{"id":786,"date":"2016-07-20T19:05:50","date_gmt":"2016-07-20T17:05:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=786"},"modified":"2016-07-20T19:05:50","modified_gmt":"2016-07-20T17:05:50","slug":"una-tromba-jazz-contro-le-convenzioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2016\/07\/20\/una-tromba-jazz-contro-le-convenzioni\/","title":{"rendered":"Una tromba jazz contro le convenzioni"},"content":{"rendered":"<p>Il grande trombettista Joss Moody muore sulla soglia dei settant\u2019anni. Dopo una lunga carriera sulla ribalta del jazz inglese. Star praticamente indiscussa negli anni Sessanta e Settanta, Joss lascia un grande vuoto nella musica. Un grande vuoto ovviamente anche nella vita di sua moglie Millie e di suo figlio Colman. Da qui, dalla morte del protagonista, inizia il romanzo di <strong>Jackie Kay<\/strong>, <em>Trumpet<\/em>, pubblicato una quindicina d\u2019anni fa da <strong>La Tartaruga<\/strong> (traduzione di <strong>Sandro Melani<\/strong>). Il libro mi \u00e8 capitato fra le mani in maniera assai fortuita. A lettura conclusa, per\u00f2, posso dire che si \u00e8 trattato di un autentico colpo di fortuna. E posso quindi catalogare il libro nella sezione \u201ccapolavori\u201d. Un libro quindi che pu\u00f2 tranquillamente far parte della virtuosa schiera dei \u201cclassici contemporanei\u201d. Che oltretutto dibatte un tema quanto mai attuale. Gi\u00e0, perch\u00e9 solo quando Joss Moody muore viene a galla una verit\u00e0 a dir poco scomoda. E sicuramente sconvolgente, se non altro per gli amici e per il figlio. Infatti, durante la preparazione del corpo da parte dell\u2019impresario delle pompe funebri viene fuori che Joss Moody era in verit\u00e0 una donna.<\/p>\n<p>Jackie Kay ha insomma confezionato un romanzo che \u00e8 a un tempo una struggente storia d\u2019amore (quella tra Joss e la moglie Millie) e un\u2019indagine accurata senza preconcetti e senza pregiudizi su un modo differente di vivere la propria sessualit\u00e0.<\/p>\n<p>Joshepine Moore, questo il vero nome di Joss Moody, figlia di un padre africano e madre scozzese, sceglie di vivere la sua esistenza nei panni di uomo. Perch\u00e9 ritiene che sia il miglior modo per sfondare nel mondo del jazz. E ci riesce. Ci riesce tanto bene che trova pure una moglie (Millicent). La loro storia d\u2019amore \u00e8 tanto intensa che la donna accetta di coprire il segreto del \u201cmarito\u201d. I due riescono anche ad adottare un bambino (anch\u2019egli nero, Colman). E tutto sembra andar bene. E tutto va bene. Se non fosse che alla sua morte il segreto viene violato.<\/p>\n<p>La prudenza e l\u2019onest\u00e0 di Jackie Kay si esplica soprattutto nello scegliere di far parlare tutti i personaggi del romanzo. Ogni capitolo ha una \u201cvoce\u201d. E cos\u00ec ognuno ha la possibilit\u00e0 di dire la propria, liberamente. E il romanzo diventa un insieme di punti di vista. Nessuno prevalente sull\u2019altro (anche se su tutti domina il sentimento d\u2019amore della vedova). C\u2019\u00e8 ovviamente il figlio Colman che alla fine giurer\u00e0 amore eterno per il \u201cpadre\u201d non prima, per\u00f2, di aver vomitato tutto il suo odio contro le coppie miste e quelle omosessuali, contro le bugie, contro l\u2019anticonformismo. Tra i tanti altri qui segnaliamo \u2013 per brevit\u00e0 &#8211; la giornalista Sophie Stones che indaga perch\u00e9 interessata a confezionare un instant book su Moody. \u00a0\u00c8 il personaggio ovviamente pi\u00f9 odioso, vista la sua morbosa curiosit\u00e0. Per\u00f2 anche lei rivela dettagli che agli altri sono sfuggiti (perch\u00e9, si chiede, Joss Moody in piena <em>swinging London<\/em> decide di vestire i panni di un uomo con la scusa di suonare la tromba? Sarebbe stato poi cos\u00ec assurdo vedere una donna allora suonare la tromba? Non \u00e8 che in realt\u00e0 ci provava un ben dissimulato gusto nel travestirsi?)<\/p>\n<p>Questo romanzo a pi\u00f9 voci, che mi ricorda un altro imperdibile libro (<em>Biliardo alle nove e mezzo<\/em> di <strong>Heinrich B\u00f6ll<\/strong>), sembra fatto apposta per questi tempi dove si dibatte di adozioni per coppie omosessuali, di unioni civili e di nuovi diritti. Eppure la Kay lo ha licenziato una ventina d\u2019anni fa. Come succede sempre quando si tratta di letteratura autentica, il libro offre suggestioni e indicazioni forti, facendo luce sulle zone d\u2019ombra della natura umana. Senza per\u00f2 condizionare il lettore con \u201clezioncine\u201d ideologiche. \u00a0La cosa pi\u00f9 importante \u00e8 raccontare il destino, dedicare un appassionato affresco a un piccolo angolo di mondo, di umanit\u00e0. E Jackie Kay ci riesce bene. Tanto che alla fine non si deve nemmeno prendere posizione. Che poi la cosa pi\u00f9 sensibile che si possa fare \u00e8 sempre ascoltare la storia di un essere umano senza giudicarla.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il grande trombettista Joss Moody muore sulla soglia dei settant\u2019anni. Dopo una lunga carriera sulla ribalta del jazz inglese. Star praticamente indiscussa negli anni Sessanta e Settanta, Joss lascia un grande vuoto nella musica. Un grande vuoto ovviamente anche nella vita di sua moglie Millie e di suo figlio Colman. Da qui, dalla morte del protagonista, inizia il romanzo di Jackie Kay, Trumpet, pubblicato una quindicina d\u2019anni fa da La Tartaruga (traduzione di Sandro Melani). 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