{"id":837,"date":"2017-02-03T17:26:21","date_gmt":"2017-02-03T16:26:21","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=837"},"modified":"2017-02-03T18:01:47","modified_gmt":"2017-02-03T17:01:47","slug":"tolstoj-e-il-suo-amore-proibito-per-anna-karenina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2017\/02\/03\/tolstoj-e-il-suo-amore-proibito-per-anna-karenina\/","title":{"rendered":"Tolstoj e il suo amore &#8220;proibito&#8221; per Anna Karenina"},"content":{"rendered":"<p>Sta tornando di moda parlare di <strong>Anna Karenina<\/strong>. Non foss&#8217;altro perch\u00e9 sugli scaffali delle librerie \u00e8 comparsa una nuova traduzione. L&#8217;eroina bella e sfortunata;la donna che non riesce a riscattare la sua colpa; \u00a0cui non riesce di negarsi ai sentimenti e ai moti del cuore, torna alla ribalta grazie alla traduzione di \u00a0<strong>Claudia Zonghetti<\/strong> commissionata da <strong>Einaudi<\/strong>. Una traduzione senz&#8217;altro pi\u00f9 fedele al testo ma al contempo pi\u00f9 &#8220;moderna&#8221; (almeno rispetto al precedente einaudiano di <strong>Leone Ginzburg<\/strong>). \u00a0Saranno cos\u00ec contenti tutti quelli che non perdono occasione di citare l&#8217;abusato incipit del romanzo (Ogni famiglia infelice \u00e8 infelice a modo suo mentre tutte le famiglie felici si somigliano). Ignorando che pi\u00f9 di un incipit, quella \u00e8 la stessa sintesi del romanzo. Che infatti parla di tre famiglie. Due felici e una no. Al contrario della stessa celebre frase tolstojana, per\u00f2 sono proprio le famiglie felici a fare numero. E sul confronto tra le due famiglie felici (quella di Levin e Kitty e quella di \u00a0Stephan e Dolly) possiamo declinare due diversi modi di essere sereni se non proprio soddisfatti. L&#8217;unica famiglia \u00a0infelice \u00e8 quella di Anna. Tradisce il marito pi\u00f9 vecchio di lei con un aitante ufficiale, il conte Vronskj. Vanesio ed egocentrico. Superficiale e sportivo. Anna si innamora di questo bellimbusto. E non solo. Con il conte Vronskj ci fa pure una figlia (che chiamer\u00e0 Anna, quando si dice la fantasia&#8230;). Poi si accorge che la societ\u00e0 non le perdona l&#8217;adulterio e la vita &#8220;matrimoniale&#8221; con un uomo che non \u00e8 suo marito. E che soprattutto non \u00e8 il padre legale dei suoi figli. E il rifiuto della societ\u00e0 le pesa come un macigno. A cui si aggiunga poi il peso che ha sulla coscienza. Insomma il finale \u00e8 scontato.<\/p>\n<p>Per\u00f2 stiamo parlando di un capolavoro, non di un romanzetto. Tolstoj ci regala un personaggio dalle sfaccettature straordinariamente complesse. Arriva al punto di innamorarsene lui stesso. E &#8211; secondo gli esegeti pi\u00f9 acuti &#8211; eviterebbe per questo di far pesare il suo giudizio morale sul personaggio. In verit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 facile pensare che delle tre famiglie quella di Anna sia infelice perch\u00e9 il personaggio \u00e8 tutt&#8217;altro che positivo. All&#8217;inizio del romanzo compare in qualit\u00e0 di paciere. E&#8217; a lei che viene affidato il compito di ridurre Dolly a pi\u00f9 miti consigli nei confronti di un marito un po&#8217; troppo gaudente. Il nostro primo incontro \u00e8 con una donna intelligente e sensibile. Che sa quali corde pizzicare per far suonare in armonia Dolly col marito. E poi piace. Anna piace a tutti. Dai comprimari alle comparse. Dai figuranti alle maestranze che stanno dietro questo capolavoro. Solo che poi sbaglia strada. Insomma non mette a frutto i suoi talenti e si fa comandare dal cuore e dall&#8217;istinto, piuttosto che dalla coscienza e dal buonsenso.<br \/>\nChe ci sia un giudizio morale sul capo di Anna \u00e8 &#8211; a mio avviso &#8211; chiarissimo anche dal fatto che non \u00e8 lei a chiudere questo romanzo. Un romanzo che soltanto furbescamente viene dedicato a lei. Ma che in verit\u00e0 si chiude con Levin (il personaggio pi\u00f9 vicino all&#8217;autore stesso), nobile e ricco possidente terriero. Illuminato, filosofo, progressista ma attento ai valori pi\u00f9 profondi dell&#8217;umanit\u00e0. Insomma un personaggio &#8211; questo s\u00ec &#8211; davvero positivo. Fin troppo. Tanto che risulta stucchevole persino il suo romanticismo, la sua devota passione per la piccola Kitty. E&#8217; Levin che ha i fari puntati contro quando cala il sipario su questa storia, tutt&#8217;altro che originale e tutt&#8217;altro che affascinante.<\/p>\n<p>Per fortuna \u00e8 un capolavoro a dispetto della stessa mancanza di fantasia e di coraggio del suo autore. E le scene che precedono e seguono il suicidio di Anna sono sicuramente \u00a0pagine illuminanti. Lo <em>stream of consciousness<\/em> \u00e8 qui che prende le mosse altro che Joyce! Le metafore e le descrizioni sono di una modernit\u00e0 quasi senza pari. Anche la vita dei campi e la vita di Levin in campagna godono di descrizioni di una modernit\u00e0 straordinaria che la nuova traduzione esalta. Peccato per quel rigore e quella spietatezza nei confronti della sua eroina. \u00a0Un rigore che lascia il lettore anche senza armi. Non possiamo difenderla ma non possiamo nemmeno difenderci. Tolstoj insomma \u00e8 pi\u00f9 severo ed egoista di Flaubert, che se \u00e8 vero che ha deformato e distrutto la figura di Emma Bovary durante il suo suicidio, \u00e8 altrettanto vero che per tutto il romanzo ci ha regalato perle di ironia che, queste s\u00ec, sono boccate di aria fresca per il lettore moderno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sta tornando di moda parlare di Anna Karenina. Non foss&#8217;altro perch\u00e9 sugli scaffali delle librerie \u00e8 comparsa una nuova traduzione. 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