{"id":622,"date":"2015-05-17T08:35:57","date_gmt":"2015-05-17T06:35:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=622"},"modified":"2015-05-17T16:56:27","modified_gmt":"2015-05-17T14:56:27","slug":"gli-inglesi-secondo-henry-james","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2015\/05\/17\/gli-inglesi-secondo-henry-james\/","title":{"rendered":"Gli inglesi secondo Henry James"},"content":{"rendered":"<p>Un piccolo capolavoro. Un\u2019utile lettura. Una divertente divagazione. <em>Indignazione<\/em> di <strong>Henry James<\/strong> (1843-1916) \u00e8 tutto questo. E molto altro ancora. E, a parer nostro, anche un bel ritratto dell\u2019Inghilterra d\u2019inizio Novecento. Il romanzo \u00e8 tornato nelle nostre librerie grazie al ripescaggio di <strong>Fazi<\/strong> che ne ha affidato la traduzione al talentuoso <strong>Maurizio Bartocci<\/strong>. James lo ha scritto nel 1911. Ed \u00e8, tra l\u2019altro, l\u2019ultimo lavoro pubblicato in vita.<\/p>\n<p>Il titolo originario (<em>The outcry<\/em>) qui viene tradotto forzando il significato. Da \u201cscalpore\u201d, \u201cgrido\u201d, \u201cprotesta\u201d si passa a \u201cindignazione\u201d (lo stesso titolo di uno dei capolavori riconosciuti di un altro scrittore americano: <strong>Philip Roth<\/strong>), cosa che potrebbe cos\u00ec confondere le idee ai frequentatori pi\u00f9 distratti delle librerie. Il grido, la protesta, ma anche l\u2019indignazione sono i sentimenti provati dall\u2019opinione pubblica inglese stanca di vedere le gallerie private, le piccole ma ricchissime pinacoteche nobiliari letteralmente saccheggiate da ricchi magnati americani, avidi di trofei \u201cartistici\u201d da mettere in mostra nelle proprie magioni al di l\u00e0 dell\u2019oceano. Uno sport, questo, per il quale gli americani evidentemente erano disposti a sborsare grosse cifre senza batter ciglio.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio quello che fa, o meglio che vorrebbe fare uno dei protagonisti di <em>Indignazione<\/em>. L\u2019americano <strong>Breckenridge Bender<\/strong> \u00e8 in visita nella dimora nobiliare di campagna di <strong>Lord Theign<\/strong> (Dedborough) dove scopre alcuni ritratti che potrebbero arricchire i salotti di casa sua. D\u2019altronde sa bene che il povero (si fa per dire) Lord Theign ha due figlie ancora da maritare e pochi soldi nei forzieri. Inoltre una delle due figlie \u00e8 conosciuta nella buona societ\u00e0 soprattutto per la sua passione del gioco d\u2019azzardo (dove \u00e8 abituata a perdere ingenti fortune).<\/p>\n<p>Lord Theign non avrebbe alcun problema a sbarazzarsi di alcuni dei suoi quadri se non fosse che l\u2019altra figlia (<strong>lady Grace<\/strong>) ha una tresca con un giovane esperto d\u2019arte. Questi (<strong>Hugh Crimble<\/strong>) non solo \u00e8 esperto d\u2019arte vittoriana e rinascimentale, ma anche un appassionato sostenitore della causa britannica. Armato delle pi\u00f9 buone intenzioni con lady Grace, il giovane non rinuncia a sposare la causa di quella corrente di pensiero che vorrebbe conservare il patrimonio artistico della nobilt\u00e0 inglese entro i confini nazionali. I due, lord Theign e Hugh Crimble, quindi, vivono dolorosi conflitti interiori. E cercano di salvare faccia e dignit\u00e0 cercando di conciliare i moti del cuore e le esigenze del caso.