{"id":618,"date":"2015-04-22T08:10:16","date_gmt":"2015-04-22T06:10:16","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=618"},"modified":"2015-04-21T20:20:46","modified_gmt":"2015-04-21T18:20:46","slug":"gli-snob-sono-andati-al-bar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2015\/04\/22\/gli-snob-sono-andati-al-bar\/","title":{"rendered":"Gli snob sono andati al bar"},"content":{"rendered":"<p>Partiamo subito dalla notizia: il gestore di un bar di <strong>Viareggio<\/strong> ha deciso di rinunciare alle slot machine e al loro posto ha piazzato un paio di piccole librerie. L\u2019idea di per s\u00e9 \u00e8 degna di plauso. Ma fino a un certo punto. E\u2019 vero che \u00e8 dai piccoli gesti individuali che si pu\u00f2 creare un movimento virtuoso, ed \u00e8 altrettanto vero che, stando a una ricerca effettuata l\u2019anno passato da Sistema Gioco Italia e citata nell\u2019articolo de <strong>IlLibraio.it<\/strong> sul bar di Viareggio, sono 790mila gli italiani a rischio ludopatia. Per\u00f2 il trionfalismo con cui il web (in generale) e i social network (in particolare) hanno accolto la notizia lascia perplessi. D\u2019altronde \u2013 come ha spiegato la stessa proprietaria del <strong>Why not caf\u00e8<\/strong> (lato nord del lungomare viareggino) \u2013 le stesse slot poi ritirate dai proprietari da tempo non venivano frequentate abbastanza dagli avventori per creare profitto alla <strong>Sisal<\/strong>.<br \/>\nSui social network per\u00f2 l\u2019accento \u00e8 stato spostato non sui rischi legati dalla dipendenza alle macchinette mangia-soldi bens\u00ec sulla possibilit\u00e0 che anche un piccolo bar pu\u00f2 diventare volano di cultura e addirittura strumento di diffusione della \u201cnobile\u201d pratica della lettura. D\u2019altronde siamo a ridosso delle tante celebrazioni e manifestazioni per la <strong>Giornata mondiale del libro<\/strong> (23 aprile) e tutti si prodigano nel nobile gesto di essere sponsor e testimonial della lettura. Quasi una sorta di pubblicit\u00e0 progresso diffusa negli stessi commenti e post degli internauti (soprattutto di coloro che con i libri in un modo o nell\u2019altro ci campano).<br \/>\nA nessuno, per\u00f2, \u00e8 venuto in mente che i bar da noi (come i pub in Inghilterra o i caf\u00e8 transalpini) sono vivaci specchi della societ\u00e0, luoghi dove si pu\u00f2 tastare concretamente il polso su umori, bisogni e speranze collettive. E soprattutto sono ritrovi dove si discute: e tanto anche. Ma difficilmente si discute di libri. Quasi sempre di calcio, spesso di donne, tanto anche di salute e di problemi legati alla difficolt\u00e0 congiunturale. E poi di televisione e talvolta di cinema e di vacanze.<br \/>\nMa mai di libri. E non perch\u00e9 siano luoghi poco frequentati dalle persone colte (o meglio dai \u201clettori forti\u201d, definizione sociologica quanto mai azzardata). Piuttosto perch\u00e9 di libri non parla nessuno. E per un motivo fin troppo banale: \u00e8 sempre difficile trovare qualcuno che abbia letto il tuo stesso libro. Pi\u00f9 facile trovare chi ha visto il giorno prima la partita di Champions in tv, o lo sceneggiato o il talent \u201cdi cui tutti parlano\u201d. O magari \u00e8 appena tornato da una localit\u00e0 (rigorosamente presente nei circuiti del turismo di massa) dove avevi giustappunto intenzione di andare. O che ha comunque dato uno sguardo veloce alle prime pagine dei giornali e quindi \u00e8 in grado di commentare i fatti del giorno con disinvolta autorevolezza. Per\u00f2 non incapper\u00e0 praticamente mai in chi ha appena letto il suo stesso libro. E questo anche perch\u00e9 se un lettore forte vuole proprio trovare qualcuno con cui parlare di libri deve limitarsi a leggere i cosiddetti blockbuster dell\u2019editoria: da <strong>Fabio Volo<\/strong> a <strong>Federico Moccia<\/strong>, da <strong>Coehlo<\/strong> a <strong>Dan Brown<\/strong>. E non pu\u00f2 scartare da questa linea di condotta. Ma il lettore forte \u00e8, per indole e per formazione, una persona curiosa: legger\u00e0 le novit\u00e0, senz\u2019altro, tornando di tanto in tanto su qualche classico, ritrover\u00e0 titoli fuori mercato semplicemente perch\u00e9 citati da qualche interessante articolo su settimanali o terze pagine, seguir\u00e0 il consiglio di un amico su un esordiente da non sottovalutare\u2026. ma difficilmente scoprir\u00e0 che una delle persone che sono intorno a lui ha \u2013 per pura coincidenza \u2013 fatto le stesse scelte e soprattutto nel medesimo momento. Ovviamente le mie considerazioni valgono fin tanto che i cosiddetti lettori forti non debbano leggere per motivi professionali. In quel caso ovviamente avranno modo di discutere delle proprie letture con tanti colleghi (anche loro costretti alle stesse letture negli stessi periodi). Ma gli avventori ordinari dei bar hanno tutt\u2019altro stile di vita e una libreria in pi\u00f9 nei loro locali di riferimento non cambier\u00e0 di certo la loro formazione culturale. Con buona pace degli snob che si sono messi a frequentare con assiduit\u00e0 i social network.<\/p>\n<p>ps<br \/>\nPersonalmente non mi \u00e8 mai capitato di discutere al bar di un libro (se non per motivi professionali ovviamente). Una sola volta un\u2019amica mi ha chiesto un giudizio sul <em>Cardellino<\/em> di <strong>Donna Tartt<\/strong> (<strong>Rizzoli<\/strong>). Purtroppo non l\u2019avevo letto. Nonostante il successo ottenuto anche da noi, avevo preferito dirottare la mia curiosit\u00e0 sul primo titolo della Tartt (<em>Dio di illusioni<\/em>) che la Rizzoli, proprio per la fortuna registrata dal <em>Cardellino<\/em> ha ristampato prontamente. Quindi il paradosso \u00e8 che la curiosit\u00e0, che solitamente aiuta la conversazione, mi ha impedito in quel caso di chiacchierare di libri al bar.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Partiamo subito dalla notizia: il gestore di un bar di Viareggio ha deciso di rinunciare alle slot machine e al loro posto ha piazzato un paio di piccole librerie. L\u2019idea di per s\u00e9 \u00e8 degna di plauso. Ma fino a un certo punto. E\u2019 vero che \u00e8 dai piccoli gesti individuali che si pu\u00f2 creare un movimento virtuoso, ed \u00e8 altrettanto vero che, stando a una ricerca effettuata l\u2019anno passato da Sistema Gioco Italia e citata nell\u2019articolo de IlLibraio.it sul bar di Viareggio, sono 790mila gli italiani a rischio ludopatia. 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