{"id":848,"date":"2017-03-10T08:00:15","date_gmt":"2017-03-10T07:00:15","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=848"},"modified":"2017-03-10T11:39:22","modified_gmt":"2017-03-10T10:39:22","slug":"gabbani-la-scimmia-nuda-e-il-karma-di-pirsig","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2017\/03\/10\/gabbani-la-scimmia-nuda-e-il-karma-di-pirsig\/","title":{"rendered":"Gabbani, la scimmia nuda e il karma di Pirsig"},"content":{"rendered":"<p>Tra \u00a0i tanti meriti che vanno ascritti alla canzone che ha vinto l&#8217;ultimo festival di Sanremo (<em>Occidentali&#8217;s Karma<\/em> di <strong>Francesco Gabbani<\/strong>) c&#8217;\u00e8 anche quello di aver riportato in libreria un libro simpatico, intelligente e gustoso come <em>La scimmia nuda<\/em> dell&#8217;etologo di fama mondiale <strong>Desmond Morris<\/strong>. D&#8217;altronde di riferimenti nel testo della canzone ce ne sono tanti, per condire al meglio il gioco dei rimandi e delle allusioni che il pubblico e i giornali si sono divertiti a condurre. \u00a0Ai pi\u00f9 per\u00f2 \u00e8 sfuggito un rimando a mio avviso altrettanto importante. Il karma di cui abbonda il ritornello della canzone di Gabbani \u00e8 in fondo lo stesso che popola i romanzi di <strong>Robert Pirsig<\/strong>. Che poi sono soltanto due. Per\u00f2 fondamentali. A partire proprio da<em> Lo zen e l&#8217;arte della manutenzione della motocicletta<\/em>, uscito nel 1974 e impostosi fin da subito come pietra miliare della controcultura degli anni Settanta, sia in America che qui da noi. Di certo il volume di Pirsig, portato da noi in Italia da Adelphi, pu\u00f2 entrare a buon diritto in questo blog essendo\u00a0 un long seller oltre che uno di quei romanzi che rappresentano al meglio la letteratura americana del ventesimo secolo. Un libro insomma che non ha bisogno della pubblicit\u00e0 indiretta di una canzone, in questi giorni sulla bocca di tutti. In qualsiasi libreria potete trovarne una copia. Meno facile (ma non impossibile), invece, \u00e8 la ricerca di<em> Lila<\/em>, il secondo romanzo di Pirsig uscito nel 1991 (sempre per Adelphi). Una sorta di <em>sequel<\/em>, visto che qui si ritrova il protagonista della prima avventura in motocicletta. Fedro ha superato la sua follia. O meglio la crisi pi\u00f9 acuta. Ora si ritrova, quindici anni dopo, su una barca a vela lungo l&#8217;Hudson intento a raggiungere l&#8217;Atlantico. \u00a0Durante il suo vagabondaggio incontra Lila. In lei ritrova quella pazzia ma anche la &#8220;Qualit\u00e0&#8221;. L&#8217;archetipo stesso, cio\u00e8, cui cerca di dare una costruzione concettuale. Come il precedente anche questo libro non \u00e8 soltanto un romanzo. Vuole essere una sorta di racconto-filosofico che sfrutta la digressione come metodo per parlare del rapporto tra metafisica e scienze sociali, per parlare di antropologia e filosofie orientali. Qui appunto si incontra pi\u00f9 volte il karma, che per Pirsig \u00e8 senza dubbio la parola pi\u00f9 difficile da tradurre dal sanscrito. Alla fine sceglie come (inadeguato)\u00a0corrispettivo &#8220;scorie evolutive&#8221;, cio\u00e8 il dolore e &#8220;la sofferenza che deriva dal rimanere attaccati agli schemi statici del mondo&#8221;. E la follia altro non \u00e8 che un modo, forse il pi\u00f9 diretto, di lottare contro la staticit\u00e0 della legge sociale. Che di per s\u00e9 impone\u00a0la fermezza normativa. Il romanzo di Pirsig insomma finisce per essere una sorta di omaggio alla follia attraverso la figura molto romantica di Lila (se non fosse per la sua avvenenza verrebbe da pensare a lei come a una rediviva <strong>Alda Merini<\/strong>). &#8220;Che la follia sia un&#8217;assenza di caratteristiche collettive &#8211; si trova a pensare Fedro alla fine del romanzo quando ormai Lila \u00e8 stata portata via verso un recupero piuttosto tradizionale, fatto di cure psichiatriche e rimozioni &#8211; \u00e8 dimostrato dal funzionamento del test di Rorschach per la diagnosi della schizofrenia. La persona che dice la bugia pi\u00f9 complicata ottiene il punteggio pi\u00f9 alto in normalit\u00e0. La normalit\u00e0 non \u00e8 la verit\u00e0. La normalit\u00e0 \u00e8 conformit\u00e0 alle aspettative collettive&#8221;. E le stesse aspettative poi regolano anche l&#8217;apprezzamento che mostriamo per le canzoni, come quella di Gabbani. Se sono nuove e innovative ci piacciono sul momento. Magari le facciamo diventare anche dei tormentoni per qualche mese. Poi, per\u00f2, basta. La stagione \u00e8 breve. Sopravvivono soltanto quelle che mostrano una &#8220;qualit\u00e0 statica&#8221;. Gabbani ora dovr\u00e0 aspettare per vedere se la sua <em>Occidentali&#8217;s Karma<\/em> superer\u00e0 la prova della stagione. Fedro\/Pirsig, invece, una volta portata la sua barca in Florida dovr\u00e0 sciogliere in un nuovo racconto i dubbi circa la Qualit\u00e0 statica. Insomma, dopo averci\u00a0raccontato lo zen, e il fascino della follia, dovrebbe declinare con la sua filosofica fabulazione i canoni della bellezza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Tra \u00a0i tanti meriti che vanno ascritti alla canzone che ha vinto l&#8217;ultimo festival di Sanremo (Occidentali&#8217;s Karma di Francesco Gabbani) c&#8217;\u00e8 anche quello di aver riportato in libreria un libro simpatico, intelligente e gustoso come La scimmia nuda dell&#8217;etologo di fama mondiale Desmond Morris. D&#8217;altronde di riferimenti nel testo della canzone ce ne sono tanti, per condire al meglio il gioco dei rimandi e delle allusioni che il pubblico e i giornali si sono divertiti a condurre. \u00a0Ai pi\u00f9 per\u00f2 \u00e8 sfuggito un rimando a mio avviso altrettanto importante. 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