{"id":634,"date":"2015-07-05T08:30:55","date_gmt":"2015-07-05T06:30:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=634"},"modified":"2015-07-17T14:40:58","modified_gmt":"2015-07-17T12:40:58","slug":"controcorrente-con-houellebecq-e-huysmans","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2015\/07\/05\/controcorrente-con-houellebecq-e-huysmans\/","title":{"rendered":"Controcorrente con Houellebecq e Huysmans"},"content":{"rendered":"<p>Il successo di un libro \u00e8 come un cane che si morde la coda. Tutti ne parlano perch\u00e9 tutti lo leggono. E cos\u00ec i lettori sono spinti a leggerlo per capire meglio ci\u00f2 di cui si parla e \u2013 magari \u2013 partecipare al dibattito. E cos\u00ec via, finch\u00e9 l\u2019abbrivio iniziale non si esaurisce e il nostro (libro di successo) svanisce progressivamente e lentamente dalla scena. Il successo di <em>Sottomissione<\/em> di <strong>Michel Houellebecq<\/strong> (da noi pubblicato da <strong>Bompiani<\/strong>) rientra in questa categoria. Ovviamente l\u2019eco mediatico suscitato dalla tragedia parigina dello scorso 7 gennaio ha fatto da volano per le vendite di Houellebecq, dal momento che il romanzo prefigura una Francia islamizzata. A questo punto la curiosit\u00e0 di leggerlo \u00e8 diventata tanta. In questi casi mi astengo, per\u00f2, dalla lettura del suddetto bestseller almeno per il tempo necessario affinch\u00e9 esca di scena. Magari lo metto nella pila dei volumi da leggere ma aspetto che il campo sia di nuovo sgombro. Se non altro per affidarmi a una lettura priva di condizionamenti.<br \/>\nOra \u00e8 venuto il momento e cos\u00ec l\u2019ho letto. Libro povero che racconta una storia poco probabile. Non perch\u00e9 non sia possibile che un professore universitario laico e dalla robusta tradizione progressista possa cambiare idea e convertirsi alla fede islamica al solo scopo di difendere la propria carriera universitaria. Bens\u00ec perch\u00e9 tutta la scena costruita della progressiva islamizzazione della Francia \u00e8 troppo immaginifica.<br \/>\nIl libro per\u00f2 ha alcuni sottotesti da tenere nella dovuta considerazione. Il pi\u00f9 importante \u00e8 il recupero di una grande figura della letteratura francese: <strong>Joris-Karl Huysmans<\/strong>. Da noi conosciuto principalmente per il romanzo <em>Controcorrente<\/em>. Il protagonista di <em>Sottomissione<\/em> ha dedicato tanti dei suoi saggi accademici alla rilettura di Huysmans e la sua lenta trasformazione corre di pari passo con la rivalutazione del pensiero dell\u2019autore di <em>Controcorrente<\/em>. Libro, questo, che si segnala peraltro quale pietra miliare della narrativa francese (ma non solo francese) per aver superato in un sol colpo il Naturalismo all\u2019epoca imperante. Siamo nel 1884. E gli storici della letteratura sono da sempre concordi nel ritenere che proprio l\u2019anno di pubblicazione di <em>Controcorrente<\/em> sia l\u2019anno di nascita del movimento decadentista europeo.<br \/>\nChiusa l\u2019ultima pagina di <em>Sottomissione<\/em> sono andato in libreria per verificare se era possibile per i tanti lettori di Houellebecq avvicinarsi a Huysmans. E in effetti di edizioni di <em>Controcorrente<\/em> ce ne sono tante. Segno che l\u2019editore, se sa far bene il suo mestiere, sa quando ritirare fuori un vecchio titolo. La pila di copie di <em>Controcorrente<\/em> non ha niente, infatti, da invidiare a quella di un robusto longseller.<br \/>\nLeggere <em>Controcorrente<\/em> (nel mio caso nella splendida edizione <strong>Oscar Mondadori<\/strong>\u00a0curata da\u00a0<strong>Fabrizio Ascari<\/strong>) non \u00e8 stata tuttavia una passeggiata. Diversamente dal libro di Houellebecq, Huysmans propone s\u00ec un testo controcorrente e sfida il lettore su diversi piani. Il suo \u00e8 un manifesto lucido ma al tempo stesso estremamente cerebrale e il romanzo (la storia della conversione del dandy Des Esseintes, impegnato dapprima a sconfiggere la Natura con l\u2019artificio e poi a cercare rifugio nella spiritualit\u00e0 cristiana) va avanti con un ritmo faticosamente sincopato.<br \/>\nForse la pi\u00f9 arguta sintesi di questo romanzo ce la offre <strong>Maupassant<\/strong> che lo definisce \u201cstoria di una nevrosi\u201d ancorch\u00e9 \u201copera stravagante e spassosissima\u201d, mentre la bocciatura pi\u00f9 impietosa venne all\u2019autore da uno dei campioni del cattolicesimo francese del tempo (<strong>Jules Barbey d\u2019Aurevilly<\/strong>) che parl\u00f2 di <em>Controcorrente<\/em> come della \u201cstoria di un\u2019anima in pena che racconta la sua incapacit\u00e0 di vivere, persino controcorrente!\u201d<br \/>\nIl libro, nonostante tutto, pu\u00f2 far parte della libreria in cui teniamo i classici, quei libri senza tempo capaci di sconfiggere le mode passeggere e i pregiudizi di pi\u00f9 generazioni di lettori. Non foss\u2019altro per quella sua impresa quasi titanica, ma alla fine vincente, di sconfiggere il Naturalismo, ricordandoci che la letteratura non deve copiare la realt\u00e0 semmai reinventarla. In questo senso \u00e8 lo stesso Huysmans a essere debitore di un altro campione della scena letteraria francese:\u00a0<strong>Edmond de Goncourt<\/strong>. Il quale non ne poteva pi\u00f9 di leggere sempre storie edificanti (ma comunque tristissime) di povera gente e ammoniva i \u201cnuovi scrittori\u201d a ritrarre se non altro esseri raffinati in contesti meno sobri.\u00a0In fondo non abbiamo bisogno della letteratura per deprimerci. Come ricorda lo stesso Huysmans: \u201cQuando ci penso su, mi accorgo che l\u2019unica ragion d\u2019essere della letteratura \u00e8 di salvare chi la fa dal disgusto della vita\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il successo di un libro \u00e8 come un cane che si morde la coda. Tutti ne parlano perch\u00e9 tutti lo leggono. 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