{"id":76,"date":"2013-09-05T08:30:51","date_gmt":"2013-09-05T08:30:51","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=76"},"modified":"2013-09-07T17:57:13","modified_gmt":"2013-09-07T17:57:13","slug":"76","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2013\/09\/05\/76\/","title":{"rendered":"Fuori i nomi, Saviano!"},"content":{"rendered":"<p>In questo post oggi parliamo di <strong>Roberto Saviano<\/strong>. Un classico? Ovviamente no. Un autore da catalogo? Probabilmente lo diventer\u00e0. D\u2019altronde il suo debutto (<em>Gomorra<\/em>, Mondadori) \u00e8 entrato nelle case della maggior parte dei lettori forti e di tanti lettori occasionali. Saviano ha avuto il merito di creare un genere. O meglio di trasferire sui nostri lidi un genere. Quel nuovo giornalismo che ha avuto in <strong>Truman Capote<\/strong> e <strong>Norman Mailer<\/strong> i massimi campioni. Basta citare Wikipedia per offrire qui una definizione puntuale: \u201cIl <em>new journalism<\/em> prevede l\u2019introduzione di motivi tipici della narrativa, capaci di\u00a0catturare\u00a0il lettore, nelle strutture del giornalismo tradizionale. Il risultato sono opere innovative dal punto di vista del linguaggio e ibride rispetto alle definizioni precedenti\u201d.<\/p>\n<p>E Saviano svolge diligentemente il suo compito. Con uno stile, oltretutto, molto trascinante. Quindi onore al merito. Tanto pi\u00f9 che le sue parole sono diventate \u201carmi\u201d. Le sue denuncie hanno fatto breccia. E sulla sua testa \u00e8 caduta nientemeno che la \u201cfatwa\u201d della Camorra. Segno che l\u2019intellettuale ha svolto pienamente il suo lavoro e ha sfruttato al meglio e con grande coraggio i suoi strumenti professionali.<\/p>\n<p>Da allora, era il 2006, Saviano \u00e8 protetto dallo Stato. Nel 2008 \u00e8 andato addirittura a vivere all\u2019estero per un periodo su consiglio delle autorit\u00e0 di polizia visto le pressanti minacce. Quindi sul suo coraggio, almeno su quello, non c\u2019\u00e8 da obiettare. Eppure si sobbalza sulla sedia quando, a sette anni di distanza, si arriva a leggere fino in fondo un articolo intitolato <em>A Willy il Coyote \u00e8 scappato Beep Beep<\/em>, pubblicato il 22 agosto sul settimanale <em>L\u2019Espresso<\/em>. L\u2019articolo affronta una piaga endemica della cultura letteraria nostrana: l\u2019opportunismo, mescolato a un\u2019insana invidia, di coloro che vivono nel suddetto <em>milieu<\/em> ma non ne sono che figuranti muti. Abbiamo aspettato tutto questo tempo per commentarlo nella speranza di vedere qualcun altro farlo. Ma niente. Il suo <em>j\u2019accuse<\/em> ironico-strafottente non ha sortito effetti.<\/p>\n<p>E ora elenchiamo i perch\u00e9 che ci hanno lasciati perplessi di questo suo <em>divertissement<\/em> giornalistico. Prima di parlare e con dovizia di dettagli di questo sotto-genere della societ\u00e0 letteraria, Saviano offre un preambolo dove sentenzia (\u00e8 il caso di usare proprio questo termine) su cosa debba essere un vero intellettuale finendo per elogiare\u00a0 persone precise. Con tanto di nomi e cognomi, <strong>Tiziano\u00a0Scarpa<\/strong>, <strong>Helena Janeczek<\/strong> e <strong>Antonio Moresco<\/strong> (scrittori), <strong>Antonio Franchini<\/strong> e <strong>Mario Desiati<\/strong> (editor e scrittori). <strong>Goffredo Fofi<\/strong> (critico militante) e <strong>Carla Benedetti<\/strong> (critico e accademico). Persone diverse tra loro ma che hanno insegnato al Nostro \u201cla responsabilit\u00e0 della parola\u201d. Per incensarli ancor meglio continua dicendo: \u201cNon ho mai sentito da loro crudelt\u00e0, ferocia nell\u2019affermarsi e nel delegittimare\u201d.<\/p>\n<p>Archiviata la <em>pars construens<\/em> del pezzo ecco il tiro al bersaglio. Saviano offre il ritratto, impietoso, crudele e delegittimante dello scrittore ambizioso ma poco apprezzato, ipocrita, opportunista e privo di idee originali. Quello insomma da cui non andrebbe mai a lezione. E la cui vicinanza vive con fastidio evidente. Non fa nomi, pur regalando un ritratto fin troppo realistico. E soprannomina il tapino (preso a paradigma di una categoria) Willy il Coyote. \u201cSognano copertine e prime serate \u2013 scrive Saviano \u2013 ma, se non le hanno, considerano volgare per uno scrittore questa visibilit\u00e0 popolare. Non comprendono che il successo (Beep Beep) non pu\u00f2 essere acciuffato con queste strategie\u201d.\u00a0 E poi in chiusura: \u201cOsservarli \u00e8 come vedere il vero Willy il Coyote in azione: alla fine dell\u2019ennesimo episodio rester\u00e0 solo un\u2019impronta sulla terra arsa dal sole. Attorno a cui si chiuder\u00e0 per l\u2019ennesima volta il cerchio nero dello schermo\u201d.<\/p>\n<p>E ora vien da chiedersi. Ma come? Questo giovane e promettente scrittore ha il coraggio di denunciare pubblicamente i camorristi con nomi e cognomi e poi si ferma di fronte a quattro scrittorucoli di niente talento e scarso valore? Eppure i suoi sodali e coloro che hanno un ruolo preciso nel salotto buono dell\u2019editoria li elogia pomposamente e chiaramente! Opportunismo il secondo e scarso coraggio il primo, verrebbe da commentare maliziosamente. E di fronte al nostro stupore ci sovviene una fulminante battuta di <strong>Woody Allen<\/strong>: \u201cGli intellettuali sono come la mafia: si uccidono fra loro\u201d E, aggiungeremo noi, lo fanno proprio come i mafiosi: omertosamente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>In questo post oggi parliamo di Roberto Saviano. Un classico? Ovviamente no. Un autore da catalogo? Probabilmente lo diventer\u00e0. D\u2019altronde il suo debutto (Gomorra, Mondadori) \u00e8 entrato nelle case della maggior parte dei lettori forti e di tanti lettori occasionali. 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[&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2013\/09\/05\/76\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1023,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[86],"tags":[29826,404150,1956,15831,2890,35942],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1023"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=76"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":85,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76\/revisions\/85"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=76"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=76"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=76"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}