{"id":857,"date":"2017-04-01T16:56:35","date_gmt":"2017-04-01T14:56:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=857"},"modified":"2017-04-02T23:51:18","modified_gmt":"2017-04-02T21:51:18","slug":"rileggiamo-babbitt-per-capire-trump-e-i-dazii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2017\/04\/01\/rileggiamo-babbitt-per-capire-trump-e-i-dazii\/","title":{"rendered":"Rileggiamo Babbitt per capire Trump e i dazi"},"content":{"rendered":"<p>Il dazio \u00e8 l\u2019ultima idea stravagante di <strong>Donald Trump.<\/strong> E noi qui si resta come sospesi tra l\u2019incredulit\u00e0 e un divertito sussiego. Come se fossimo gi\u00e0 dimentichi di tutto quello che ritenuto dal nostro buonsenso e dalla nostra sagacia impossibile si \u00e8 trasformato, nel caso del nuovo presidente degli Stati Uniti, solida realt\u00e0. Fin da quando ha ventilato la sua candidatura (quasi due anni fa), abbiamo sorriso. E non abbiamo smesso di farlo nemmeno quando ha vinto le primarie repubblicane. Lo stupore e (per alcuni) l\u2019amarezza ha preso il posto di quel ghigno snob soltanto ad elezioni avvenute. Quando ormai era di tutta evidenza che gli americani avevano scelto lui come quarantasettesimo inquilino della Casa Bianca.<\/p>\n<p>Il punto, ovviamente, non \u00e8 che non conosciamo abbastanza lui, Donald Trump. Il fatto \u00e8 che \u2013 giustamente \u2013 il popolo e la mentalit\u00e0 americana sono lontani da noi e che tra l\u2019<em>american way of life e<\/em> la nostra mentalit\u00e0 molto \u201cvecchia Europa\u201d c\u2019\u00e8 di mezzo un oceano. Ecco perch\u00e9 voglio approfittare del mio blog per proporvi un libro che sicuramente ci offre un personaggio esemplare della mentalit\u00e0 dell\u2019elettore di Trump. Sto parlando di <strong>George F. Babbitt<\/strong>. Vale a dire il protagonista dell\u2019omonimo romanzo di<strong> Sinclair Lewis<\/strong>. Pubblicato pochi anni prima della Grande Crisi del \u201929 e \u2013 soprattutto \u2013 in piena Proibizionismo, il romanzo di Lewis \u00e8 tra i pi\u00f9 vividi affreschi dell\u2019America del ventesimo secolo. E al di l\u00e0 dell\u2019Atlantico resta uno di quelle pietre miliari imprescindibile per chi vuole farsi una cultura letteraria. Da noi invece, il romanzo non ha avuto una grande diffusione. La sua ultima edizione risale a quasi un quarto di secolo fa. Era il 1993 quando <strong>Corbaccio<\/strong> mandava in libreria la (splendida) traduzione di <strong>Barbara Buoniventi<\/strong>. Non sarebbe male se proprio ora, che dimostriamo tanta fatica nel confrontarci con il mondo statunitense, questo libro tornasse sugli scaffali delle librerie.<\/p>\n<p>Racconta la storia di Babbitt un intraprendente immobiliarista, orgoglioso di essere uno dei residenti pi\u00f9 illustri di Zenith. Una cittadina ideale pi\u00f9 che reale. Un nome non scelto a caso da Lewis. Come lo zenith che a perpendicolo si erge sopra la testa dell\u2019osservatore, cos\u00ec Zenith \u00e8 il centro modello e a un tempo summa delle ambizioni dell\u2019americano medio. E chi meglio di un immobiliarista pu\u00f2 delineare la citt\u00e0 dei sogni per l\u2019americano medio. Intanto \u00e8 una citt\u00e0 operosa, con tutte le industrie manifatturiere, capannoni, artigiani, ma anche chiese e circoli del golf e una campagna verde e compiacente nelle prossimit\u00e0 di un centro abitato che non sar\u00e0 mai, per\u00f2, grande e dispersivo come New York o Chicago.<\/p>\n<p>Babbitt nasce campione repubblicano e conservatore. Per non dire della sua vaga indole razzista. Quando parla di immigrazione, a esempio, sembra quasi di sentir parlare lo stesso Trump: \u201cGrazie a Dio hanno messo dei limiti all\u2019immigrazione\u2026 Quando avremo assimilato gli stranieri che ci sono gi\u00e0 e gli avremo insegnato i principi dell\u2019Americanismo e ne avremo fatto delle persone come si deve, allora magari ne faremo entrare un altro po\u2019\u201d. Fa tutto quello che serve per essere un \u201ccampione\u201d della moralit\u00e0 borghese. \u00c8 iscritto alle logge pi\u00f9 in vista, gioca a golf, ha una moglie e tre figli e una grande casa con giardino nel dignitoso sobborgo di Floral Heights.<\/p>\n<p>Eppure non \u00e8 felice. Anche lui cova la sua giusta dose di angoscia esistenziale. Cui ovviamente non riesce a dare un nome. Le ristrettezze del proibizionismo e la angusta mentalit\u00e0 provinciale, poi, non lo aiutano di certo ad emanciparsi dai suoi turbamenti. Prover\u00e0 anche il brivido del tradimento, e di una scapestrata quanto momentanea<em> boheme<\/em>. Per\u00f2 torner\u00e0 alla fine all&#8217;ovile. Come pecorella smarrita che ritrova le carezze del pastore accetta anche di \u201carruolarsi\u201d nella Lega Civica. E il peccatore redento \u00e8 certo ancor pi\u00f9 degno di brandire la spada del perbenismo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il dazio \u00e8 l\u2019ultima idea stravagante di Donald Trump. E noi qui si resta come sospesi tra l\u2019incredulit\u00e0 e un divertito sussiego. Come se fossimo gi\u00e0 dimentichi di tutto quello che ritenuto dal nostro buonsenso e dalla nostra sagacia impossibile si \u00e8 trasformato, nel caso del nuovo presidente degli Stati Uniti, solida realt\u00e0. Fin da quando ha ventilato la sua candidatura (quasi due anni fa), abbiamo sorriso. E non abbiamo smesso di farlo nemmeno quando ha vinto le primarie repubblicane. 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