{"id":697,"date":"2015-12-11T08:45:36","date_gmt":"2015-12-11T07:45:36","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=697"},"modified":"2015-12-10T17:36:45","modified_gmt":"2015-12-10T16:36:45","slug":"perdersi-nel-deserto-per-seguire-mc-carthy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2015\/12\/11\/perdersi-nel-deserto-per-seguire-mc-carthy\/","title":{"rendered":"Perdersi nel deserto per seguire Mc Carthy"},"content":{"rendered":"<p>Pi\u00f9 simbolico e inquietante del monolite di \u00a0<em>2001, Odissea nello spazio<\/em>, la grande, gigantesca duna <strong>Amargosa<\/strong> da sola vale un posto importante nella letteratura contemporanea e &#8211; in genere &#8211; nel nostro immaginario post-moderno. E&#8217; una massa sabbiosa vasta quasi come la California. La sua altezza supera in alcuni punti anche le vette delle Montagne Rocciose. Un mostruoso gigante nato per abitare i peggiori incubi di chi gi\u00e0 vive l&#8217;ansia dei mutamenti climatici. L&#8217;ha creata una giovane scrittrice, <strong>Claire Vaye Watkins<\/strong>, che di zone desertiche se ne intende, visto che \u00e8 cresciuta sul limite (abitabile) della Death Valley. Questa duna \u00e8 la principale protagonista del suo primo romanzo uscito ora anche da noi grazie a <strong>Neri Pozza<\/strong> con il titolo <em>Deserto americano<\/em> (pp. 334, 18 euro, traduzione di <strong>Massimo Ortelio<\/strong>). La Watkins ci fa precipitare in un futuro non poi cos\u00ec lontano, dove una devastante siccit\u00e0 ha messo in ginocchio non solo l&#8217;economia e la societ\u00e0 californiana ma persino l&#8217;intramontabile \u00a0(finora) mito dell&#8217;Ovest. Insomma, in <em>Deserto americano<\/em> la <strong>California<\/strong> \u00e8 ormai un&#8217;arida landa desertica assediata appunto dalla sabbia bianca e accecante dell&#8217;Amargosa. Ed \u00e8 in questo contesto che due disperati (una ex fotomodella e un ex marine) cercano di sopravvivere. Luz e Ray si sono accampati in quello che un tempo era il <em>buen retiro<\/em> di una viziata ed eccentrica attrice, fuggita\u00a0all&#8217;Est come la gran parte dei californiani (ovvero tutti quelli che se lo potevano permettere). Il loro non \u00e8 solo un sodalizio amoroso, ma un vero gioco di squadra per la sopravvivenza, con lui intento a procacciarsi acqua e benzina e lei sempre a cacciare topi e scorpioni dalla villa della diva hollywoodiana. I due avrebbero probabilmente tergiversato a lungo (forse fatalmente a lungo) senza rispettare gli ordini di evacuazione della Guardia Nazionale se non fosse che sulla loro strada si sono imbattuti in una bimba di due anni, malnutrita e lamentosa, che proprio non ne vuole sapere di tornare in mezzo al gruppo di violenti sbandati da cui proviene, trovando le lunghe e lisce gambe di Luz ben pi\u00f9 invitanti.<\/p>\n<p>La Watkins ci regala quindi una storia di frontiera che \u00e8 anche un storia di un viaggio (lasciamo al lettore di scoprire se di salvazione o perdizione). Una storia toccante e visionaria che non pu\u00f2 non far venire in mente <em>La strada<\/em> di <strong>Corman Mc Carthy<\/strong>. Il futuro, in entrambi questi romanzi, \u00e8 un incubo insostenibile. Questa sorta di &#8220;sacra famiglia&#8221; rivisitata prova ad attraversare l&#8217;isolamento provocato dalla duna, cerca insomma di uscire dal deserto ma sulla sua strada incontra soltanto morte e disperazione e soprattutto la follia di piccole comunit\u00e0 di isolati che si perdono dietro improbabili teorie salvifiche pur di dare un senso al nulla che li assedia. Il bene e il male ridisegnano i propri confini laddove la duna non smette mai di muoversi e di modificare il suo profilo. Per la giovane scrittrice californiana \u00e8 stato scomodato il genio di Faulkner (oltre allo scontato accostamento al gi\u00e0 citato McCarthy). Di certo i personaggi della comunit\u00e0 di indiavolati pseudo-hippy dove i due trovano temporaneo rifugio offre un variegato spettro della pi\u00f9 varia umanit\u00e0 chiamata alla difficile prova di riformulare principi e priorit\u00e0 vista il mutato contesto ambientale.<\/p>\n<p>Se l&#8217;espediente narrativo \u00e8 ottimo per analizzare in profondit\u00e0 questa casistica umana, tutt&#8217;altro che scontato \u00e8 il risultato finale. Non si contano, infatti, i tentativi proposti nel corso degli ultimi decenni di storie e personaggi costretti a fare i conti con i mutamenti climatici in cerca di una disperata via di fuga. Da questo indistinto gruppo \u00e8 emerso finora soltanto il gi\u00e0 menzionato capolavoro di McCarthy. Ora \u00e8 arrivata la \u00a0Watkins. Che si \u00e8 dimostrata capace di superare i pregiudizi di chi &#8211; come il sottoscritto &#8211; pensava impossibile un nuovo libro dopo <em>La strada.<\/em>\u00a0E invece prevedo che deell&#8217;Amargosa ci ricorderemo ancora in futuro. E rimarr\u00e0 un incubo costante nel sonno di tanti e tanti lettori. Per i quali, ovviamente, gi\u00e0 vale come monito uno dei passi pi\u00f9 toccanti del romanzo di Mc Carthy, quando il protagonista avverte il figlio, con lui in fuga verso un luogo meno ospitale del New England postatomico: &#8220;Quando sognerai di un mondo che non \u00e8 mai esistito o di uno che non esister\u00e0 mai e in cui sei di nuovo felice, vorr\u00e0 dire che ti sei arreso&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Pi\u00f9 simbolico e inquietante del monolite di \u00a02001, Odissea nello spazio, la grande, gigantesca duna Amargosa da sola vale un posto importante nella letteratura contemporanea e &#8211; in genere &#8211; nel nostro immaginario post-moderno. E&#8217; una massa sabbiosa vasta quasi come la California. La sua altezza supera in alcuni punti anche le vette delle Montagne Rocciose. Un mostruoso gigante nato per abitare i peggiori incubi di chi gi\u00e0 vive l&#8217;ansia dei mutamenti climatici. L&#8217;ha creata una giovane scrittrice, Claire Vaye Watkins, che di zone desertiche se ne intende, visto che \u00e8 cresciuta sul limite (abitabile) della Death Valley. Questa duna [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2015\/12\/11\/perdersi-nel-deserto-per-seguire-mc-carthy\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1023,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[43802],"tags":[86791,86795,13470,86787,86788,86790,48340,86789,86796,39026,86792],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/697"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1023"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=697"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/697\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":699,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/697\/revisions\/699"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=697"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=697"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=697"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}