{"id":861,"date":"2017-04-05T08:00:09","date_gmt":"2017-04-05T06:00:09","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/?p=861"},"modified":"2017-04-02T19:30:52","modified_gmt":"2017-04-02T17:30:52","slug":"il-cinquantenne-ridicolo-e-la-sgarzolina-inquieta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/borgia\/2017\/04\/05\/il-cinquantenne-ridicolo-e-la-sgarzolina-inquieta\/","title":{"rendered":"Il cinquantenne ridicolo e la sgarzolina inquieta"},"content":{"rendered":"<p>Siamo ancora qui a scandalizzarci delle frasi fatte e degli stereotipi sbandierati come indigesto buonsenso. Perch\u00e9 da un lato c\u2019\u00e8 la fazione degli illuminati, quelli che si indignano se le donne vengono abbassate al livello di modello immodificabile, dall\u2019altro ci sono quelli che invece vedono nella <em>vox populi<\/em> la voce di un dio. Quelli per intenderci che fanno delle banalit\u00e0 a basso costo perle di rara saggezza. Ed \u00e8 cos\u00ec che l\u2019ultimo dibattito culturale ha visto come pretesto la gaffe di una trasmissione televisiva dove veniva \u2013 ma per gioco, come hanno assicurato gli autori \u2013 offerto ai telespettatori un piccolo decalogo della donna perfetta (donna che tra l\u2019altro non \u00e8 nemmeno autoctona, bens\u00ec proveniente da un non meglio precisato Est). Ovviamente la cosa ha suscitato una valanga di proteste. Con il risultato che la trasmissione \u00e8 stata addirittura sospesa (ma, si difendono i gestori del network, soltanto perch\u00e9 aveva bassi indici di gradimento). Senza entrare nel dibattito propriamente televisivo, \u00e8 facile per\u00f2 constatare che gli stereotipi sono duri a morire e ancor oggi i rapporti di coppia o meglio i rapporti tra i due sessi vengono stancamente irregimentati su binari piuttosto collaudati. Uno di questi clich\u00e9, ovviamente, \u00e8 il \u201cclassico\u201d rapporto tra uomo maturo e ragazzetta. Lui solitamente di estrazione borghese, buon livello culturale, lei solitamente proletaria, vagamente ignorantella. \u00c8 inutile far finta di scandalizzarsi. Difficilmente troveremo un racconto, un film, un romanzo che parli del rapporto tra una giovane di buona estrazione sociale e magari anche capace di sapere cos\u2019\u00e8 un capitello, un fregio dorico o l\u2019<em>enjambement<\/em>, e un uomo di una certa et\u00e0 per\u00f2 senza un soldo bucato, magari anche con solo la quinta elementare.<\/p>\n<p>Si potrebbero e dovrebbero indagare a fondo le ragioni del radicamento di questo clich\u00e9 letterario. Perch\u00e9 delle ragioni ovviamente ci sono. Basti semplicemente dire che la letteratura \u00e8 piena di casi del genere. E non solo la letteratura (ma anche il cinema e la musica). Qui vogliamo citare forse il caso pi\u00f9 celebre. Almeno restando dentro l\u2019ambito tutto italiano. La lettura di un romanzo, infatti, mi sento di suggerire per osservare un punto di vista che, se non si vuole originale (perch\u00e9 decisamente non lo \u00e8), \u00e8 per\u00f2 illuminante. <em>Un amore<\/em> di <strong>Dino Buzzati<\/strong> racconta una storia che ancor oggi \u00e8 capace di ingentilire i nostri punti di vista. Renderci pi\u00f9 saggi e pi\u00f9 compassionevoli. E di fermarci un attimo prima di sputare facili sentenze e di mostrare altrettanto facili indignazioni.