<\/p>\n<p>James mostra in quest\u2019occasione non solo il suo talento di scrittore (basti pensare che uno dei protagonisti del romanzo, <strong>lady Imber<\/strong>, pur estremamente importante nell\u2019economia del racconto, non compare mai in scena), l\u2019eleganza del suo dettato (fedelmente riprodotta dalla traduzione proposta da Fazi) ma anche di aver assimilato fino in fondo la sua lezione di cultura inglese. Lo scrittore americano (di origine, per\u00f2, irlandese) ha oltrepassato l\u2019oceano e scelto di vivere nella vecchia Inghilterra. Scelta che condiziona, e non poco, il suo lavoro di scrittore. Fortemente influenzato dalla cultura del Vecchio Continente, qui James offre un felice confronto tra i due poli opposti di questa contesa: da una parte il nuovo mondo, i suoi campioni, la sua corriva spontaneit\u00e0, la superficialit\u00e0 e arroganza con cui si veste; dall\u2019altra il vecchio mondo (la vecchia Inghilterra), con le sue debolezze, le sue incertezze, la sua nobilt\u00e0 decaduta, ma anche la raffinatezza del suo <em>modus operandi<\/em> e della sua cultura.<\/p>\n<p>Un paio di esempi per rendere la maestria dell\u2019autore di <em>Giro di vite<\/em> e <em>Ritratto di Signora<\/em> in quello che ovviamente \u00e8 apparso al pubblico inglese dell\u2019epoca come il suo ultimo capolavoro.<\/p>\n<ul>\n<li>Ecco come l\u2019autore descrive il magnate americano al suo ingresso nella magione di Lord Theign: <em>\u201cMr Bender superava il metro e ottanta e aveva l\u2019aria di chi ha ricevuto ogni privilegio direttamente dalle mani della sorte. Robusto, forte, rilassato, brillava di una sorta di purezza radiosa, di una sicurezza e di un equilibrio naturali, bene armati e ben equipaggiati\u2026 Questi aspetti avrebbero potuto dare di lui, della sua vita e del suo carattere un\u2019immagine ammirevole, addirittura perfetta, se questa non si fosse infranta su un importante particolare. La fortuna, la felicit\u00e0, la natura\u2026 aveva semplicemente ignorato o trascurato il largo viso accuratamente rasato, che non pareva tanto sommariamente abbozzato quanto non raffinato, non formato non rifinito, n\u00e9 compiuto in alcun modo\u201d<\/em><\/li>\n<li>Ed ecco qui invece una dei pi\u00f9 significativi sfoghi di Lord Theign: <em>\u201cOh, i piaceri non desiderati sono come le relazioni non cercate: una vera noia!<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>Poche righe che sintetizzano con felicissime pennellate due mondi cos\u00ec lontani. Separati da un oceano ma uniti da una lingua. La lingua di Henry James, appunto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un piccolo capolavoro. Un\u2019utile lettura. Una divertente divagazione. Indignazione di Henry James (1843-1916) \u00e8 tutto questo. E molto altro ancora. E, a parer nostro, anche un bel ritratto dell\u2019Inghilterra d\u2019inizio Novecento. Il romanzo \u00e8 tornato nelle nostre librerie grazie al ripescaggio di Fazi che ne ha affidato la traduzione al talentuoso Maurizio Bartocci. James lo ha scritto nel 1911. Ed \u00e8, tra l\u2019altro, l\u2019ultimo lavoro pubblicato in vita. Il titolo originario (The outcry) qui viene tradotto forzando il significato. Da \u201cscalpore\u201d, \u201cgrido\u201d, \u201cprotesta\u201d si passa a \u201cindignazione\u201d (lo stesso titolo di uno dei capolavori riconosciuti di un altro scrittore americano: [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2015\/05\/17\/gli-inglesi-secondo-henry-james\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1023,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[35863,7500,43802,35979],"tags":[71832,35875,38954,38955,71827,20617,71830,71829,71828],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/622"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1023"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=622"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/622\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":625,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/622\/revisions\/625"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=622"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=622"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=622"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}