{"id":612,"date":"2015-04-12T08:46:57","date_gmt":"2015-04-12T06:46:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=612"},"modified":"2015-04-12T15:29:11","modified_gmt":"2015-04-12T13:29:11","slug":"la-cultura-e-soltanto-un-paradosso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2015\/04\/12\/la-cultura-e-soltanto-un-paradosso\/","title":{"rendered":"La cultura? E&#8217; soltanto un paradosso"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/files\/2015\/05\/sorpasso.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-615\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/files\/2015\/05\/sorpasso-150x150.jpg\" alt=\"sorpasso\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Rileggendo i testi che compongono <em>Sull\u2019ignoranza delle persone colte e altri saggi<\/em> di <strong>William Hazlitt <\/strong>(ora ripubblicato da <strong>Fazi<\/strong>) mi \u00e8 venuta in mente una scena del film <em>Il sorpasso<\/em> di <strong>Dino Risi<\/strong>.<br \/>\nSulla pellicola c\u2019\u00e8 poco da dire. Si tratta di un classico (quasi suo malgrado), un capolavoro mi verrebbe da aggiungere, che come pochi film ha saputo raccontare l\u2019Italia qual era (nel \u201962) e quale sarebbe divenuta poi. Questo road movie ha due protagonisti: <strong>Vittorio Gassman<\/strong> e <strong>Jean Louis Trintignant<\/strong>. Il primo (alias <strong>Bruno Cortona<\/strong>) \u00e8 un arrampicatore sociale, privo di scrupoli, corrivo, cialtrone e fantasioso. Il secondo (<strong>Roberto Mariani<\/strong>) sembra quasi impersonare l\u2019essenza dell\u2019antitaliano, cos\u00ec ligio alle regole, cos\u00ec timoroso e soprattutto cos\u00ec studioso. Campione di una borghesia ormai in via di estinzione. I due partono da Roma per un viaggio agostano fuori programma. A un certo punto fanno sosta nel Grossetano. Vanno a trovare alcuni parenti di Mariani. E quando si ritrovano tutti in salotto Cortona si accorge che il figlio del padrone somiglia in modo impressionante al fattore. Considerazione banale e spicciola, cui seguono ammiccamenti volgari e risate, che lasciano il povero studente di legge (Mariani) confuso e disorientato. I suoi studi, i tanti libri letti, lo avevano isolato dai fenomeni pi\u00f9 cogenti della realt\u00e0 che lo circonda. Quasi ad anestetizzarlo nei confronti della vita. Mentre Cortona che ha avuto come scuola soltanto la strada sa leggere i volti degli uomini e le alchimie pi\u00f9 segrete della \u201cbestia\u201d umana.<br \/>\nSe William Hazlitt (1778-1830) avesse avuto l\u2019opportunit\u00e0 di ammirare il lavoro di Risi sicuramente avrebbe applaudito l\u2019intuizione del regista. Nel suo testo pi\u00f9 famoso, se non altro per il paradosso del titolo, c\u2019\u00e8 in nuce tutta la scenetta recitata da Gassman\/Cortona e Trintignant\/Mariani.<br \/>\n\u201cL\u2019istruzione \u00e8 la conoscenza di quello che solo le persone istruite conoscono \u2013 scrive nel saggio <em>Sull\u2019ignoranza delle persone colte<\/em> \u2013 .Il pi\u00f9 istruito di tutti \u00e8 colui che conosce al meglio tutto ci\u00f2 che vi \u00e8 di pi\u00f9 lontano dalla vita quotidiana, dall\u2019osservazione immediata, che non \u00e8 di alcuna utilit\u00e0 pratica\u201d. Lui, Hazlitt, era indubbiamente una persona colta. Istruita, per l\u2019appunto. E forse viveva questa sua condizione come un handicap. Sempre a corto di denaro, incapace di una relazione stabile (due matrimoni falliti alle spalle), si era gettato nella pubblicistica non solo per dare un senso alla propria istruzione ma anche per provare a incidere concretamente sulla societ\u00e0 con una memorialistica e una saggistica che oggi definiremmo \u201cmilitante\u201d ma che all\u2019epoca era soltanto<em> \u00e0 la mani\u00e8re de<\/em> <strong>Montaigne<\/strong>.<br \/>\nI saggi qui raccolti compongono in sintesi il pensiero e la poetica di Hazlitt. Campione del buon senso comune, lo scrittore inglese era un individualista convinto (tanto indipendente nel suo modo di pensare e tanto libero da pregiudizi e preconcetti da dichiararsi fanatico difensore di<strong> Napoleone<\/strong> anche dopo il disastro di <strong>Waterloo<\/strong>). Le sue idee, per\u00f2, non erano immuni da contraddizioni e paradossi. Per il polemista britannico, ad esempio, la gente comune (il popolo) \u00e8 s\u00ec depositaria della somma virt\u00f9 del senso comune ma anche intrisa di preconcetti e bigottismo. Tant\u2019\u00e8 vero che un fine psicanalista avrebbe buon gioco ad analizzare i suoi testi come frutto di un irrisolto groviglio esistenziale. Ha buon agio, Hazlitt, di ripetere a ogni pagina che non si fa esperienza di vita dai libri e che la vera cultura \u00e8 nell\u2019attivit\u00e0 pratica, per\u00f2 continua a ripetere lo stesso discorso condendolo ogni volta con citazioni le pi\u00f9 colte e le pi\u00f9 varie (dalla <em>Bibbia<\/em>, da <strong>Shakespeare<\/strong> ovviamente, ma anche dai poeti suoi contemporanei come dai filosofi).<br \/>\nIl paradosso di Hazlitt \u00e8 tutto l\u00ec. Vorrebbe uscire dalla torre d\u2019avorio per vivere, ma non rinuncia ai libri e alla cultura letteraria. In ogni momento della sua vita si sente al sicuro solo se accompagnato da libri, riviste e giornali. Ha bisogno della parola scritta, che alla fine costituisce per cos\u00ec dire una seconda pelle. Quasi come i giovani di oggi che sembrano avere bisogno dei <em>social network<\/em> per sentirsi vivi, quando invece \u00e8 proprio l\u2019uso di internet e dei vari <em>devices<\/em> elettronici ad allontanarli da un contatto autentico con la vita e con le persone.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Rileggendo i testi che compongono Sull\u2019ignoranza delle persone colte e altri saggi di William Hazlitt (ora ripubblicato da Fazi) mi \u00e8 venuta in mente una scena del film Il sorpasso di Dino Risi. Sulla pellicola c\u2019\u00e8 poco da dire. Si tratta di un classico (quasi suo malgrado), un capolavoro mi verrebbe da aggiungere, che come pochi film ha saputo raccontare l\u2019Italia qual era (nel \u201962) e quale sarebbe divenuta poi. Questo road movie ha due protagonisti: Vittorio Gassman e Jean Louis Trintignant. 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