentirsi vivo deve capire che il miracolo pi\u00f9 autentico \u00e8 la vita quotidiana.<\/p>\n<p><strong>Innocenzo Smith<\/strong> compare quasi all\u2019inizio del racconto come un personaggio al limite della pazzia. Almeno secondo i canoni conformistici degli ospiti di Casa Beacon, la pensione che si erge nella parte pi\u00f9 alta di Hampestead dominando tutta la valle del Tamigi e che fa da cornice al racconto. La dimora \u00e8 gestita dalla signora Duke e i suoi ospiti un bel giorno vedono arrivare uno strano tipo. Arriva correndo con estrema agilit\u00e0 (nonostante l\u2019evidente sovrappeso) e porta lo scompiglio nella ristretta comunit\u00e0 di Casa Beacon. Salta sui muri, tira pistolettate sui cappelli degli amici, sale sugli alberi ed entra nelle case buttandosi gi\u00f9 dai caminetti. E soprattutto cambia le prospettive delle persone con i suoi paradossi disarmanti. Gli ospiti della casa lo mettono alla sbarra. Si dividono in pubblica accusa (che lo vuole quantomeno in un manicomio per i tentativi di omicidio, per furto e per bigamia) e in difesa (che lo vuole semplicemente libero come ogni <em>manalive<\/em> deve essere). E le sue avventure e i suoi pensieri (sarebbe pi\u00f9 giusto dire i suoi insegnamenti) vengono raccontati dai vari testimoni chiamati in causa dai giudici di Casa Beacon.<\/p>\n<p>Alla fine si scopre che i tentativi di omicidio erano l\u2019esatto opposto: vale a dire modi alquanto inusuali di far amare la vita a chi era caduto nelle maglie del nichilismo, mentre le accuse di furto e bigamia cadono quando si scopre che aveva semplicemente corteggiato sempre la stessa donna, cio\u00e8 sua moglie. Per ritornare dalla quale aveva fatto il giro del mondo. E solo dopo un lungo peregrinare \u00e8 potuto tornare in una casa e da una donna che apparivano nuove soltanto perch\u00e9 il nostro Innocenzo Smith era riuscito a riconquistare quello sguardo vergine e ingenuo sulle cose, proprio dell\u2019infanzia.<\/p>\n<p>Ecco la descrizione che dello stesso Innocenzo Smith fa un suo compagno di college: \u201cSmith, quant\u2019\u00e8 possibile all\u2019umana psicologia, era realmente innocente. Aveva la sensualit\u00e0 dell\u2019innocenza; amava la glutinosit\u00e0 della gomma e tagliava un legno dolce con la stessa golosit\u00e0 con la quale avrebbe tagliato una torta. Per lui il vino non era una cosa equivoca da proibirgli, o contro la quale metterlo in guardia: era uno sciroppo dai colori attraenti, quale veggono i bambini nelle mostre delle botteghe. Parlava con superiorit\u00e0, mettendosi sotto gamba la situazione sociale, ma non si dava punto le arie da superuomo della commedia moderna. Invece dimenticava se stesso, come un bambino a una festa. Aveva fatto una specie di salto dall\u2019infanzia alla virilit\u00e0 senza conoscere quella crisi di giovent\u00f9 nella quale la maggior parte degli uomini diventan vecchi\u201d.<\/p>\n<p>Questo romanzo-processo, che ci conduce alla conoscenza piena della vita e del pensiero di Chesterton, alias Innocenzo Smith, viene confezionato con il caratteristico humour britannico e con la leggerezza propria degli scrittori di vaglia. Magari qualcuno pu\u00f2 storcere il naso perch\u00e9, in fondo, si tratta di un romanzo ampiamente a tema, vale a dire un testo fortemente ideologico. Ma se di ideologia si tratta \u00e8 quell\u2019idea forte che ci fa amare la vita e ci fa ringraziare ogni giorno la buona sorte di averci messo di fronte cose meravigliose e \u201cinusuali\u201d come solo le cose (e le situazioni) comuni sanno essere a chi non smette di guardare il mondo attraverso gli occhi di un bambino.<\/p>\n<p>Gli stessi occhi che sicuramente hanno tutti quei laureati che, nonostante il loro fresco bagaglio accademico, sanno guardare l\u2019altro e il diverso da s\u00e9 per capire fin dal primo istante tutta la meraviglia.<\/p>\n<p>Ecco che qui si offre quindi una quarta strada possibile. Oltre al biglietto aereo per il giro del mondo (per i ricchi), oltre al giro in treno e magari in un \u201craggio\u201d pi\u00f9 ristretto (per i meno ricchi), oltre alla riduzione drastica della stagione sabbatica a vantaggio di un periodo dedicato a lavoretti per racimolare il denaro sufficiente per partire (per i meno abbienti), ecco la quarta ipotesi: acquistare e leggere attentamente <em>Le avventure di un uomo vivo<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nei paesi anglosassoni (ma non solo l\u00ec) resiste una solida tradizione. I ragazzi usciti dalla scuola o dall\u2019universit\u00e0 si concedono il cosiddetto \u201canno sabbatico\u201d prima di tuffarsi nella vita reale: fatta di impegno, lavoro e responsabilit\u00e0. I pi\u00f9 facoltosi acquistano un biglietto aereo per fare il giro del mondo. Altri si accontentano di passare questo lungo intervallo di tempo in qualche paese esotico oppure nel cuore della vecchia Europa. Altri, i pi\u00f9 ma a anche i meno fortunati economicamente, si industriano nel fare lavoretti stagionali per avere almeno la possibilit\u00e0 di fare sei o quattro mesi fuori dai confini nazionali. 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