<\/p>\n<p>E questo non perch\u00e9 Buzzati ci regali tesi inedite e fuori dagli schemi. Al contrario. Sa percorrere la strada (pi\u00f9 che battuta) del clich\u00e9 per offrirci personaggi autentici e sofferenti, capaci di darci sprazzi di umanit\u00e0 vividi e toccanti. Insomma l\u2019autore del <em>Deserto dei tartari<\/em> non \u00e8 un esploratore di sentieri inediti. Non batte come <strong>Nabokov<\/strong> con la sua <em>Lolita<\/em> sul dente dolente della morale borghese. N\u00e9 tanto meno esalta il potere della seduzione femminile come <strong>Heinrich Mann<\/strong> ne <em>Il professor Unrat<\/em>. <em>Un amore<\/em> pu\u00f2 essere riassunto nel pi\u00f9 facile dei clich\u00e9, quello che consente anche al pi\u00f9 pigro dei moralisti di atteggiare uno sguardo sprezzante sul libro uscito nel 1963. Il romanzo racconta infatti la storia di Antonio Dorigo, architetto quasi cinquantenne nella Milano dei primi anni Sessanta che perde la testa per una ragazza, la giovane Adelaide (ma per tutti Laide) conosciuta nella casa d\u2019appuntamenti della signora Ermelina.<\/p>\n<p>Buzzati non bissa il successo ottenuto con il <em>Deserto dei tartari<\/em>. Almeno all&#8217;inizio. Quando esce, <em>Un amore<\/em> trova i critici e il pubblico piuttosto freddi e disorientati. Eppure \u00e8 diventato senza dubbio uno dei romanzi pi\u00f9 letti del Novecento. Ancor oggi la Mondadori ne stampa un\u2019edizione all&#8217;anno (da quando usc\u00ec nella collana dei tascabili Oscar, sono ben 54 le ristampe arrivate nelle librerie italiane). Prova che Buzzati ha colpito nel segno. Anche se all&#8217;inizio quell&#8217;impudicizia e quella irrefrenabile impulso di autenticit\u00e0 non consegnarono al testo i dovuti omaggi.<\/p>\n<p>Da buon borghese benestante e illuminato, Dorigo non vuole rinunciare al suo <em>status<\/em>, alla sua posizione e alla sua libert\u00e0. Gli piace la sua condizione di single. Anzi oggi verrebbe definito un bamboccione attempato visto che ancora vive con l\u2019anziana mamma. Per\u00f2 il piacere e la debolezza della carne gli impongono frequenti visite dalla signora Ermelina. La Laide, di cui qui fa la conoscenza, non \u00e8 come tutte le altre. E proprio il suo essere sfuggente a facili etichette induce Dorigo ad abbassare la guardia. Fino al punto di cadere preda di un innamoramento ossessivo e senza speranza. Prova in tutti i modi a ridurre il rapporto a una questione di possesso. Spera che i soldi gli concedano il controllo della giovane. Che la sua posizione possa in qualche modo intimorire la ragazza riducendola a mite preda della sua lussuria. Per\u00f2 a sfuggirgli di mano sono proprio i sentimenti. E i momenti pi\u00f9 lirici sono proprio quelli in cui vorrebbe condividere con la giovane Laide non tanto i piaceri della carne quanto la ritrovata armonia con il mondo. Tramonti struggenti, musiche toccanti, momenti indicibili restano sospesi nel vuoto. Lei \u00e8 troppo materiale e grezza, lui incapace di aprirsi.<em> Un amore<\/em>, insomma finisce per essere una lucida analisi dei rapporti impossibili, ancorch\u00e9 i pi\u00f9 frequenti che ci sono tra uomo e donna. Indispensabile antidoto, quasi un vaccino, contro la malattia del luogo comune.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Siamo ancora qui a scandalizzarci delle frasi fatte e degli stereotipi sbandierati come indigesto buonsenso. Perch\u00e9 da un lato c\u2019\u00e8 la fazione degli illuminati, quelli che si indignano se le donne vengono abbassate al livello di modello immodificabile, dall\u2019altro ci sono quelli che invece vedono nella vox populi la voce di un dio. Quelli per intenderci che fanno delle banalit\u00e0 a basso costo perle di rara saggezza. 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